Pau Lopez: “Non volevo lasciare il Betis, ma alla Roma non potevo dire no”

Il portiere spagnolo ha parlato anche dell’infortunio che lo sta tenendo ai box: “Sto meglio, ma non so quando potrò tornare. Voglio curarmi bene”

di Redazione, @forzaroma

È arrivato alla Roma con il compito di raccogliere l’eredità di Alisson, peso che il suo predecessore Olsen non era riuscito a portare. Pau Lopez ha conquistato silenziosamente la fiducia di Fonseca e dei tifosi, nonostante l’incidente di percorso nel derby. Il portiere spagnolo, attualmente alle prese con un piccolo infortunio, è intervenuto in diretta con l’amico e calciatore Victor Cocera Encinas: Fisicamente sto meglio, non so quando potrò tornare, spero tra poco. Farò altre prove, ma ancora è un po’ complicato fare tutto. Essendo un infortunio alla mano vorrei curarmi bene. Non vedevamo l’ora di ricominciare, penso che la squadra si farà trovare abbastanza pronta. Sarà strano giocare in estate, ma cercheremo di farlo al meglio”.

Pau Lopez e l’arrivo alla Roma

 

Il portiere spagnolo parla poi anche dei motivi che lo hanno spinto ad arrivare nella capitale:Non avevo intenzione di andare via dal Betis, la mia famiglia stava benissimo. Poi però è arrivata la Roma e ho avuto la possibilità di giocare in un club storico che va sempre in Champions, era difficile dire no. C’erano molti soldi in ballo ed è stata un’ottima operazione anche per il Betis. Non potevo dire no a questa esperienza, in un club così grande e storico. I tifosi e i compagni mi hanno trattato benissimo. Ci sono giocatori come Dzeko, Pastore, Fazio e Kolarov, è una grande cosa dividere lo spogliatoio con loro”. Un accenno anche sulla lingua: “Quando sono arrivato qui non sapevo niente, parlavo in inglese. La Roma ha un traduttore che parla 7-8 lingue e mi sono confrontato con lui, adesso parlo ancora poco. Magari se mi dicono una cosa la capisco, ma per parlare devo studiare ancora un po’. È diverso dallo spagnolo e dal catalano”. Pau Lopez non manca poi di mandare un messaggio in italiano ai tifosi della Roma: “Ciao a tutti, spero che sia una buona stagione in queste 12 partite che mancano e magari possiamo raggiungere il nostro obiettivo”.

 

Pau Lopez e la carriera: dall’Espanyol al Tottenham e il Betis

Pau Lopez ha parlato di tutta la sua carriera, a partire dagli inizi da bambino: “Ho fatto il portiere perché anche mio padre lo era. Di sicuro non mi divertivo da piccolo come adesso. Mi dicevano sempre che fare il portiere era diverso, non è una posizione facile, hai grandi responsabiltà, hai la gente contro quando tutto va male. Arrivare al Girona e poi all’Espanyol è stato un cambiamento molto grande, sia per la mia vita che per la mia famiglia. Mi veniva a prendere un taxi a scuola, papà mi seguiva nelle partite. Ma è stata una bella esperienza, ho conosciuto tante persone. Sono cose che non dimentichi. Poi all’inizio non pensavo di giocare così tanto, invece il mister mi ha dato molte possibilità. Nel calcio non sai mai cosa può succedere”. Sulle sue qualità: “Chi sta in porta deve saper controllare le proprie emozioni e quello è il mio punto di forza, non è tanto la parata quanto saper reagire. Bisogna pensare che non tutto è negativo quando le cose vanno male. Ho imparato molto da tutti i portieri che ho avuto come compagni, ma la scuola migliore è senza dubbio giocare, trovarti nelle situazioni. Cerco di avere sempre una mentalità vincente, ma allo stesso tempo di lavorare molto”.

Nel 2016 l’esperienza al Tottenham: “Mi ha chiamato Pochettino. Quell’esperienza mi ha cambiato molto anche se ho giocato pochissimo (appena 7 partite con la squadra riserve, ndc). È lì che sono cambiato a livello sportivo, nella maniera di prendere decisioni e parare, di muovermi e vedere il calcio. E da lì il mio rendimento è cambiato. Poi quando sono tornato all’Espanyol si è visto il lavoro che avevo fatto in Premier. Ogni partita l’ho vissuta come una finale, è stato come un anno di Erasmus in Inghilterra. Ho acquisito fiducia in me stesso”. Poi l’arrivo al Betis Siviglia: “Ho preso la decisione di andare al Betis con mia moglie, era arrivato il momento di lasciare il club che mi aveva fatto crescere anche come persona, l’Espanyol. Il Betis posso solo ringraziarlo, è stato un anno incredibile, è un club grandissimo, dai dirigenti ai tifosi, compresa la città. Anche al mister Setien devo molto. Se mi funziona internet a casa spero di riuscire a vedere il derby di domani con il Siviglia. E’ stato bellissimo avere la possibilità di giocarlo, era uno spettacolo. La nazionale? Ci sono giocatori incredibili come Busquets, Thiago, Ramos, è un privilegio giocare con questi calciatori che hanno vinto tutto. La nazionale è un premio e voglio godermi ogni partita”.

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