La sosta nazionali è il momento migliore per ricaricare le energie, fisiche e soprattutto mentali, e analizzare quanto fatto fino a questo punto della stagione in vista del rush-finale del campionato. Al termine della Serie A 2025-26 mancano ancora 8 turni e la Roma, fuori dalle Coppe, è come la Juventus a -3 dal Como attualmente quarto e qualificato alla prossima Champions League. Suddividendo il campionato giallorosso in tre fasi, 10 giornate ciascuna, i dati rivelano una realtà paradossalmente amara, soprattutto per quanto riguarda l'apparentemente impenetrabile reparto difensivo della Roma.

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Metamorfosi giallorossa: la Roma ora concede di meno, ma subisce di più. Il dato
Prima concedeva di più ma subiva di meno, ora concede di meno ma subisce di più: la metamorfosi giallorossa
—La stagione della Roma e il nuovo corso Massara-Gasperini-Ranieri era iniziato in modo più che positivo, con un rendimento talmente sorprendente da essere quasi inaspettato. Nelle prime 10 gare erano arrivate ben 7 vittorie, con i soli ko contro le big Inter e Milan e il Torino: 21 punti conquistati sui 30 disponibili, solo 10 gol fatti (a fronte di 12.99 di expected goals) ma anche soli 5 subiti (a fronte di un 11.53 di xG concessi, confermando quella solidità difensiva che aveva caratterizzato tutto il 2025 fin dalla cavalcata di Ranieri). Nella seconda "decade" di campionato i punti sono stati 3 in meno a cause delle sconfitte contro Napoli, Cagliari, Juventus e Atalanta. Identico il rapporto gol segnati-subiti: 14 fatti, 7 concessi. Molto simile anche il rapporto degli xG: 12.92 quelli creati, 11.92 invece i subiti. Le ultime 10 gare di campionato, che coincidono con il salvifico approdo di Malen nella Capitale, hanno rivelato però una realtà molto amara. Da muro impenetrabile, infatti, la difesa della Roma si è riscoperta inaspettatamente fragile, complice anche l'assenza "matematica" di uno dei tre titolari (Mancini, Ndicka, Hermoso) e la "normalizzazione" di Svilar, che spesso ha salvato i giallorossi con i suoi miracoli. Con il gioco intenso e "a uomo" di Gasperini, poi, gli errori individuali (causati da poca lucidità o, nel caso di una rosa corta, stanchezza), possono diventare una vera e propria condanna e il rischio di subire gol diventa una realtà concreta. Ad una costante flessione di punti (15 su 30 disponibili nelle ultime 10 a causa delle tre sconfitte con Udinese, Genoa e Como e dei pareggi con Milan, Napoli e Juventus) sono aumentati i gol segnati (16, di cui 7 di Malen e 3 di Ndicka, a fronte di 14.04 xG) ma sono inesorabilmente salite anche le reti subite: ben 11 in 10 gare, nonostante un xG concesso pari a 9.55. Nonostante la Roma, dati alla mano, stia concedendo meno rispetto alle prime due fasi del campionato, ora subisce (molto) di più. E considerato che la corsa Champions si deciderà proprio nel finale di stagione, è fondamentale per Gasp ritrovare quella solidità difensiva che aveva reso la retroguardia giallorossa un fortino (ora viene da aggiungere "apparentemente") impenetrabile.
Marcello Spaziani
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