Lucchesi: “La Roma ha già dato il 100%, ha i punti che merita. Ci vogliono campioni”

L’ex dg giallorosso: “Basta mezzi giocatori, ci vuole gente di spessore che ti fa vincere le partite. Il problema non è Di Francesco, se non c’è la società non c’è neanche la squadra”

di Redazione, @forzaroma

Non è un momento semplice per la Roma, che fatica a vincere e nel frattempo perde punti preziosi nella corsa alle prime posizioni. Per parlare della situazione in casa giallorossa è intervenuto ai microfoni di Teleradiostereo Fabrizio Lucchesi, ex direttore generale della Roma ai tempi dello scudetto del 2001 ed attuale direttore tecnico del Latina.

Che impressione ha sul momento della Roma?
La squadra non è da primi 2-3 posti come valori, è una squadra che probabilmente ha qualche problemino interno. Di Francesco ha tirato fuori il 100%, ora sono al 90% e hanno fatto un punto in 3 partite. La Roma ha i punti che si merita e il gap con Napoli e Juve è ancora importante. Se la può giocare per il terzo posto con l’Inter, ma la vedo dura se non arrivano giocatori di qualità

Come reagisce Di Francesco in questi casi?
Di Francesco è un ottimo ragazzo, è una persona che viene dal nulla e che si è fatta da sola, è pronto e non si perde nelle difficoltà. Il problema non è l’allenatore, potrà sbagliare una formazione o un cambio ma non mi aspetto che perda la bussola. Sul provvedimento su Nainggolan ho letto la volontà della società di fare quadrato, coscienti del fatto che sono in difficoltà, probabilmente qualche scricchiolio interno c’è. Se è vero il mio assunto che la Roma ha già dato il 100%, questo tipo di discorso sarebbe plausibile.

Serve un grande dirigente?
Si sa cosa vuol dire avere dei punti di riferimento, anche il grande campione ha bisogno di un confronto. Eusebio garantisce tutto questo, ma non conosco la vita societaria della Roma. Mi parlano bene di Monchi ma non lo conosco, non so con chi interagisce Di Francesco.

Molto spesso la Roma inizia bene e poi crolla, perchè succede con questa costanza a prescindere da giocatori e dirigenti che cambiano?
Le do due risposte, due cose sono alla base di questo ragionamento: è la società a dover trainare la squadra, non il contrario. Se non c’è la società non c’è la squadra, è matematico. E poi si dice che a Roma è difficile fare calcio, che è qualcosa di esagerato… Certamente è una città complessa, ma qui tutti vogliono bene alla squadra, i tifosi danno tanto ed è normale che chiedano qualcosa in cambio. Se non sei un giocatore in grado di indossare una maglia che comporta queste responsabilità, ma che giocatore sei? Non sei un giocatore da Roma. Un dirigente sportivo deve tenerne conto. Ho avuto la fortuna di lavorare in squadre grandi e piccole. Quando si lavora in piccole squadre basta prendere uno bravo, quando sei a dirigere grandi squadre servono giocatori di spessore, quelli che fanno vincere le partite. I giocatori normali non fanno vincere le partite. Ecco perché se si ha la società la squadra può uscire fuori, non viceversa.

Ha parlato di mercato e di giocatori di qualità, vedendo questa Roma di cosa avrebbe bisogno per migliorare?
Non rispondo, non mi piace fare nomi e cognomi ma sottolineo un concetto: la Roma per migliorare ha bisogno di campioni, non di mezzi giocatori. Come aveva detto Monchi, sono passati 250 giocatori in 16 anni, il caso vuole proprio dalla fine del mio mandato. Una media di 10 giocatori all’anno che vanno e vengono, così non si costruisce nulla, non ci si mette nemmeno d’accordo per andare in vacanza. Servono meno giocatori e gente di qualità per ambire ai traguardi che la Roma merita.

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