L’addio di Casillas: “Grazie a tutti. Ovunque andrò continuerò a gridare: ‘Forza Madrid!'”

Il portiere del Real Madrid, da ieri un giocatore del Porto, saluta quello che è stato il suo mondo per 25 anni. Nella sua lettera di addio tutto l’amore di una bandiera che resterà nella storia di questo sport

di Bruno Di Benedetto, @BrunoDibe

Buongiorno a tutti, vi ringrazio prima di tutto per essere qui ad accompagnarmi in questo momento tanto speciale, oggi sono venuto in questo grande stadio per dire addio a tutti, in particolare ai madridisti; come sapere infatti, da ieri non sono più un giocatore del Real Madrid, bensì del Porto FC“. Scrive Iker Casillas, a 34 anni uno dei più grandi portieri della storia del calcio. Una carriera trascorsa per 25 anni tra le file della squadra della sua città e del suo cuore: il Real Madrid. 510 presenze, 5 campionati vinti, 3 Champions League conquistate insieme ad altri dieci trofei per club.

Andrà a giocare in Portogallo perché il suo rendimento è calato al di sotto dell’asticella galactica. Lui lo capisce, e nella lettera di addio diretta a tutto il mondo blanco non dà spazio a rancori:

Dopo 25 anni trascorsi a difendere la porta del club più grande del mondo arriva il giorno più difficile della mia vita sportiva; devo infatti dire addio a quelle istituzioni che mi hanno dato tutto“.

Mi sembra ieri il giorno in cui, a 9 anni, ho indossato per la prima volta la maglia del Real, realizzando così un sogno. Durante tutto questo tempo in cui abbiamo sofferto, riso, pianto, gioito insieme, mi sono sempre sentito compreso e amato, tanto nei momenti positivi quanto in quelli negativi”. 

Questo club non mi ha solo insegnato ad essere un calciatore: mi ha formato anche come uomo. Mi ha aiutato a crescere inculcandomi i valori su cui è fondato: rispetto, spirito di squadra, impegno, umiltà… valori che ho cercato di impersonare per tutto il tempo in cui ho rappresentato il Real Madrid“.

Vorrei dedicare una menzione speciale ai miei compagni di squadra. In tutti questi anni noi abbiamo vissuto dei momenti unici e irripetibili, tra noi abbiamo dato forma ad una famiglia e condiviso tutti insieme lacrime sia di gioia che di tristezza. Mi accingo a lasciare alcuni grandi amici ma so che qualsiasi cosa succederà potrò sempre contare su di loro, così come loro su di me“.

I miei allenatori, e tutti loro collaboratori sono stati per me dei maestri, i migliori al mondo: vorrei ringraziarli tutti per il loro consigli, la loro comprensione, la loro esperienza e professionalità. Ho imparato davvero molto da ognuno di loro“.

Vorrei anche ringraziare tutti i membri dello staff del Real Madrid: sono sempre stati pronti a supportarmi e risolvere ogni mio problema. Anche se non sempre sono visibili, ma sono sempre lì“.

Ora tutto il mio affetto va ai miei genitori e a tutta la mia famiglia, che con i loro sforzi e il loro amore mi hanno aiutato ad imbarcarmi in questo viaggio. Soprattutto penso a mia moglie e a mio figlio, perché loro saranno al mio fianco ogni giorno, dividendo ogni secondo di questo eccitante periodo della mia vita“.

Non ricordatemi per essere stato un buono o un cattivo portiere… ricordati per essere stato una brava persona, anche con i suoi difetti”.

L’ultima dedica va in particolare a tutti voi, tifosi del Real Madrid sparsi in tutto il mondo. Grazie per il vostro supporto incondizionato, per avermi permesso di alzare ogni trofeo e per ogni vittoria, per avermi dato l’onore di essere il vostro capitano, per esserci stati sempre nel bene e nel male, per avermi sempre porto una mano amica e per avermi rimesso in piedi“.

Grazie, grazie, grazie a così tanti per avermi dato così tanto. Non vi dimenticherò mai e potete essere certi che ovunque andrò, continuerò a gridare: ‘Hala Madrid! Go Madrid!’ “.

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