Lo Sceicco e la sua avventurosa spy story

di finconsadmin

(A. Valentini/G. Lengua/G.Ziantoni?Te la do io Tokyo)Alla ricerca del tesoro perduto. Un fiume di denaro custodito in conti cifrati di banche di mezzo mondo, una eredit? miliardaria da investire in progetti e societ?. La storia di Sheik Adnan, come lo chiama chi gli sta vicino, ha i contorni di una avventurosa spy story che affonda le sue radici in medio oriente, passando poi per l’Italia e gli Stati Uniti. Un’intreccio pieno di colpi di scena sintetizzato in un documento di qualche pagina che riassume la versione della storia per come la racconta lo sceicco Qaddumi.?? Adnan Adel Aref Al Qaddumi nasce a Nablus in Giordania il 9 marzo 1959. E’ figlio di Adel Aref Ahmed Qaddumi, un commerciante di generi alimentari con il fiuto per gli affari. Il padre del nostro sceicco vende zucchero, farina, riso e margarina in tutto il medio Oriente. Un successo straordinario il suo, tanto da portarlo dritto nelle stanze della Famiglia Reale Saudita dove diventa amico addirittura del Principe, poi Re, Faysel con cui collabora per affari nel commercio del petrolio. In questo momento-secondo la storia- il padre di Adnan comincia ad accumulare immense fortune. Miliardi custoditi in conti della Arab Bank, della mashrak Banq, della Al Medina Bank, della Barclays di Nablus, del Credit Suisse First Boston e del Credit Suisse first Boston negli Emirati, un tesoro? di cui per? non parla con nessuno.

 

 

 

-Adnan che nel frattempo era arrivato in Italia, ha rotto i ponti con la sua famiglia, che lo ha abbandonato da quando ha deciso di sposarsi con una donna di Perugia. Si arrangia: fa il barman, l’imbianchino e il carpentiere. Non sa, ancora, di disporre di una eredit? da favola.

 

 

Arriva il 1990, Adel, il padre di Adnan muore improvvisamente portando con lui anche il suo segreto da miliardi di dollari. Sono anni di guerra a Nablus e uno dei fratelli di Adnan, Isam a capo della prima intifada, viene arrestato? e condannato all’ergastolo. Il governo Israeliano ordina anche la demolizione della villa di famiglia. Secondo questa ricostruzione, nascosti da qualche parte, l? dentro, c’erano anche i documenti che avrebbero dimostrato l’esistenza dei fondi lasciati dal padre di Adnan, di cui nessuno sospetta fino al 1995. E’ in quell’anno che Adnan Qaddumi, comincia la sua affannosa caccia al tesoro. Viene informato dallo sceicco Fatima di Abu Dhabi e dal Principe Abdullah dell’esistenza di ricchissimi fondi intestati a nome del padre. Gli vengono anche forniti numeri di conti cifrati in banche come il Credit Suisse di Ginevra e il Credit Suisse First Boston.

 

-Il fratello Isam, nel frattempo liberato e a capo della sicurezza nazionale palestinese, presenta ad Adan un ex colonnello francese, Michel Veneau ora presidente di una societ? di security e recupero crediti:la Cabinet Fave.Siamo nel 1998 e Qaddumi decide di affidare a questa societ? la ricerca dei fondi di suo padre. La Cabinet Favesembra essere l’idea giusta. La societ? di Veneau, dopo un anno di ricerche, trova un conto da 119 milioni di dollari al Credit Suisse che per? dopo diversi tentativi risulta essere bloccato. Qaddumi non demorde e chiede aiuto al dott. Giuseppe Barbara, addetto Commerciale dell’Ambasciata Italiana in Israele. Barbara contatta i vertici del Credit Suisse. I conti esistono, dicono dalla Svizzera, la cifra ? addirittura pi? alta di quella scoperta dalla Cabinet Fave, ammonta a 860 milioni di dollari. Sfortunatamente per? i conti sono bloccati e la situazione politica internazionale non favorisce queste operazioni. Il cognome Qaddumi infatti ? quello di uno dei capi dell’Olp.

 

-Ad Adnan serve dunque una dichiarazione in cui Arafat spieghi che quei soldi non hanno nulla a che fare con il governo palestinese ma appartengono alla famiglia Qaddumi di Nablus. Come nelle migliori storie arriva il colpo di scena. Arafat informato dell’esistenza di quei soldi invece di aiutarne lo sblocco ne rivendica la paternit?. I fondi rimangono congelati in Svizzera, ma Qaddumi non si da per vinto. Si rivolge a diversi avvocati italiani. Vola tra la Svizzera, il Medio Oriente e gli Stati Uniti. Secondo i suoi consulenti la cifra nascosta in conti di mezzo mondo lievita fino ai 25 miliardi di dollari. Sono l?, si legge sul documento, ma bloccati.

La storia? per? si interrompe sul pi? bello. Com’? andata a finire? Qaddumi ha sbloccato i fondi? Esistono davvero quei soldi? Lui dice di s?, voi?

 

 

 

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