Insulti antisemiti, Cervellini (SI): “La Roma metta in Curva Sud una targa in ricordo delle vittime”

Il senatore di Sinistra Italiana in una nota: “Le romaniste e i romanisti, le romane e i romani sono fieri di avere per l’eternità il ricordo del sacrificio che la comunità ebraica ha sopportato nei campi di sterminio”

di Redazione, @forzaroma

L’eco degli adesivi antisemiti lasciati in Curva Sud dopo il match tra Lazio e Cagliari non accenna a fermarsi. Il senatore di Sinistra Italiana Massimo Cervellini ha voluto lanciare un’iniziativa indirizzata alla Roma: “Di fronte agli intollerabili insulti antisemiti che hanno offeso il mondo del calcio e dello sport, la vergogna è unanime. La AS Roma metta immediatamente nella Curva Sud dello Stadio Olimpico una targa in ricordo delle tante vittime romane a seguito delle leggi razziali e delle deportazioni naziste”.

“Le romaniste e i romanisti, le romane e i romani, le donne e gli uomini tifosi di tutte le squadre di calcio – continua Cervellini in una nota – sono fieri di avere per l’eternità il ricordo del sacrificio che la comunità ebraica, numerosa nella nostra meravigliosa città, ha sopportato nei campi di sterminio, con la strage delle Fosse Ardeatine – dove molti esponenti perirono insieme a tanti antifascisti romani – e le abominevoli persecuzioni a seguito delle leggi razziali fasciste”.

La nota conclude: “Non si può più volgere lo sguardo altrove: chi lo fa si rende corresponsabile. Bene le iniziative contro il razzismo, che sono numerose e vedono impegnati vari campioni di calcio come testimonial, ma non bastano. Non basta il gesto simbolico di Lotito. La lotta al razzismo e alla violenza siano sistematiche e capillari: si individuino subito i responsabili e si dimostri assoluta fermezza contro l’intolleranza. Tutte le società calcistiche assumano iniziative forti, di sensibilizzazione su una questione che non ammette ignoranza e cancellino per sempre questa orribile pagina. Razzisti e facinorosi sono minoritari, ma sono in tutte le squadre. Tutti i tifosi si uniscano, oltre che nella condanna, in azioni positive che non ammettano giustificazioni per nessuno. Lo sport sia mezzo di cultura, viatico di integrazione, antirazzismo e solidarietà”.

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