Novara, a Roma tocca al “desaparecido” Jensen

di Redazione, @forzaroma

Più dell’impegnativa trasferta di Roma contro i giallorossi di Totti, a togliere il sonno a Tesser sono le assenze di Rigoni (squalificato) e Mascara (infortunato): «Sappiamo che la Roma è una squadra molto forte, che ha una qualità decisamente superiore alla nostra.

L’assenza di Rigoni ci toglie l’elemento di maggior classe, quello che svolge il ruolo di raccordo tra centrocampo e l’attacco. E il nostro cannoniere principe». Però gli azzurri sono costretti a giocare la carta della disperazione, cioè a vincere, perchè non lo hanno fatto con una diretta concorrente domenica scorsa, il Lecce. «Non possiamo usare questa assenza come alibi – continua Tesser – perchè noi dobbiamo provare a fare punti anche a Roma, come in ogni altra partita. Non c’è Rigoni e dunque dovremo giocare in un’altra maniera». E ‘l’altra manierà è quella di un Novara da corsa: «Grinta, determinazione, forza di volontà: solo così potremo sperare di farcela. E per far questo dovremo entrare in campo molto concentrati fin dall’inizio: è noto che la Roma è la squadra che ha segnato più gol nel primo quarto d’ora. E contro di noi partirà sicuramente a razzo: non dobbiamo farci trovare impreparati». A sorpresa, Tesser riprorrà dal primo minuto Jensen, l’uomo d’esperienza che avrebbe dovuto aiutare il Novara ma che, dopo qualche apparizione a inizio 2012, era letteralmente scomparso. Del resto, Tesser non ha molta scelta: con Radovanovic alle prese con una fastidiosa pubalgia («Dovrebbe fermarsi per qualche settimana, ma il suo attaccamento alla maglia lo porta a stringere i denti e a mettersi a disposizione») e con un minutaggio limitato, l’unica soluzione è una staffetta Jensen-Radovanovic. Con in rampa di lancio anche il trequartista Mazzarani, romanista doc, se la partita dovesse prendere una certa piega. Se dovesse andare male a Roma, l’ultima spiaggia si chiama Genoa, sabato prossimo in casa: se non vincerà quella partita, la squadra che fu di Silvio Piola tornerà mestamente in B, dopo una sola stagione di sogno, arrivata a oltre cinquant’anni dall’ultima comparsa. Ma nell’ambiente non si vuole nemmeno sfiorare l’argomento, forse perchè è un tabù. Mentre la tifoseria non manda certo segnali di grande ottimismo: a Roma andranno solo pochi intimi. (Ansa)

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