Michele Padovano, l’ex Juventino amico di Moggi condannato per droga

di finconsadmin

(Redazione ForzaRoma.info) – ?E’ stato siglato un accordo preliminare con lo Sceicco Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi per il suo ingresso, diretto o indiretto, nella compagine societaria che detiene la partecipazione di controllo di NEEP Roma Holding SpA? cos? ieri la Roma ha ufficializzato l’accordo con lo Sceicco di origine palestinese, residente a Perugia e da 40 anni in Italia.
Oggi un nuovo tassello si ? aggiunto al mosaico che caratterizza l’operazione: Michele Padovano. Il suo ruolo sarebbe quello di tramite tra il direttore generale della societ? giallorossa Franco Baldini e lo sceicco al Qaddumi.
Ma chi ? Michele Padovano?

 

 

IL CALCIATORE – E’ stato l’attaccante che nei quarti della Champions del 1996 segn? con la maglia della Juventus quel 2-0 che elimin? il Real Madrid. Nato a Torino nel ’66, nel ’90 esordisce in A con il Pisa e in quella stagione timbra 11 gol in 30 partite. Gioca con Napoli, Genoa e Reggiana fino a quando lo chiama la Juventus: corre l’estate del 1995. In bianconero raggiunge la punta pi? alta della sua carriera: con Marcello Lippi in panchina, vince uno scudetto, una Champions, un’Intercontinentale, una Supercoppa italiana e una Supercoppa europea. Nel ’97 veste per la prima volta l’Azzurro chiamato dall’allora c.t. Cesare Maldini e debutta contro la Moldova in una gara valida per le qualificazioni al Mondiale in Francia del ’98. L’anno dopo si trasferisce al Crystal Palace, e nel 2001 chiude la carriera con il Metz e con il Como.

 

 

CONDANNA PER SPACCIO ? Nel dicembre 2011 Padovano ? stato condannato a otto anni, otto mesi e quindici giorni di carcere perch? la corte, presieduta dal giudice Giovanni Cotillo, lo considera un partecipante all’associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Trentaquattro erano stati gli arresti dell’operazione “Tuareg”, con cui i carabinieri sequestrarono 23 quintali di hashish, per un valore stimato di 14 milioni di euro e guadagni valutati ben cinque volte maggiori dell’investimento. Secondo il sostituto procuratore Antonio Rinaudo, l’ex bomber avrebbe prestato all’amico 100mila euro in pi? tranche al fine di importare la droga all’interno di camion carichi di arance. I carabinieri avevano anche accertato un episodio in cui l’ex calciatore si era presentato nel piccolo ufficio postale di San Gillio (Torino) per depositare 100 mila euro in contanti, in biglietti ben ordinati e contenuti in una scatola da scarpe. Sono stati indagati anche Nicola Caricola e Gianluca Vialli soci con Franco Baldini e Massimo Mauro nella Nicaf societ? che produce Caff? in Sud Africa. Caricola ? stato denunciato, per Vialli nessun provvedimento.
Alfredo Iuliano, padre di Mark commenta cos? sulla sua pagina facebook la condanna dell’ex attaccante bianconero: ?Padovano ? colpevole riforniva anche mio figlio?. Le parole del padre di Mark sono successivamente state rimosse dalla sua pagina personale, probabilmente per motivi legali. ?Altre vittime sicure Vialli e Bachini, che a causa della droga ha visto troncata del tutto la sua carriera?, ha aggiunto. ?Sono decine i calciatori vittime dello spaccio di Padovano. In questi anni ha tenuto stretti contatti di spaccio anche con qualche giornalista spacciatore cosentino. Padovano ? un cancro da estirpare – ha scritto il padre di Iuliano ? . Padovano era un trovatello cresciuto in un orfanotrofio, spacciava gi? da ragazzo, Dio gli diede l?opportunit? di cambiare, invece port? la sua diabolica inclinazione anche nel calcio. E? stato devastante. Mio figlio lo stimava anche perch? quando era bambino era il suo idolo nel Cosenza. Quando gli fece l?assist in Coppa Campioni e Padovano segn? di testa, Mark tocc? il settimo cielo. Il suo affetto era purtroppo mal riposto?.

 

 

CASO BERGAMINI – Donato Bergamini ? stato un calciatore del Cosenza morto in circostanze mai chiarite nel 1989, ritenuto suicida: Michele Padovano, allora calciatore nella squadra calabrese, segn? il gol del pareggio nella sua ultima partita. Quando nuove informazioni sulla morte di Bergamini furono divlgate dal libro di Carlo Petrini, il nome di Padovano torn? in ballo: in effetti il calciatore aveva qualcosa da raccontare sul suo fu-migliore amico. Padovano infatti, ha voluto rivelare come i vestiti che il calciatore aveva indosso al momento della morte non siano mai stati repertati dai carabinieri. ?Dopo la celebrazione dei funerali li ho visti sul pullman, dentro una busta -dice Padovano-. I miei compagni se li passavano, ognuno voleva possedere qualcosa di Donato?. Padovano ha un altro ricordo, preciso, sul 18 novembre 1989. Prima del cinema. Era con l?amico nella stanza d?albergo, il Motel Agip di Cosenza. ?Dopo pranzo, riposavamo. La sveglia era fissata per le quattro del pomeriggio, lo spettacolo iniziava alle quattro e mezza. Intorno alle tre Donato ricevette una telefonata in camera. Non ci feci caso, ma lui cambi? espressione. Sembrava volesse parlarmene, non disse niente: divent? assente. Di solito andavamo al cinema con un?auto, quel giorno mi disse che avrebbe preso la sua. Voleva stare da solo. Accese il motore ed ? stata l?ultima volta che l?ho visto?.

 

 

L’AMICIZIA CON MOGGI ? In un’intervista radiofonica su Radio Erre2 durante la trasmissione ?Tutti pazzi per la Juve? datata novembre 2009 Michele Padovano parla cos? di Luciano Moggi: ?Quest’anno ho visto la Juventus allo stadio pi? volte. E’ una buona squadra ma niente di pi?. Non ha i rincalzi all’altezza. A mio avviso non ha nessuna speranza di togliere lo scudetto all’Inter, che ? nettamente di un altro pianeta. E poi il rombo non mi convince per niente perch? la Juve non ha i terzini di spinta che servono per questo tipo modulo mentre penso che il 4-2-3-1 sia uno schema che non garantisce successi. Bisogna dare tempo a Ferrara ma forse ci vorranno anni per fargli creare una mentalit? vincente all’interno del gruppo. Bisognerebbe esser sinceri con i tifosi. Alla Juve arrivare secondi vuol dire fallire. La societ? dopo il dramma di Calciopoli ha anche lavorato bene e raggiunto gli obiettivi prefissati ma per vincere serve altro. Serve uno come Moggi nei quadri dirigenziali. In tutte le societ? dove ho giocato, vi assicuro che non ho mai conosciuto una persona competente come il Direttore. Parlava poco ma si faceva capire sempre. Nelle grandi squadre c’? assoluto bisogno di una figura cos?. E Moggi era il numero 1. Il migliore in un mondo di squali“.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy