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Pedro più Miki, adesso Dzeko non è più solo: nove dei 15 gol nascono da loro

LaPresse

Un feeling così immediato non si vedeva dai tempi di Salah e Nainggolan. Zaniolo torna a marzo, ma a gennaio servirà un rinforzo

Marco Prestisimone

Tremenda condanna o meravigliosa conquista? Se chiedeste a Dzeko cosa sia per lui la solitudine, adesso non avrebbe più dubbi. Ancor di più perché era dai tempi di Salah (con la sola eccezione di El Shaarawy, che però potrebbe anche tornare a gennaio) che non aveva una compagnia così piacevole al fianco come quella di Pedro e Mkhitaryan. Due in grado di spostare l’attenzione delle difese, fino a qualche tempo fa concentrate solo su Edin, ma allo stesso tempo approfittare degli spazi che lui sa liberare. Ed è anche da qui che nasce il gol del 2-0 ieri, con Dzeko a cominciare l’azione, Miki a rifinire e Pedro a concludere. Ruoli invertiti, ma che non cambiano la sostanza. Adesso Edin non è più solo. E infatti dopo sei partite i numeri dei fedeli scudieri fanno già sorridere: tre gol lo spagnolo, quattro assist (il migliore della Serie A) l’armeno. Loro due hanno già partecipato a 6 gol dei 13 realizzati dalla Roma in campionato, sette se si aggiunge il colpo di testa di Dzeko contro il Milan su assist di Pellegrini. Nove addirittura se si prendono in considerazione anche i due assist in Europa League.

Dzeko, addio solitudine e niente lamentele

Dopo le prime sei giornate della scorsa stagione, a parte Dzeko erano arrivati solo i gol di Under e Kluivert, rivelatisi eccezioni e non regole durante il resto dell’annata, oltre a quello di Mkhitaryan. Ma mai negli ultimi anni Edin aveva trovato un feeling immediato con due compagni di reparto in grado di essere così incisivi anche sotto porta. E il triplo abbraccio di ieri dopo il gol ne è la certificazione. Quasi incredibile se si pensa che se in estate fosse stato addio, non l’avrebbe neanche mai assaporato.

Anche la solitudine di cui si è spesso lamentato negli ultimi anni è un lontano ricordo. Dopo la partita con l’Atletico Madrid di Champions chiese pubblicamente a Di Francesco di riavvicinargli Nainggolan visto che aveva perso già l'amico Salah .Adesso non avrà bisogno di alzare la voce con Fonseca. Semmai in cuor suo spera che nessuno dei due sia mai costretto a fermarsi. E che magari a gennaio la società e il nuovo direttore sportivo siano in grado di regalargli un'alternativa di livello. Senza dimenticare Zaniolo, che però ne avrà almeno fino a marzo e difficilmente riuscirà a dare un contributo vero e continuativo in questa stagione.

Dalla Juve all’Atalanta, gli altri tridenti del campionato

E le altre in Serie A? Il Milan di inizio stagione ha il vento in poppa ma è Ibra-centrico (è già a 7 gol), col solo Leao in grado di aiutarlo vicino alla porta. L’Atalanta fa delle alternative davanti il suo mantra e tra Muriel, Gomez, Zapata o Malinovski non ha di questi problemi. La Juventus è stata quasi tre settimane senza Ronaldo che però è già a 5 gol, con Morata e Kulusevski a due. La Lazio ha sì Immobile, ma né Correa né Luis Alberto hanno collaborato granché nelle prime giornate. Nel Napoli è esploso Lozano ma fino ad ora Osimhen, Mertens e Insigne hanno fatto bene solo a tratti. Abbastanza per la Roma per guardare in avanti con ottimismo, con la certezza che il futuro dipenderà da quei tre. E chissà che alla fine Salah, se le cose continueranno così, non diventi davvero solo un ricordo.