“La Sud è la mia seconda casa”. Lettera d’amore per la Roma di un tifoso irlandese

John Byrne, giornalista di «RTE», in un editoriale descrive le emozioni da innamorato giallorosso: “All’Olimpico ho vissuto alcuni dei momenti più belli della mia vita”

di Mirko Porcari, @MirkoPorcari

Era il 18 aprile del 1993, la prima volta che sono entrato all’Olimpico per vedere la Roma. Un derby in cui lo stadio era strapieno e i colori dei fumogeni hanno avvolto il campo per venti minuti. Volevo essere romanista per un giorno, lo sono rimasto da allora“. La dichiarazione d’amore arriva direttamente da Dublino, dove John Byrne, giornalista irlandese di «RTE» ha voluto pubblicare un editoriale che descrivesse la sua passione per i colori giallorossi.

È stato amore a prima vista. Andare a Roma durante un weekend di calcio è un’esperienza incredibile: visitare la città, mangiare del buon cibo e bere del buon vino per poi raggiungere l’Olimpico, tutte cose che non ti deludono mai“. Difficile racchiudere in poche righe le sensazioni provate in quasi trenta anni da tifoso romanista, soprattutto per chi considera la Città Eterna come una seconda casa: “Alcuni dei momenti più belli della mia vita li ho vissuti all’Olimpico, in piedi in Curva Sud tifando senza sosta. Proprio come ho sempre fatto per lo Shamrock Rovers, la mia squadra del cuore. Ricordo ancora il derby vinto con Totti che, infortunato, sventolava la bandiera romanista sotto la Curva. Ma la notte più memorabile di tutte è stata quella della vittoria contro il Barcellona, l’atmosfera era davvero incredibile“.

Le emozioni e i ricordi lasciano spazio all’attualità e Byrne parla anche della prossima sfida con il Liverpool: “La partita di Anfield è stata caratterizzata dagli scontri pre-gara e c’è timore per il match di ritorno. Ho vissuto tantissime notti europee con la Roma e tutti i tifosi provenienti da altre nazioni sono sempre stati fatti sentire come i benvenuti. Ma quando si tratta di tifosi inglesi l’atmosfera cambia, a molti da queste parti non piacciono ma c’è la speranza che giovedì si possa parlare solamente di calcio giocato“.

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