Amantino Mancini, ex giocatore della Roma tra le altre, è stato ospite del podcast Sky Calcio Unplugged, per parlare dell'ex compagno di squadra Cristian Chivu. Il brasiliano ha sottolineato come già dai primi tempi si poteva cogliere la vocazione da allenatore. Ecco le sue parole.

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Mancini: “Chivu alla Roma era un sorta di allenatore in campo, si faceva rispettare”
“Sinceramente per me non è una sorpresa”“Quando arrivò a Roma dall’Ajax, nello stesso periodo in cui arrivai io, si capiva già dai primi allenamenti che fosse una sorta di allenatore in campo. Parlava tanto, leggeva le situazioni prima degli altri, dava indicazioni ai compagni. Aveva una visione chiara delle azioni e cercava sempre di sistemare la squadra. Si vedeva che aveva personalità. Durante gli allenamenti era molto serio, concentrato, e quando c’era da dire qualcosa la diceva senza problemi. Metteva sempre sul tavolo quello che pensava, anche nei momenti delicati. Era uno che si faceva rispettare”.
Sul corso UEFA di Coverciano: “Abbiamo fatto insieme il corso e anche lì si notava la sua partecipazione. Interveniva spesso, con osservazioni intelligenti e mai banali. Diceva cose importanti, dimostrando di avere una mentalità già proiettata verso il ruolo di allenatore. Un difetto? Non so se fuma ancora… ricordo che fumava troppo”.
Anche l'ex giallorosso Max Tonetto ha spesso belle parole su Chivu: "Già all'epoca era un compagno diverso. Ha una personalità molto spiccata. Se doveva dire qualcosa nelle riunioni tecniche lo diceva senza nessun problema, anche se erano cose scomode. Ora da allenatore sta trasmettendo quelli che sono i suoi valori con molto coerenza. Quello che sta facendo all'Inter non è per niente banale".
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