Olsen, Savorani e i faccia a faccia con Monchi: ecco i retroscena dell’affare

Prima di scegliere lo svedese, il preparatore e il diesse hanno parlato per ore durante gli incontri a Trigoria. Il nuovo numero 1 è una scommessa dell’uomo dei portieri

di Valerio Salviani, @vale_salviani

Essere bravo non basterà se chi ti ha preceduto si chiama Alisson Becker. Chissà se ci penserà questa sera Olsen quando salirà sull’aereo che lo porterà a Roma. L’inizio di una nuova avventura, l’inizio di una nuova vita, lasciandosi alle spalle quel Copenaghen che è altra storia. Altre pressioni, altri traguardi, la Roma non può non far tremare le gambe, anche se con quella faccia li solitamente sono gli altri ad avere paura. E mentre la piazza mormora, c’è chi a Trigoria è pronto a scommettere su di lui. L’Alto Septon dei portieri Marco Savorani mette la mano sul fuoco per Olsen, che non sarà Alisson, ma può essere l’uomo giusto al momento giusto.

FACCIA A FACCIA – Robin Olsen arriva per poco meno di 10 milioni. Un’operazione “minore”, sulla quale la Roma ha ragionato per giorni nelle stanze di Trigoria. I faccia a faccia infiniti tra Monchi e Savorani, che resta la voce più autorevole in materia di portieri alla Roma, a scandagliare e discutere le liste di nomi sul taccuino del diesse hanno portato, alla fine, a puntare sullo svedese. Una scelta condivisa, ma spinta fortemente dal preparatore dei portieri che, dopo il grande lavoro fatto negli ultimi anni, ha meritato la fiducia del club, così come per la decisione presa su Cardinali. A dispetto dell’età e dell’esperienza, Savorani ha preferito portare in tournée l’ex under 17 piuttosto che Stefano Greco, che invece si è aggregato al gruppo della Primavera. Olsen, 28 anni e una discreta esperienza in Champions League, oltre che un buon Mondiale giocato con la Svezia (dove è da anni numero 1 indiscusso), si gioca lo shot della carriera. Cambierà modo di intendere il ruolo, passando dal catenaccio stretto con il quale ha fatto vedere le cose migliori tra nazionale e Copenaghen, a una interpretazione più aperta e ampia, ideale per un brasiliano tecnico e bravo con i piedi come Alisson, meno per un numero 1 vecchio stampo come Olsen. Savorani è convinto di riuscire a migliorare lo svedese come fatto proprio con il neo portiere del Liverpool, cresciuto notevolmente in due anni sotto l’ala del preparatore romanista.

PIANO B  Olsen è, come detto, una scelta voluta del preparatore, ma in linea con i parametri del club. Monchi era in cerca di un colpo a basso prezzo, per poter investire la parte maggiore del tesoretto sull’esterno destro (sarà Malcom a meno di sorprese). Tra i tanti nomi proposti – Meret, Sergio Rico, Areola, Zoet etc. – lo svedese è stato dall’inizio quello che ha convinto di più Savorani. Un’investimento che, non dovesse pagare, ha dietro il paracadute Mirante. L’ex Bologna non è il portiere dei sogni, ma dà sicurezza, conosce il campionato e può rappresentare un buon piano B.

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