La Pasqua di ElSha: in primavera il dolce risveglio del Faraone

Da quando veste la maglia giallorossa, ha dato uno scossone nei mesi finali di campionato. Durante la sosta è rimasto a Trigoria, a Bologna può partire di nuovo titolare. Aspettando Messi

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

Faje sentì ch’è quasi primavera. Insieme ai fiori tra marzo e aprile torna a sbocciare anche Rugantino El Shaarawy. Apprezzato dai tifosi, ma sempre sulle montagne russe di alti e bassi che ne hanno condizionato la carriera.
Continuità, continuità e continuità. A sentirlo parlare nei post partita sembra quasi uno di quegli automi dei film in bianco e nero di Charlie Chaplin. Il mantra di Di Francesco è più che mai anche quello del Faraone, che quest’anno ha collezionato solo sei gol in campionato. Negli occhi di tanti c’è l’uno-due con il quale ha tramortito il Chelsea di Conte all’Olimpico e spianato la strada della Roma verso l’Europa dei grandi. “È innamorato della città, della società e dei suoi tifosi”, ha detto pochi giorni fa l’agente Pastorello.
Non è stato convocato dal c.t. Di Biagio per il nuovo corso della Nazionale, così è rimasto a Trigoria a lavorare. Sabato a Bologna può partire titolare, così come nell’ultima trasferta di Crotone, dove ha aperto le marcature.
È il momento di cambiare marcia. E lui sa come si fa.

RISVEGLIO – Dal suo arrivo a gennaio del 2016, la Roma 2.0 di Spalletti iniziò la sua (rin)corsa. Il tacco all’esordio contro il Frosinone contribuì alla prima di 14 vittorie in 17 partite, senza conoscere sconfitta. I giallorossi senza vita dell’ultimo Rudi Garcia lasciarono spazio ad una macchina quasi perfetta, guidata dal tridente leggero El Shaarawy-Perotti-Salah. Dzeko viveva ancora il suo periodo di convalescenza da primo anno, così ci pensò il Faraone a caricarsi di responsabilità. Il ritorno in Serie A dopo l’esperienza al Monaco fu da protagonista: 5 gol e 2 assist fino ad inizio aprile, poi altri 3 fino a maggio. E tutti decisivi: la firma nel 4-1 nel derby, il 3-2 a 3’ dalla fine a Marassi contro il “suo” Genoa e un altro gol dell’ex all’ultima di campionato a San Siro contro il Milan. Una scalata dal quinto al terzo posto con un girone di ritorno da 46 punti sul quale c’è forte la sua impronta.

VOLATA – Nella scorsa stagione i gol in primavera dell’attaccante di Savona sono valsi ancora di più. Nella lotta contro il Napoli di Sarri per il secondo posto, per mesi El Shaarawy è rimasto nell’ombra, oscurato dalla rinascita di Edin Dzeko. Spalletti lo usa col contagocce nel suo 4-2-3-1 e a marzo arriva con tre gol (Crotone, Palermo e Chievo) e tre assist. Poi, la scossa: cinque reti, tutte pesanti, contro Palermo e Chievo ma soprattutto con Milan e Juve. In mezzo anche quella, inutile, nel 3-2 sulla Lazio nel derby di ritorno di Coppa Italia.
La Roma raggiunge il secondo posto e dopo lo shock col Porto passa direttamente ai gironi di Champions, evitando la lotteria dei preliminari.

TRA SOGNO E REALTÀ – Era quasi primavera quando, due settimane fa, El Shaarawy ha sbloccato la gara di Crotone. Sabato al “Dall’Ara” con ogni probabilità di nuovo una maglia da titolare: il suo competitor Perotti, che è stato in Nazionale e rientra oggi a Trigoria, partirà dal primo minuto mercoledì al Camp Nou contro il Barcellona. Per il Faraone la speranza di aprire l’uovo e trovare quell’agognata continuità, per sé e per la Roma, mettendo al riparo il terzo posto.
Poi sarà la volta di Messi. La primavera ha fatto il suo. Sognare non costa niente.

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