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L’ex ct di Kean: “Non è come Balotelli. E può giocare in coppia con Dzeko”

Dal Canto sul giovane attaccante dell'Everton: "È un calciatore che sa fare tutto"

Redazione

Anche Alessandro Dal Canto, ex allenatore di Moise Kean nella Nazionale italiana Under 17, si è espresso sull’indiscrezione di mercato che vede il centravanti dell'Everton obiettivo di mercato del direttore sportivo Petrachi. L'attuale tecnico della Robur Siena ha risposto ad alcune domande sulle frequenze di Retesport. Queste le sue parole:

Nelle ultime ore si sta parlando di un interessamento della Roma per Moise Kean. Giocatore che lei conosce bene, soprattutto per la sua esperienza come ct dell’Italia under 17, dove un giovane Kean ha iniziato ha segnare i suoi primi grandi gol. Vorremmo sapere se può fornirci un identikit del giocatore.

Io lo convocai sotto età in un gruppo di 99, lui si è inserito di prepotenza perché era un giocatore sostanzialmente già fatto allora. Un ragazzo che da un punto di vista fisico ha la parvenza di uomo anche se è un 2000 e io ti parlo di tre anni fa. Oggi è cresciuto sotto tutti i punti di vista. Quando ero a Torino a fare la primavera due anni fa non l’ho mai avuto a disposizione perché lui era rientrato dal prestito con il Verona, era un giocatore che poteva già stare in prima squadra della Juventus per qualità e struttura fisica. Oggi chi lo acquista, prende un giocatore italiano di grande livello.

Un possibile paragone, chi può ricordare in nella Serie A di oggi?

Lui spazia su tutto il fronte di attacco. Forse Immobile come giocatore anche se dal punto di vista fisico è più potente. E’ un calciatore che sa fare tutto, sa giocare negli spazi, di sponda forte di testa, forte in profondità, ha tecnica di un giocatore di livello: è un giocatore completo.

Kean potrebbe giocare in coppia con un centravanti con le caratteristiche di Edin Dzeko?

Assolutamente si, per le sue caratteristiche essendo mobile si può sposare con qualsiasi tipo di attaccante. I giocatori bravi possono giocare insieme sempre, anche se apparentemente non hanno delle caratteristiche tecniche perfette per farlo. Sono giocatori che per tecnica e fisicità combinano senza problemi.

Ha avuto qualche problemino con la nazionale di Mancini e anche con l’Everton, come ritardi nelle sedute tattiche. Lei aveva riscontrato qualche problema con il giocatore?

No. Io l’ho preso sotto età e quando un giocatore viene sotto età non combina mai danni per una forma di rispetto, perché è più piccolo. Non mi ha dato problemi perché secondo me è un ragazzo buono. Lui è stato additato come nuovo Balotelli, come testa matta. Il ragazzo alla fine non è che ci crede ma ci casca su queste dichiarazioni. Non crea problemi è un ragazzo educato e per bene. Con noi è stato perfetto. Quando ho allenato El Shaarawy al Padova mi sono state fatte le stesse domande perché dicevano che al Milan dava problemi, ma per l’esperienza che ho avuto io non mi ha dato alcun problema. Calcisticamente e dal punto di vista comportamentale i due ragazzi non si discutono.

Per come gioca la Roma, per quello che ha bisogno e per un progetto di ringiovanimento avviato dal ds Petrachi, lei lo consiglierebbe ai giallorossi?

Assolutamente si, è uno acquisto che farei, perché un giocatore forte. Oggi la Roma gioca con un trequartista alle spalle di un terminale offensivo. Lui è una doppia punta, quindi se lo prende per giocare qualcosa nell’aspetto tattico della squadra cambia. Se uno lo prende per fare l’alternativa a Dzeko è un altro discorso.

Kean è molto amico di Zaniolo.

Si per fare casino (ride). Scherzavo… Ci sta che ogni tanto un ragazzo possa andare sopra le righe. Quando sbagliano pagano.