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Mourinho, la notte in cui è diventato Normal. Ecco le prime crepe del portoghese

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Il pareggio contro il Bodo ha messo in luce definitivamente le lacune della Roma di Mourinho

Redazione

Il pareggio contro il Bodo ha messo in luce definitivamente le lacune della Roma di Mourinho. L’entusiasmo portato dall’arrivo del portoghese sembra essersi affievolito. Durante la partita di ieri sera sono arrivati dei fischi d’indignazione nei confronti della squadra. I problemi non sono pochi: l’attacco dalle polveri bagnate, il centrocampo è in difficoltà. Il quarto posto in campionato tiene a bada il concetto di crisi, ma le scelte dello Special One cominciano a suscitare qualche critica. Il tecnico si scaglia ancora contro le decisioni arbitrali, ma i problemi della squadra sembrano essere altri.

I problemi della Roma di Mourinho: la rosa

"Ho 13-14 giocatori che mi piacciono” ha detto Mourinho nel post-partita di Roma-Napoli. Lui vorrebbe continuare con loro almeno fino a gennaio, ma la partita di ieri ha dimostrato che nemmeno i titolari sono in grado di dare le garanzie che l’allenatore richiede. Dalla disastrosa trasferta in Norvegia, hanno giocato più o meno sempre gli stessi e ciò ha inficiato sulle prestazioni, pienamente insufficienti. Il poco riposo concesso ai titolari è una delle critiche più frequenti di quelle rivolte allo Special One. Al di là di Rui Patricio, Karsdorp ha giocato tutte le partite tranne l’andata col Bodo e il match contro lo Zorya. Da tempo risulta appannato, dopo la sconfitta di Verona, dove era stato probabilmente il peggiore in campo, il terzino sembra aver perso il fuoco. Ieri nonostante le numerose sgroppate, imbeccate dai lanci di Cristante, non è mai riuscito ad incidere. Reynolds non è considerato valido, quindi a gennaio un rinforzo deve arrivare. L’infortunio di Smalling obbliga Mancini e Ibanez a giocare quasi sempre, nonostante la presenza di Kumbulla, impiegato fin qui solo in Europa e per alcuni spezzoni in campionato. Pur di non mandare in campo Calafiori o il terzino texano, il centrale brasiliano è stato costretto a giocare due partite fuori ruolo prima sulla fascia destra e poi sulla fascia sinistra, costringendo l’esterno alto di turno a gestire da solo la fase offensiva, dato che il numero 3 non ha mai varcato la linea del centrocampo. A centrocampo, nella testa dello Special One, esistono solo Cristante e Veretout. Pur di non schierare Kumbulla, ieri il campione d’Europa è stato schierato addirittura al centro della difesa.

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L’ATTACCO

L’attacco sembra essere il reparto più in difficoltà. Abraham è a secco dal 23 settembre, ma la Roma in generale sembra aver perso quell’imprevedibilità unita all’esplosività caratteristiche del buon inizio di stagione. Mkhitaryan è irriconoscibile, vaga per il campo senza meta e non è mai incisivo con la palla tra i piedi. Zaniolo si impegna, sprinta, sgomita ma quando c’è da concludere evapora. Emblematica l’azione di ieri sera quando a tu per tu col portiere del Bodo non passa il pallone ad Abraham che avrebbe potuto concludere a porta vuota. L’intesa tra i titolari è svanita e il giocatore attualmente più in forma, El Shaarawy, continua a non essere un titolare fisso. Dopo il buon inizio si è perso anche Shomurodov, ancora a secco di gol dopo quello segnato all’esordio contro il Trabzonspor.

Sembra paradossale che un allenatore importante come Mourinho, tra i migliori in circolazione, non capisca che utilizzare sempre gli stessi uomini possa, alla lunga, diventare una scelta controproducente. Anche i suoi fedelissimi, costretti a giocare sempre, non stanno rendendo come prima. La mancanza di fiducia nei confronti delle riserve risulta difficile da comprendere anche considerando il fatto che l’anno scorso giocatori come Villar, Mayoral, Carles Perez, Diawara, Calafiori ecc. hanno vinto largamente il girone di Europa League. Mourinho continua per la sua strada, continuando ad attaccare gli arbitri (due rigori negati anche ieri), cosa poco gradita dai tifosi, soprattutto dopo la partita con il Bodo. In molti, pur sostenendolo, non accettano più gli alibi utilizzati dal portoghese e chiedono di iniziare a lavorare duramente sulla squadra.

Simone Candela