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Pellegrini alla terza semifinale europea, è il primo romanista a riuscirci

Pellegrini alla terza semifinale europea, è il primo romanista a riuscirci - immagine 1

Il capitano giallorosso c’era contro il Liverpool e lo United, ma a differenza delle altre volte deve centrare l’obiettivo finale come Losi, Giannini e Conti: per farlo servono anche i suoi gol

Redazione

Terza semifinale europea e la voglia (stavolta) di andare ancora più avanti. Lorenzo Pellegrini è un amuleto in campo internazionale. Lo dicono i fatti. Nelle sette semifinali giocate dalla Roma, infatti, il capitano giallorosso era in campo due volte (che poi sono quattro, tre lui): con il Liverpool in Champions League, quando si è arrivati a un passo dal sogno, e con il Manchester United, lo scorso anno, in Europa League

Lorenzo Pellegrini in campo ci sarà anche nella doppia sfida con il Leicester, quella con cui ci si gioca la finale di Tirana di Conference League, ed è un record, perché è l’unico romanista a esserci riuscito. Centrato, però, l’obiettivo di aver raggiunto un primato, il compito del numero 7 è quello di arrivare all’ultimo passo, e magari alzare un trofeo al cielo. Europeo.

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Di chi ha legato il suo destino quasi esclusivamente alla Roma, in finale ci sono arrivati - in ordine cronologico - Giacomo Losi, Core de Roma, che ha vinto la doppia sfida con il Birmingham City e ha portato a casa la Coppa delle Fiere nel 1961, e Bruno Conti e Giuseppe Giannini. Marazico e il Principe c’erano nella finale dell’Olimpico della Coppa dei campioni persa contro i Reds del 1984. Pellegrini vuole e deve essere il quarto, finendo anche nel tabellino dei marcatori.

Pellegrini, non solo il record: servono i suoi gol per andare avanti contro il Leicester

Perché, tornando al passato recente, contro il Liverpool nel 2018, nelle semifinali da 13 gol (sette della squadra di Jurgen Klopp, sei da quella di Eusebio Di Francesco), Lorenzo non ne ha segnato nemmeno uno - due li aveva fatti Edin Dzeko, due Radja Nainggolan, uno Diego Perotti e un autogol. È anche vero, però, che ad Anfield lui non era in campo. Diversa storia nella passata stagione contro i Red Devils, perché il capitano aveva realizzato il rigore del momentaneo 1-1 dell’Old Trafford, ma quella partita era finita 6-2 per gli inglesi e aveva non poco compromesso il discorso qualificazione per il ritorno.

Quest’anno, Pellegrini è alla sua miglior stagione realizzativa con dodici reti messe a segno, otto delle quali sono arrivate in Serie A - anche quella bellissima del derby. Le altre quattro sono arrivate in Conference, l’ultima nel 2-1 contro il Bodo dell’andata in Norvegia che ha dato una speranza per la gara dell’Olimpico (anche se in realtà non ce n’era così bisogno, a conti fatti).

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Ricapitolando: Pellegrini domani entrerà nella storia, per lasciare un segno serve che continui a essere quello che si è visto per gran parte di questa annata con José Mourinho. Un cecchino, oltre che un vessillo da sbandierare in faccia a tutti gli altri. 

MARIACRISTINA PONTI