Marini a FR: “La Roma un’emozione unica. Guai a vedere le partite con Valentino” – VIDEO

Il pilota dello Sky Racing Team VR46 si confessa tra pista e pallone: ”La squadra ha estro e mi piace, sarebbe bello vincere l’Europa League, ci punterei molto. Conoscere Totti mi ha lasciato senza parole”

di Gianluca Viscogliosi

Quando a Losail (Qatar) l’orologio segna le 16, a Roma scoccano le 14. Per il semaforo verde però serve ancora qualche minuto. “Il pullman ha fatto un po’ di ritardo, gli spostamenti non sono semplici qui perché dobbiamo attenerci a dei protocolli rigidi“. Luca Marini, il ‘Maro’ per gli amici, arriva in derapata con i colori di sempre. Il nero e il blu dello Sky Racing Team VR46, a proteggere come una corazza il cuore giallorosso. Un cuore ambizioso e coraggioso. Di chi da tempo ha smesso di essere il fratello minore di Valentino Rossi. Di chi si prepara al debutto imminente tra i grandi del Motomondiale.

Domenica l’esordio in Qatar. E’ emozionato per la nuova avventura, la prima in MotoGP?
Di sicuro una settimana fa sentivo molto meno il salto, ora invece ho interiorizzato sia le emozioni sia il feeling con la moto. Sono contentissimo perché sto realizzando il sogno che avevo da bambino. Ora devo pensare ad andare forte e a divertirmi.

Sarà il primo pilota in MotoGP con il team dell’Academy. E’ orgoglioso di questo?
Con l’Academy e con lo Sky Racing Team VR46 siamo cresciuti insieme, migliorando anno dopo anno. E’ bellissimo essere in MotoGP con questa famiglia e devo dire che siamo tutti molto carichi.

Quest’anno sarà stressante, molto simile allo scorso
La passata stagione è stata molto impegnativa e credo lo sarà anche quest’anno. Vedremo come andrà la pandemia nel mondo, perché non è detto che si potranno disputare tutte le gare. Questo è un peccato, perché più corse si potranno svolgere e meglio sarà per me. Inoltre la speranza più grande è che si possa vivere con un po’ più di normalità nel paddock. Grazie alla Dorna abbiamo potuto fare il vaccino qui in Qatar, moltissime persone e addetti ai lavori si sono vaccinati quindi penso che si potrà ritrovare nel prossimo futuro un minimo di normalità. Sempre nel rispetto di tutti i protocolli.

Ritrovare la normalità e i tifosi. Sugli spalti, ma anche nel paddock
E’ fondamentale questo aspetto. Da sempre il paddock del motomondiale è caratterizzato dal rapporto stretto con i fan. Non siamo abituati a vederlo vuoto, cambia molto le nostre emozioni. Il pubblico sugli spalti ha un’influenza elevatissima, soprattutto dopo la bandiera a scacchi finale. Amplifica le emozioni. Tutti i tifosi ci trasmettono energia, infatti senza pubblico è tutto meno frizzantino e focoso, quasi mogio.

Niente tifosi, come negli stadi
Esatto, è la stessa situazione. Le partite possono sembrare degli allenamenti, per noi invece la sensazione è di essere sempre nella fase dei test.

Però lei l’Olimpico con i tifosi giallorossi se lo ricorda. Quando è stata l’ultima volta?
Circa tre anni fa. Credo fosse una partita di Champions League, l’ottavo di finale tra Roma e Shakhtar.

Una gara che lanciò quella Roma a una cavalcata incredibile in Europa
Che anno! Una grandissima Champions. Mi piace tifare la Roma anche per questo. Ci sono state delle annate incredibili, dove si è sforato lo scudetto o dove si è fatto benissimo in Europa. L’emozione è molto più grande rispetto a tifare Juventus, dove vincere è normale. Credo proprio che nell’anno dell’ultimo scudetto i tifosi romanisti abbiano fatto una festa incredibile.

Già, lei essendo classe ’97 non lo ricorda direttamente. Era al massimo un ‘progetto’ di tifoso romanista…
Però ho vissuto tutto tramite mio padre, che mi ha indirizzato alla cultura romanista. Per me è stato un passaggio naturale diventare tifoso giallorosso. Mi faceva vedere le immagini delle vecchie partite, mi ha raccontato le imprese dei giocatori che hanno fatto la storia della Roma e poi mi regalava sempre dei libri.

Classe 97 quindi, che è stato il suo numero di carena in passato. Da qualche stagione ha il 10: c’entra per caso un certo capitano?
Tempo fa ho cambiato perché il 97 lo aveva un altro pilota. Ho preso il 10 per tanti motivi. E’ il mio giorno di nascita, poi da appassionato di calcio so bene quanto sia importante come numero. Sicuramente è legato a Totti, perché sono un suo tifoso e perché tifo Roma. La mia intenzione comunque era di portare questo numero così simbolico a livello calcistico nel mondo delle moto, dove storicamente non è stato così importante.

 

 

Pochi giorni prima del suo ritiro calcistico ha incontrato Totti a Trigoria. Che ricordi ha?
E’ stato un momento speciale, ho parlato poco perché ero emozionatissimo. Lui è stato straordinario, è una persona fantastica. L’ho invitato anche a qualche gara, purtroppo è stato sempre molto impegnato.

Ma tra un test e l’altro le è capitato di vedere su Sky la serie ‘Speravo de morì prima’?
Ne ho parlato con qualche amico, me la sono scaricata sul tablet per vederla la sera quando torno in hotel. La verità però è che odio aspettare l’uscita delle puntate, quindi ne voglio accumulare un po’ per poterle vedere poi il più possibile tutte insieme.

Torniamo nel presente, con la Roma in corsa per la Champions: più semplice arrivarci con il campionato o vincendo l’Europa League?
Mi piacerebbe molto vincere l’Europa League, mettere un trofeo in bacheca ti dà sempre qualcosa in più. Non è facile, però ce la possiamo fare. E’ un obiettivo alla nostra portata, ci saranno partite contro squadre importanti che non sono però superiori alla Roma. Ci punterei tanto. Ad esempio, quando qualche hanno fa eravamo in lotta spesso per la Coppa Italia, desideravo tantissimo vincerla, sarebbe stata poi la decima. Insomma, mi piace molto competere ed eventualmente vincere nelle coppe, ma mi rendo conto che il campionato è importante da un punto di vista economico. Bisognerebbe cercare di lottare su entrambi i fronti, anche se rimango dell’idea che sia sempre meglio portare a casa un trofeo.

Qual è il suo giudizio sulla squadra di quest’anno?
Mi piace come è stata costruita e come gioca. E’ bello vedere che la Roma punta molto sui giovani. Penso che nel calcio italiano si faccia poco a riguardo e che si cerchi solo esperienza e maturità in campo. A me piace vedere l’estro, la fantasia, i giocatori che saltano l’uomo. Nella Roma ce ne sono e di questo ne sono contento, ora però speriamo di non venderli e che si possa dare continuità a questa squadra.

Una continuità di cui ha bisogno anche lei in pista, per trovare il feeling giusto con la moto
Nei primi test mi è mancato infatti un po’ di feeling, quello che avevo lo scorso anno in Moto2. Voglio però recuperare subito quella sensazione di fiducia, credo sia l’aspetto più importante. Per i risultati poi si vedrà, cercherò di fare punti specialmente nelle prime gare sfruttando poi i tracciati dove la Ducati riesce a rendere meglio. L’obiettivo per me è sempre quello di arrivare davanti al maggior numero di più piloti. Punto sicuramente a essere il miglior debuttante.

E tra gli obiettivi magari quello di arrivare ogni tanto davanti a suo fratello Valentino, tifosissimo dell’Inter. Vedete insieme qualche partita?
A lui quest’anno sta andando bene, ma le sfide tra Roma e Inter non le guardiamo mai assieme. Non posso rischiare, perché se dovessi perdere poi lui mi massacrerebbe. E ovviamente, se vincesse la Roma, sarei io a massacrarlo.

 

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