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Il figlio di Dino Viola: “Pallotta vuole vendere, ma Friedkin ora ha meno entusiasmo”

Le parole di Ettore: "Il "lupetto" a papà creava qualche perplessità. Ripartenza del calcio? Chi decide è il virus"

Redazione

Ettore Viola, figlio dello storico presidente della Roma, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport e ha parlato della situazione coronavirus, del "lupetto" adottato alla fine degli anni '70 e dell'affare Friedkin-Pallotta. Ecco uno stralcio delle sue parole.

Il calcio vuole ripartire.

Ognuno fa le proprie considerazioni, ma se il contagio è ancora nell’aria, se ci si contagia dandosi la mano… Bisogna predisporre tutto per ripartire, mai come adesso siamo nelle mani di Dio e faccio fatica a pensare che ci possa essere una data. È chiaro che la FIGC spinga per chiudere il campionato e la UEFA le coppe, un po’ per entrate economiche indubbiamente, la UEFA penso faccia fatica se non incassa soldi. C’è chi vuole continuare come Lazio e Napoli, c’è chi vorrebbe farlo finire subito come la Spal e il Brescia, c’è confusione. Purtroppo è il virus che decide.

È complesso anche far ripartire gli allenamenti.

Sì, tutti devono sottoporsi a tamponi ed è difficile. Bisogna essere in grado di ripartire ma senza ipotizzare una data, bisogna seguire passo passo l’evoluzione di questo malefico virus, quelle che si dicono sono supposizioni.

È scomparso Piero Gratton, l’ideatore del “lupetto” stilizzato nelle maglie della Roma dal 1979/1980. Ci può raccontare la genesi e come la famiglia Viola lo ha accolto?

Era l’ultimo anno del presidente Anzalone che diede a Gratton l’incarico di creare un marchio che reclamizzasse meglio il prodotto Roma. Nacque questo lupetto e debuttò in una sfida contro la Juventus vinta 1-0 dai giallorossi con gol di Di Bartolomei. Obiettivamente, a mio padre Dino questo lupetto creava perplessità, poi però il primo anno vinse la Coppa Italia...

L’affare Pallotta-Friedkin si farà lo stesso?

Penso che qualsiasi imprenditore in questo momento abbia avuto delle distrazioni. Friedkin lavora in settori che hanno avuto problemi a causa del Coronavirus, trovarsi in questa situazione in Italia è chiaro che ha raffreddato gli entusiasmi, ora è normale che possa pensare di cambiare le cifre con questa situazione. Pallotta mi sembra uno che voglia vendere anche se c’è meno entusiasmo di prima, vediamo se si farà magari a cifre diverse.