Kolarov: “Roma città unica. In campo quello che conta è la testa, il calcio mi ha salvato”

Le parole del terzino serbo: “Nel calcio bisogna avere talento, ma non basta. La passione che ho ancora oggi, quando ero bambino, quello è stato il mio obiettivo. Volevo sempre allenarmi”

di Redazione, @forzaroma

Aleksandar Kolarov ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Lega Serie A. Il terzino della Roma ha parlato del suo rapporto con la capitale, dove aveva già vissuto quando giocava per la Lazio. Non solo, il serbo ha anche rivelato i suoi punti di forza segreti, che gli hanno permesso di arrivare ad alti livelli in carriera. Ecco le sue parole:

“Roma è una città unica, conosciamo tutti bene la sua importanza della storia. Roma è stata la prima città da quando ho lasciato il mio paese. Qui sono cresciuto sia come uomo che come calciatore. La gente a Roma ha la stessa mentalità dei serbi, da dove vengo io, e questo mi ha reso più facile e immediato ambientarmi qui, nella vita e nel calcio. Ho sempre avuto questo carattere fin da bambino e anche adesso che ho 33 anni, e penso di dimostrare sempre il mio carattere serbo. Ogni volta che sento il mio inno nazionale mi sento orgoglioso. La mentalità serba è particolare e a volte ho uno strano carattere e devo controllare questo aspetto. Devi essere un calciatore, un professionista, in campo e soprattutto fuori dal campo e anche un esempio per i bambini. Bisogna imparare a gestire se stessi. Chi ha un atteggiamento negativo lo si deve scaricarlo tutto e in campo. Nel mio caso il calcio è stato a salvarmi dalle cose brutte”.

“Il calcio è tutto – ha proseguito il terzino -. La testa è la cosa più importante, non solo in campo, ma in tutto. Se per esempio  decidi nella tua testa che ti vuoi allenare duramente, lo farai. Penso che il mio talento più grande sia il mio piede sinistro. Nel calcio bisogna avere talento, ma non basta. La passione che ho ancora oggi, ce l’avevo da bambino, volevo sempre allenarmi. Da bambino guardavo sempre la Serie A, mi piaceva farlo. Se giochi in Serie A puoi giocare dappertutto. Il consiglio che do ai giovani è di sognare di diventare un calciatore senza concentrarsi sui soldi, quelli arriveranno, prima però devi concentrarti sul campo. Vorrei salutare i tifosi di tutto il mondo. In particolare i bambini. Continuate a seguirci! Continuate a sostenerci! Oltre al calcio la mia passione è il basket. E in Serbia abbiamo Zeljko Obradovic (attuale allenatore del Fenerbahce, ndr), il Guardiola della pallacanestro. A fine carriera vorrei assistere ai suoi allenamenti. Lavora molto sull’aspetto mentale e credo che sia questo a far vincere la sua squadra”.

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