Kevin Strootman, ecco perché l’olandese è insostituibile per Garcia

di finconsadmin

(di Luca Parmigiani) E’ l’uomo del momento. Stiamo parlando di Kevin Strootman, che dalla settimana scorsa è diventato per tutti la “lavatrice”. Garcia infatti ha usato questo termine per spiegare l’importanza dell’olandese nel gioco della Roma: Quando gli arriva una palla sporca lui la tira fuori pulita.

 

La partita in Coppa contro il Napoli è stata l’apice di un rendimento stratosferico fin da inizio stagione: saltata la prima gara per infortunio, Garcia non ha mai rinunciato al gigante orange, se non quando debitamente costretto, ossia in Roma-Catania per via della squalifica del numero 6 giallorosso.

 

I numeri fotografano in maniera assai netta la centralità di Strootman nello scacchiere del tecnico di Nemours: già sei le reti realizzate (cinque in campionato e una in Coppa Italia), con la nomina a vice-rigorista in mancanza di Totti (ricordate tutti il bolide dal dischetto in Parma-Roma 1-3?).

 

Analizzando i dati statistici della gara d’andata di Coppa Italia Roma-Napoli, Strootman è stato decisivo quasi quanto Gervinho: 79 tocchi (nessun centrocampista ha toccato così tanti palloni mercoledì sera) con l’83.9% di precisione passaggi. La precisione dei passaggi dell’olandese è straordinaria e proprio per questo Garcia ha usato per lui il termine “lavatrice”. Con il Verona arriva al 91.1% raggiungendo la formidabile percentuale del 96% nella partita contro il Genoa, dove a detta di tutti è stato uno dei migliori in campo. La facilità di palleggio del numero 6 si evince anche dal raro ricorso al lancio lungo: 1.3% contro il Verona e appena il 2% contro i rossoblu di Gasperini.

 

Ma Strootman non è decisivo solo come diga ma è fondamentale anche in proiezione offensiva: nelle ultime sei partite giocate dalla Roma, è il centrocampista che ha creato più occasioni da rete. Segno evidente di una condizione psico-fisica brillante, che gli permette di essere importante in entrambe le fasi di gioco.

 

Proprio questi concetti vengono spiegati in maniera precisa a ForzaRoma.info da Danilo Granieri, preparatore professionista con un passato anche a Trigoria tra le giovanili: “E’ senza dubbio un calciatore dotato di una notevole potenza metabolica, con la qualità di compiere spesso continue azioni ad alta intensità (si parla in questo caso di accelerazioni e decelerazioni che rappresentano la forza specifica del calcio ndr) separate da recuperi brevi. Il fatto che spesso sia presente nel vivo del gioco in entrambi le fasi, difensiva e offensiva, testimonia la spiccata qualità nel saper fare corse intelligenti, evitando di fatto di avere dispersione di movimenti ed abbassare di conseguenza la qualità.  In Kevin sono presenti tutte le qualità fisiche che un centrocampista moderno dovrebbe avere:  struttura, potenza e capacità accelerative e decelerative, che non devono essere fine a se stesse ma messe sempre al servizio del gioco e della squadra. Questa è una qualità che fa la differenza, poichè un calciatore non dovrebbe scendere  in campo per correre di più degli avversari ma per giocare meglio, e a lui ciò riesce benissimo”.

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