Lo Monaco: “Progetto ambizioso. L'attuale realtà non fa piacere a chi non ha a cuore la Roma”

di Redazione, @forzaroma

Prime parole da consulente dell’area comunicazione della Roma per Daniele Lo Monaco, già direttore di Rosso&Giallo e Rivista Romanista.

 

Il giornalista, da pochi giorni entrato a far parte dell’organigramma societario giallorosso, ha parlato questa mattina ai microfoni de “Il Mio Canto Libero”, in onda su Radio Erre 2.

“Il mio ruolo sarà quello di consulente dell’area comunicazione. Essa contiene vari settori, c’è una rivista, un canale televisivo, un sito internet, un ufficio stampa di squadra e società. Io sarò chiamato a riorganizzare l’intero settore affiancando la dottoressa Elena Turra e tutte le professionalità che lavorano all’interno della Roma. La nuova proprietà ha ritenuto opportuno riorganizzare tale settore e io me ne sto occupando”.

La Roma è finalmente ripartita, immaginando un futuro importante. E’ ciò che vi aspettate anche voi?
Assolutamente sì, si è messa in moto una macchina farraginosa. Da gennaio ad oggi ci sono stati dei normali slittamenti per motivi tecnici e mai sostanziali. Ci sono rigorosissime normative ed è normale qualche intoppo di natura tecnica. In sostanza nulla è cambiato da gennaio, ossia da quando la AS Roma ha scelto il gruppo DiBenedetto quale unico interlocutore. Si è andati dritti su questa strada nonostante varie indiscrezioni contrarie. E’ stato un percorso lungo, non ancora completato. La cosa più importante è che la nuova Roma ha già iniziato a lavorare. Si tratta di portare avanti un progetto rivoluzionario. Per i colloqui che ho avuto ritengo che tale percorso meriti l’attenzione dei tifosi, che peraltro saranno riportati al centro della quotidianità della AS Roma”.

Qui a Roma si fa tanta opinione. Hai notato un po’ di scetticismo intorno a questo progetto? Qualcuno mette in dubbio l’arrivo del signor DiBenedetto a metà luglio. Questa inquietudine la avverti anche tu?
Qualcuno ha detto nuovi proprietari non hanno soldi, ma parliamo di gente che ha patrimoni personali 2 miliardi di dollari. Sono straconosciuti nei loro ambienti, rispetto a noi hanno un’idea diversa del business. Loro sono abituati a fare gli affari. Se volessero semplicemente tirar fuori una piccola percentuale del loro patrimonio potrebbero comprare Milan, Inter e Juventus in un sol colpo ma non è loro interesse. Se domani ci fosse necessità di coprire un disavanzo, loro sarebbero in grado di farlo. Questa è la garanzia migliore per i tifosi della Roma. Quando sento dubitare di questi personaggi capisco che tutto ciò può far parte di raccontini allegorici di questa città spesso abituata a raccontare cose diverse dalla realtà. D’altronde, l’attuale realtà non fa piacere a chi non ha cuore la Roma”.

Sarete attenti a come i media tratteranno la Roma? Sarete pronti ad intervenire? Farete anche questo tipo di lavoro?
“Io sono per l’assoluta libertà d’espressione nei limiti dell’educazione e della civiltà. Una società come questa deve avere nella comunicazione un aspetto fondamentale. Attraverso tale strumento si punterà ad una trasparenza maggiore che può a sua volta portare a maggiori introiti”.

Giocatori e addetti ai lavori saranno dati alla stampa con più facilità? Le radio potranno approcciarsi ai giocatori dopo la chiusura totale degli ultimi anni?
“Dò la mia personale garanzia. Ci sarà sensibilizzazione su questo. Dobbiamo ancora incontrare l’allenatore e per ora non c’è stato modo di confrontarsi con la proprietà. Le riunioni fin qui fatte portano a quella direzione, ma voglio dare una cosa per scontata quand’è effettivamente realizzabile. La società ha dato questo input: la Roma è un patrimonio dei tifosi, e attraverso opportune regolamentazioni ci sarà un avvicinamento. Le realtà della città sono tante, c’è chi lavora con mezzi di fortuna. Bisognerà mettere in piedi un protocollo che faccia funzionare la ‘macchina’. Di una serie di cose del passato io preferisco non parlare, ho vissuto quel periodo dall’altra parte della barricata e mi mancano elementi per giudicare la materia nel modo più completo possibile. Abbiamo acquistato un terreno e vogliamo costruire il palazzo più bello del mondo con sensibilità, ciortesia ed entusiasmo”.

“Se c’è un pazzo che mi ha chiamato io asseconderò questa follia, altrimenti avrebbero chiamato qualcun altro. C’è un motivo se hanno puntato su di me, l’idea di portare la lupa capitolina sul petto non mi lascia indifferente. Io svolgerò tale compito alla mia maniera, sposando totalmente le tesi della società che ho conosciuto preventivamente. Quando mi è stato illustrato il progetto ho provato a vedere se c’era qualcosa che potesse disturbarmi. Non ho riscontrato nulla. Speriamo di non deludere nessuno”.

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