Era mancato, e non poco. Ndicka ha saltato ben cinque partite: Juventus, Genoa, Atalanta, Lecce e Sassuolo. Solo nelle ultime due la Roma è riuscita a mantenere la porta inviolata, un dato che racconta meglio di ogni altra cosa il peso della sua assenza. Ziolkowski e Ghilardi hanno provato a non farlo rimpiangere, ma il contributo dell’ivoriano è venuto a mancare nelle ultime uscite, e si è visto. L’ex Eintracht, insieme a Hermoso e Mancini, aveva formato un trio difensivo di ferro capace di garantire solidità nella prima parte di stagione. Sempre presente, mai un’assenza e nessun vero infortunio - eccezion fatta per un lieve problema a metà ottobre - Ndicka è stato una certezza costante. Un giocatore di cui Gasperini non può fare a meno. Dopo un mese in Coppa d’Africa, dove ha ben figurato anche a livello personale, il centrale è ora pronto a riprendersi il comando della linea difensiva. Contro il Torino si candida con forza per tornare al centro della retroguardia, alzare il muro e restituire alla Roma quel ritmo difensivo mostrato negli ultimi mesi. È già rientrato martedì, ma il secondo tempo disputato non fa testo: Ndicka era appena tornato e non ancora pronto, soprattutto dal punto di vista mentale. Domenica, dopo una settimana di allenamenti con la squadra, toccherà di nuovo a lui guidare la Roma nella corsa alla Champions.
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