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forzaroma news as roma Ndicka, il pilastro dimenticato: è ancora lui il top della difesa. I numeri con Gasp

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Ndicka, il pilastro dimenticato: è ancora lui il top della difesa. I numeri con Gasp

Federico Liuti
Federico Liuti Collaboratore 
Al Maradona ha passato più di novanta minuti ad annullare la pericolosità di Hojlund. L'ivoriano si sta confermando sui livelli (altissimi) dello scorso anno

Negli ultimi mesi è stato più al centro dei discorsi relativi alle possibili cessioni dell'estate, ma contro il Napoli Evan Ndicka ha voluto ricordare alla Roma - e a tutta la Serie A - di essere ancora un top nel suo ruolo. Più di novanta minuti passati a dover annullare Hojlund, il giocatore più pericoloso dell'attacco di Conte, con Gasperini che ha deciso di affidare proprio a lui la missione più complicata del Maradona. Ma Evan - tra la parentesi in Coppa d'Africa e le voci sul suo futuro - ha risposto presente con una prestazione magistrale, uscendo dal campo come uno dei migliori. Un'altra partita da pilastro della difesa: quando c'è, Gasp non può rinunciarci.

Numeri da top in Serie A

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Nella gara di domenica sera, Rasmus Hojlund ha registrato il maggior numero di duelli persi e il minor numero di palloni toccati... entrambi merito in un incredibile Evan, che lo ha inseguito per tutto il campo rendendolo essenzialmente inoffensivo. Il Napoli è stato costretto a lanciare lungo per saltare la forte pressione della Roma (in totale sono stati ben 26 i palloni lunghi) e la giocata che di solito risolve i problemi di Conte, ovvero la sponda di Hojlund, è stata letteralmente annullata da Ndicka: l'ivoriano è uscito dal campo con 5 palloni intercettati e 6 recuperi. Undici possessi riconquistati contro uno dei migliori attaccanti in Italia: niente di nuovo in una stagione in cui si sta riconfermando sui livelli dello scorso anno: con lui in campo, la Roma ha uno dei dati migliori in tutta Europa per gol subiti (solo 0,62 ogni 90', secondo in Italia!). Statistiche di Sofascore.

La caratteristica migliore di Ndicka è la sua versatilità. È vero, non ha gli inserimenti di Mancini o la pericolosità sui corner di uno come Smalling, ma in difesa è in grado di marcare praticamente chiunque; qualità che per i difensori di Gasperini - attirati spesso fino alla trequarti avversaria - è quasi imprescindibile. Sa tenere la fisicità di giocatori come Keinan Davis e, contemporaneamente, la velocità e le sterzate di attaccanti più tecnici come Nkunku o Hojlund senza mai temere il duello da ultimo uomo o con 30 metri di spazio alle spalle. Può senza dubbio migliorare in impostazione dove a volte è titubante (anche se i dati parlano di una precisione passaggi superiore al 90%, quasi sempre in orizzontale), ma Evan può essere sicuramente un tassello per la Roma del presente e del futuro, che ben presto potrebbe avere anche Ghilardi come titolare inamovibile nella casella occupata ad inizio stagione da Hermoso. Nell'ultimo periodo viene indicato fin troppo spesso come il più "sacrificabile" se ci sarà bisogno di cessioni a giugno, eppure trovare un difensore esperto e con le sue caratteristiche non sarà un compito così banale....