La lettera di Jovanotti a Totti: “Francesco, sei un moltiplicatore di gioia”

Il messaggio del cantautore al capitano giallorosso, che domani giocherà la sua ultima partita con la maglia della Roma

di Redazione, @forzaroma

Tra i vari vip e calciatori che hanno voluto rendere omaggio a Francesco Totti, si è aggiunto anche Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Il cantautore ha partecipato alla pubblicazione di un libro sul capitano giallorosso, sponsorizzato da Agi e Il Messaggero, con una lettera in cui descrive un suo viaggio in una regione sperduta dell’Iran, dove ha visto 4 poster di Totti. Ecco il testo:

Una volta ero lungo l’autostrada per Tabriz, nel nord dell’Iran, stavo venendo dall’Armenia in bicicletta, da solo, carico come un mulo. Avevo rotto la catena quindi non c’era modo di proseguire, era quasi buio, non sapevo come svoltare la situazione e non avevo una maglia di catena con me (un consiglio che non servirà a quasi nessuno di voi: non andate nel nord dell’Iran senza una maglia di catena di ricambio se avete appena scollinato le montagne del Caucaso).Comunque dopo un’oretta, al crepuscolo, passò un tizio con un autocarro sgangherato. Capì la situazione e mi caricò portando me e la bici fino al suo paesello che era nelle stesse condizione dell’autocarro. La sua famiglia mi accolse in casa offrendomi una cena buonissima e un angolo per terra dove passare una notte prima di accompagnarmi in città la mattina dopo direttamente da un meccanico di bici. E Totti? Ebbene quella stanza dove tutti mangiavano vivevano e dormivano aveva al muro scrostato un’immagine del califfo Ali, sacro agli Sciiti e ben 4 poster di Totti.

Allora io ho acceso il mio cellulare e ho mostrato una foto che avevo fatto insieme al capitano a Trigoria per i miei 40 anni, nello stesso giorno in cui lui ne aveva fatti 30 (io e Totti abbiamo esattamente 10 anni di differenza). Io non so niente di calcio ma riconosco la gioia, e Totti ha moltiplicato la gioia di una sera remota e indimenticabile. I moltiplicatori di gioia come Totti sono rari, e fanno bene anche a quelli come me che non sanno niente di pallone“.

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