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Lima: “La Roma di Mourinho potrebbe fare di più”

Getty Images

Le parole dell'ex calciatore giallorosso: "La mia Roma la squadra più forte in cui ho giocato. Condividevo lo spogliatoio con tutti quei fenomeni e pensavo di aver realizzato un sogno impossibile.”

Redazione

Francisco Lima, ex calciatore, è stato intervistato ai microfoni de “il Diabolico e il Divino”in onda su New Sound Level 90FM. Ecco, di seguito, le sue parole:

Tu hai giocato in Russia, come avresti reagito, da calciatore, se la tua squadra fosse stata esclusa da una competizione europea per motivi politici? "È un po’ difficile rispondere a questa domanda. Secondo me riguardo la politica non possiamo dire nulla, tanto decidono tutto questi personaggi potenti che poi rovinano la vita delle persone. Io non ho parole per queste cose, c’è tanta gente che sta in mezzo a queste cose per una sola persona che vuole prendere il potere. Mi dispiace perché io ho giocato in quel paese ed è un paese bellissimo e un pazzo sta rovinando tutto".

La prima volta che sono stato nello spogliatoio della Roma c’erano tutti i giocatori e il mio nome era vicino a quello di Batistuta e ho subito pensato di aver realizzato un sogno impossibile. Stavo seduto al mio posto e non riuscivo a non pensare “sto sognando”. Quella squadra era fortissima ma secondo me ci è mancata un po’ di fortuna, perché ovunque andavamo riuscivamo a imporci ma ci mancava sempre l’ultimo passo. Io mi ricordo quella partita che abbiamo pareggiato 1-1 con l’Arsenal, se avessimo vinto saremmo andati agli ottavi di finale e Montella si mangiò un gol all’ultimo minuto. Quella squadra è stata la migliore in cui ho giocato in tutta la mia carriera.In Roma Galatasaray persi la testa perché mi diedero del figlio di p***na”.

Ti piace Ibanez? “Sì, ma deve dare di più. I tifosi della Roma sono stupendi, all’Olimpico qualche volta ho pianto dall’emozione. Sì mi piace, ma per giocare nella Roma bisogna dare di più, bisogna giocare con la grinta perché la piazza è importantissima e i tifosi sono stupendi. Una delle prime volte che sono entrato all’Olimpico mi è venuto da piangere per l’emozione, chi gioca con la Roma deve sempre dare tutto".