Marco de Oliveira a FR: “Pinto voleva Fonseca al Benfica. Ecco perché ha lasciato Lisbona”

“È arrivato alla Roma grazie alle sue capacità e senza raccomandazioni”, le parole dell’avvocato portoghese a Forzaroma.info

di Redazione, @forzaroma

Il nome di Tiago Pianto è da ieri entrato a far parte della rosa dirigenziale della Roma. In assoluta segretezza Dan e Ryan Friedkin lo hanno messo sotto contratto strappandolo al Benfica dopo un’attenta selezione che ha coinvolto decine di dirigenti. Per comprendere meglio le sue metodologie di lavoro e la sua storia, Forzaroma.info ha intervistato Marco Correia de Oliveira avvocato portoghese molto vicino al mondo Benfica (ha portato Gabigol a Lisbona) e che ha avuto modo di lavorare con Pinto conoscendo da vicino le sue caratteristiche.

Come nasce al Benfica la figura di Tiago Pinto?
“Era un grande tifoso che andava alle assemblee generali del club per contrastare il presidente. Poneva domande a volte molte scomode sulla vita del club”.

Come è entrato a far parte del Benfica?
“A un certo punto Luis Felipe Vieira (il presidente ndr) lo ha invitato per un colloquio e in quell’occasione gli è piaciuto molto offrendogli l’opportunità di far parte della società ed è stato messo a capo della polisportiva”.

Che impressioni ha avuto Vieira del suo lavoro?
“Ottime. Ha fatto molto bene, si è dimostrato un grande professionista arrivando la mattina presto e se necessario uscendo la sera tardi. Ha avuto disciplina ed entusiasmo, aveva un buonissimo rapporto anche con i giocatori ed essendo giovane parlava il loro linguaggio”.

Da qui il passaggio alla prima squadra?
“Sì. È stato talmente bravo che tre anni fa il presidente lo ha chiamato per diventare una sorta di team manager e direttore sportivo della prima squadra. Non c’era la figura del direttore sportivo, l’unico era Rui Costa che, però, non aveva di fatto molto potere. Ha preso il posto di Lorenzo Pinto che ricopriva il ruolo di GM”.

Ha portato risultati?
“Ha sempre avuto buon rapporto con i giocatori, viveva le partite in maniera passionale. Piaceva al presidente, all’allenatore e ai tifosi. Viene anche espulso dalla panchina per il suo modo passionale di vivere le partite partite. Diceva sempre quello pensava al presidente, è uno che ha la sua idea e la difende. Ma da buon aziendalista lui difende anche le idee del presidente e si adegua contribuendo con la sua visione delle cose”.

Cosa non ha funzionato?
“Quando è andato via Bruno Lage a giugno del 2020 (ex allenatore del Benfica), l’idea di Tiago Pinto era prendere Fonseca. Per lui era l’allenatore giusto”.

E invece…
“È stato scelto Jorge Jesus”

Perché non è stato ascoltato? Fonseca era anche in bilico con la Roma
“Ha scelto il presidente e Pinto ha accettato, ma i rapporti con l’allenatore si sono deteriorati in breve tempo”

Perché?
“Perché a Jesus gli piace lavorare con i suoi uomini e non voleva che Pinto fosse lì”.

Da lì l’idea di lasciare il club?
“Sì. Gli americani hanno incaricato un’azienda di cacciatori di teste che ha fatto interviste a parecchi professionisti tra i quali Pinto e lui è sempre andato molto bene fino ad arrivare al colloquio con Friedkin”.

Quindi non è stato consigliato da nessuno?
“No, è arrivato alla Roma grazie alle sue capacità e senza raccomandazioni”.

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