Marino: “Massara ha grandi qualità. Sabatini? Rendimento negativo per i risultati”

Il dirigente sportivo si è soffermato su alcune vicende di casa Roma e sull’ex d.s. giallorosso: “Se invece gli è stato chiesto di fare trading allora ha fatto cose buone. Da Viola ho imparato molto, mi ha insegnato tantissimo”

di Redazione, @forzaroma

Pierpaolo Marino ha parlato ai microfoni di ReteSport, commentando l’addio di Walter Sabatini dalla Roma e l’arrivo del suo successore Ricky Massara, scoperto ai tempi del Pavia proprio dall’ex dirigente sportivo di Napoli e Roma. Il ds ha anche ricordato i tempi in cui lavorava a Trigoria sotto la presidenza di Dino Viola, a sua detta, il miglior presidente con il quale abbia mai avuto a che fare. Queste le sue parole:

“Nella mia carriera mi è capitato di fare un ruolo meramente tecnico, a Napoli invece è stato diverso, mi occupavo praticamente di tutto, compreso trovare altri dirigenti. In altre società ho rivestito il ruolo di plenipotenziario, ogni dirigente deve fare ciò che il club gli chiede di fare. Il periodo di Sabatini alla Roma è medio-lungo, raramente si può rimanere in una squadra per tanto tempo. Il mio periodo medio è proprio di 5 anni. Dal punto di vista dei risultati l’esito del lavoro di Walter è negativo, se gli è stato chiesto di fare trading allora ha fatto cose buone, che devono essere riconosciute. L’occhio dell’osservatore commette errori a volte, come quello dell’arbitro. Massara lo scoprii io ai tempi del Pavia, insieme ad Allegri. Nel ruolo di dirigente sportivo lo vedo bene, ha sempre studiato, conosce le lingue, è una mente pensante, è un uomo di cultura e se si ha cultura si ha anche umanità. E’ un bravo ragazzo e ha grandi qualità. Trascorre i giorni vivendo”.

“Quando lavoravo con la Roma, – prosegue Marino – è stato importante la cessione di Ancelotti, grazie alla quale abbiamo rivoluzionato la squadra, comprando Voeller, Manfredonia e molti altri giocatori importanti, abbiamo lottato quasi per lo scudetto contro il Napoli di Maradona e il Milan dei tulipani. Ho avuto la fortuna di lavorare con il migliore presidente che la Roma abbia mai avuto, da Viola ho cercato di assorbire il più possibile. Mi ha insegnato tantissimo. Lo Stadio della Roma? C’è un processo di crescita all’interno della società, ma nei rapporti con la tifoseria e nel modo di rappresentare la romanità sono stati fatti degli errori, perché non c’è più lo stesso spirito dei tempi di Sensi e di Viola”.

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