“La Roma non dipende da Dzeko”: ma senza i suoi gol non vince (quasi) mai

“La Roma non dipende da Dzeko”: ma senza i suoi gol non vince (quasi) mai

Quando il bosniaco non è andato a segno solo 7 successi su 22 partite, quando c’è riuscito 11 su 16. Fonseca deve affrettarsi a trovare un’alternativa

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

La fotografia della Roma contro il Milan sono i sei minuti che passano dalla sostituzione di Dzeko al gol di Rebic. Edin è uscito a testa bassa e con passo lento, ha dato il cinque a Fonseca, si è sistemato in panchina accanto a Kolarov e da lì ha seguito in finale di partita. Sconsolato, perché in quanto leader e capitano si sente responsabile prima degli altri e perché in cuor suo sa che senza i suoi gol la Roma scopre delle fragilità che tante volte lui stesso è riuscito a mascherare. Per Fonseca la squadra “non dipende da Dzeko, dipende da tutti”, eppure i numeri dicono l’esatto contrario: nelle 22 partite stagionali tra campionato e coppe in cui il bosniaco non ha trovato il gol, sono arrivate solo 7 vittorie con 8 pareggi e 7 sconfitte. In pratica la Roma chiuderebbe un’ipotetica Serie A senza le reti del suo attaccante a 50 punti. Quelli che potrebbero raccogliere Parma e Verona quest’anno (sono a 39).

I numeri della Roma con e senza Dzeko

Normale che i primi tifosi abbiano iniziato a prendere di mira anche Fonseca, fino a questo momento sempre assolto dai processi romanisti. Anche perché delle 8 sconfitte in campionato, 6 sono arrivate nel 2020. Peggio hanno fatto solo Spal, Torino, Brescia e Lecce, che lottano per non andare in Serie B. E chi pensava che nella rimonta contro la Sampdoria ci fossero gli albori di una Roma diversa, si sbagliava. I giallorossi non hanno mai trovato una propria identità riconoscibile e il caldo di ieri è solo una parziale giustificazione all’unico pericolo creato a Donnarumma. Che non è un caso fosse un colpo di testa di Dzeko. Perché se anche Fonseca non lo ammette – o preferisce nasconderlo – lui e la Roma non sono mai riusciti a trovare un’alternativa a Edin, né dal mercato né tantomeno col gioco. Quando il bosniaco c’è e trova il gol le cose cambiano: Dzeko è andato a segno in 16 partite e in queste sono arrivate 11 vittorie, tre pareggi e due sconfitte. Costruendo lo stesso dato precedente, sarebbero 85 punti in un campionato.

Dzeko isolato contro il Milan

 

La spalla di Edin la Roma ce l’avrebbe in casa ed è Zaniolo. Ma anche se potrà giocare in questo finale di stagione, per rivederlo al top della forma Fonseca dovrà aspettare settembre. Nel frattempo il portoghese ha il compito di costruire strategie ma soprattutto un gioco che possa sia esaltare Dzeko, sia permettere ai giallorossi di attraversare la tempesta senza farsi accompagnare da lui mano nella mano. E non sarà facile visto che esclusi Zaniolo e Kalinic, che ha segnato gli unici due gol contro il Cagliari, gli altri attaccanti romanisti (Kluivert, Pellegrini, Under, Perotti, Pastore, Perez e Mkhitaryan) hanno messo insieme solo 24 gol. Sette in più del solo Dzeko. L’euforia per le 104 reti raggiunte contro la Samp è svanita in poche ore. Edin contro il Milan è rimasto isolato e ha toccato solo venti palloni: peggio è riuscito a fare solo Kluivert con 18. Dei sei duelli aerei con Romagnoli e Kjaer ne ha persi quattro ma i compagni non sono mai riusciti a servirlo in area di rigore se non in un’unica occasione. Fonseca ha provato ad allontanare pressione e problemi parlando di stanchezza, ma sa bene che tanto del finale di stagione passa dai gol di Dzeko. Da cui la Roma dipende eccome.

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