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Pellegrini, priorità alla Roma: palestra e riposo per rientrare con il Genoa

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Il giocatore della Roma, ancora alle prese con il fastidio all’articolazione, cercherà di recuperare il prima possibile per tornare a disposizione di Mourinho per la partita di Marassi

Redazione

La Nazionale resterà un rimpianto, perché a Lorenzo Pellegrini sarebbe piaciuto esserci contro la Svizzera, nel suo stadio. La Roma, però, è una priorità. E per questo il capitano romanista, che se con il Genoa si giocasse domenica non ci sarebbe, sta lavorando senza sosta per recuperare dall’infiammazione al ginocchio che lo tormenta ormai da un paio di settimane. Il fastidio all'articolazione era già stato evidenziato in seguito alla partita con il Milan, quando Pellegrini, dopo un contrasto con Vina nel riscaldamento, era sceso in campo con una fasciatura. Il capitano giallorosso, che ha saltato il match contro il Bodo Glimt, sarebbe dovuto poi rimanere a riposo anche contro il Venezia.

Niente Nazionale per Pellegrini, riposo forzato

Il riposo adesso è un obbligo. Un Pellegrini a mezzo servizio non basta e non aiuta. Ne serve uno in grande spolvero, così che la Roma possa essere guidata per bene dal suo capitano. Nei prossimi giorni la routine di Pellegrini sarà  focalizzata su due elementi: riposo e recupero. Il lavoro in palestra e le sedute di fisioterapia saranno fondamentali per ritrovare il prima possibile il numero sette della Roma. La speranza per Mourinho è quella di riuscire a convocarlo già nella prossima sfida di campionato contro il Genoa a Marassi. Il campo ligure non è mai stato famoso per il terreno in perfette condizioni, quindi il recupero di pellegrini deve essere totale, altrimenti si potrebbe incorrere in una ricaduta. E la Roma non può permetterselo.

La voglia di dare a tutti i costi una mano alla squadra ha già portato la scorsa settimana il centrocampista a non recuperare a pieno dal fastidio al ginocchio. Per questo motivo ha dovuto rinunciare alla convocazione di Roberto Mancini, che per la seconda volta si vede scivolare via dal ritiro il giocatore della Roma. La scorsa estate Pellegrini avrebbe fatto parte dell'Italia campione d'Europa, probabilmente anche come titolare. Eppure, per un infortunio maturato nelle ultime giornate di campionato, è stato costretto a vedere l'Europeo in televisione. Il giocatore ha effettuato esami nella sede di Coverciano, ne farà altri una volta tornato a Trigoria, in moodo da tenere sotto controllo quello che, si spera, possa non trasformarsi in qualcosa di più grave di un'infiammazione.

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Se la Roma chiama, Pellegrini risponde

La voglia di aiutare la squadra a risollevarsi ha avuto la meglio. Il numero sette ha scelto di scendere in campo contro il Venezia, nonostante l'infortunio al ginocchio non fosse ancora smaltito. Proprio l'amore per la Roma e la sua voglia di farla tornare in lizza per le posizioni che contano, hanno portato Pellegrini a non interessarsi più di tanto al suo infortunio, giocandoci sopra e sopportando il dolore.

Pellegrini non è nuovo agli infortuni: negli anni passati si è dovuto spesso fermare per contusioni o dolori muscolari, che l'hanno reso decisamente fragile sia a livello fisico che psicologico. Infatti per quanto questa stagione sia iniziata alla grande (otto gol e tre assist tra campionato e coppa), nonostante sia uno di quelli che in campo copre il campo più di tutti (più di undici chilometri percorsi contro il Venezia), il giocatore della Roma non è ancora riuscito a consacrarsi definitivamente come uno dei centrompisti determinanti della Serie A. Alterna troppo spesso prestazioni convincenti ad altre più evanescenti, tutte connesse da un unico denominatore: l'attaccamento alla maglia. Ormai erede designato di Totti e De Rossi, Pellegrini sta cercando di prendersi la squadra sulle spalle, provando a renderla 'sua'. Con giocate di fino e recuperi palla 'alla DDR', il centrocampista preferito da Mourinho somiglia a un ibrido tra i due ex capitani romanisti. Il fatto di aver giocato con entrambi ha sicuramente aiutato a rubare un pizzico di fantasia dall'uno e una dose di cattiveria dall'altro.

Simone Biondi