Lippi: “Destro mi ha impressionato”

di Redazione, @forzaroma

L’ex Ct della Nazionale campione del mondo nel 2006, ha parlato della sua esperienza in Cina e del campionato italiano ormai alle porte. Marcello Lippi elogia anche il neoacquisto giallorosso Mattia Destro. Ecco l’intervista integrale:

 

Come procede l’ambientamento in Cina?
“Direi piuttosto bene. Sono qui da tre mesi e stiamo ottenendo da subito ottimi risultati. In campionato siamo primi in classifica, siamo in finale della Coppa di Cina e anche nei quarti della Champions League. Come inizio non c’è male. L’obiettivo nostro è quello di migliorarci a livello internazionale perché le squadre cinesi hanno ancora poca aggressività e devono migliorare a livello tattico, dato che il movimento senza palla non è ancora dei migliori. Ma non potevo augurarmi una partenza migliore”.

 

 

Un suo collega illustre come Mourinho dice che non allenerà mai in paesi di cui non conosce la lingua perché in quelle condizioni creare un gruppo è impossibile. Lei come si trova?
“Io ho la fortuna di lavorare in uno staff con altre sei persone italiane (gli assistenti Pezzotti, Maddaloni, Gaudino, Rampulla, Castellazzi e Cotti) e soprattutto con quattro traduttori. Questo ci aiuta parecchio, nonostante è chiaro che gestire un gruppo cinese non sia semplice. Di buono c’è una cosa. Se in partita o nello spogliatoio capita che ci sia un’incazzatura, quella si capisce anche senza bisogno dell’interprete”.

 

 

Il campionato cinese com’è a livello generale? Ci sono anche lì le polemiche che viviamo noi in Italia?

“Assolutamente no, qui è tutto molto più tranquillo. C’è grande serenità nonostante noi rappresentiamo una squadra che per ogni partita porta allo stadio più di 50mila spettatori. C’è grande calore, grande tifo. E adesso stanno anche arrivando tanti giocatori importanti a partire da Didier Drogba e Seydou Keita. Gli extracomunitari sono in forte aumento e questo permette al campionato di aumentare il livello, che definirei comunque discreto così come è discreta l’organizzazione. Certo, i ritmi non sono altissimi anche perché in alcune zone, come la nostra, si gioca in un caldo asfissiante che rende impossibile un atletismo eccessivo. Su 16 squadre, 13 allenatori sono stranieri e questo permette di globalizzare ulteriormente la mentalità calcistica della Cina”.

 

 

Non è che ha invitato anche Del Piero a trasferirsi in Cina? Sta ancora valutando le offerte ricevute…
“No, non l’ho sentito. Non lo so se ha ricevuto delle offerte da squadre di qui…”

 

 

Parlando di Italia, la nostra stagione ufficiale è iniziata proprio da Pechino con la Supercoppa. Che immagine è arrivata del nostro calcio? C’è stata eco per le polemiche arbitrali?
“No, assolutamente. Sarà anche che io non leggo i giornali cinesi perché con lo scritto ancora non me la cavo, ma di certo qui è tutto passato in secondo piano. Qui si segue con grande attenzione e grande calore quello che fanno le squadre italiane e basta. Anche la finale di Supercoppa ha confermato che Juventus e Napoli avevano un gran seguito, ma lo stesso vale per Inter e Milan”.

 

 

Invece qui sembra di essere tornati al passato. Polemiche arbitrali, Zeman contro la Juventus e Juventus contro Zeman…
“Non c’è niente di nuovo sotto il sole, non c’è niente che mi stupisca. Mi stupisce soltanto che ci sia chi ne continua a scrivere e, soprattutto, che ci sia gente che continui a voler leggere di queste cose. Nonostante tutto, credo che sarà un bel campionato”.

 

 

Che Serie A ci aspetta? Chi mette davanti a tutte?
“Sarà un campionato all’insegna del rinnovamento, anche se non di altissimo livello come non è più ormai da qualche anno. Da quello che è accaduto sinora nel calciomercato direi che la Juventus è davanti a tutti perché era già forte e si è ulteriormente rafforzata. Poi subito dopo ci sono Inter e Milan, che stanno portando avanti un importante rinnovamento. E in questo gruppo metto anche il Napoli, un’altra squadra che si è rafforzata molto con un giovane che mi piace molto come Lorenzo Insigne. Se la giocheranno queste, ma faccio fatica a vedere una squadra più forte della Juventus. Certo, non che questo voglia dire molto perché l’anno scorso proprio i bianconeri erano dietro a tutti nelle previsioni di inizio anno e alla fine hanno vinto il campionato. E chissà che non ci siano ancora degli acquisti importanti sul finire del mercato”.

 

 

Lei è davvero convinto che si possa parlare di rinnovamento per Milan e Inter? Non è piuttosto un processo di indebolimento?
“No, no. Io parlo di rinnovamento. Tutto è partito dal fatto che alcuni grandi abbiano concluso le loro carriere, che altri se ne siano andati all’estero. E che ci siano state delle cessioni irrinunciabili come quelle di Thiago Silva e Ibrahimovic. Ma il rinnovamento c’è, come conferma anche lo scambio Pazzini-Cassano”.

 

 

In molti hanno accostato la prima Juventus di Conte alla prima Juventus di Lippi. Cosa ne pensa del paragone?
“E’ un accostamento che ho sentito parecchie volte. Ho visto quella voglia di vincere, quell’aggressività. Devo dire che sì, il paragone ci può stare…”.

 

 

La sua Juventus dopo lo scudetto del 1995 vinse subito la Champions League e arrivò in finale per tre anni consecutivi. Può accadere qualcosa del genere anche questa volta?
“Il problema è che adesso ci sono due squadre che sono avanti a tutte per distacco come Barcellona e Real Madrid. In Europa comandano loro. Poi, però, c’è un gruppetto di squadre che può vincere la Champions League. Un gruppo che comprende il Chelsea campione d’Europa e il Manchester United. E qui sì che metto la Juventus. Anche se, è ovvio, Barcellona e Real Madrid sono nettamente più forti delle altre”.

 

 

Forse ulteriore spinta potrebbe arrivare dall’acquisto del top player. Eppure Marotta sembra non riuscire mai ad agganciare giocatori di quel calibro. Cosa ne pensa?
“Non creda che sia così come appare da fuori. Ogni società sa quello di cui ha davvero bisogno. Se il top player non arriva è perché forse non ce n’è bisogno realmente. Quello che viene percepito all’esterno non conta nulla”.

 

 

Quanto peserà, invece, la squalifica di dieci mesi a Conte? Lo ha sentito in questi mesi?
“Non conterà nulla, non incide per niente. Antonio l’ho sentito soltanto dopo la vittoria dello scudetto, ho voluto fargli i complimenti per l’impresa incredibile che aveva portato a termine”.

 
L’altro suo amore non può che essere la Nazionale. Che effetto le fa vedere tanti giovani vestire la maglia azzurra nonostante magari non trovino spazio nei rispettivi club?
“Mi fa pensare positivo. Mi fa pensare che stia avvenendo un’inversione di tendenza. Una volta c’erano molti stranieri che soffocavano i nostri ragazzi, forse ora qualcosa sta cambiando anche per la crisi economica. La Serie A quest’anno può essere il palcoscenico ideale per tantissimi ragazzi che hanno la stoffa per sfondare. Insigne, ma anche Mattia Destro e Paul Pogba che mi ha impressionato molto in queste prime uscite con la Juventus. Ci sono tanti giovani bravi e Prandelli fa benissimo a utilizzarli”.

 
Mister, sarà anche lontano ma dell’Italia non si è perso nulla…
“Certo che no. Guardo tutte le partite e leggo anche molti giornali italiani grazie al mio iPad…”.

 

FONTE eurosport.com

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