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Getty Images
Nato a Bruxelles da padre portoghese e madre spagnola, Carrasco alla nascita porta il doppio cognome Ferreira-Carrasco, ma, a causa di rapporti poco amichevoli con il padre, decide in seguito di mantenere solo quello della madre. Cresciuto tra i campetti della capitale belga, dove il pallone era più linguaggio che gioco, Yannick impara presto a dribblare per sentirsi libero. In ogni scatto, in ogni cambio di direzione, c’è la firma di un talento istintivo, plasmato dalla passione e dalla strada. Nel 2012 il Monaco gli apre le porte del calcio professionistico. Tre stagioni, 81 presenze e 15 gol: numeri che raccontano un giocatore in crescita, pronto a sbocciare. Il periodo francese lo aiuta a conoscere anche un uomo molto legato all'ambiente giallorosso: Claudio Ranieri. L'attuale senior advisor della Roma ha avuto modo di allenarlo nel suo periodo da tecnico del club francese. Poi, nel 2015 l’Atletico Madrid lo accoglie: sotto la guida di Diego Simeone, Carrasco trova disciplina e identità, ma anche la libertà creativa che gli è propria. Simeone lo soprannomina "El Artista", un titolo che racconta la sua capacità di accendere la fascia con fantasia, dribbling e intuizione.
Nel 2018 arriva la decisione che sorprende tutti: il trasferimento in Cina, al Dalian Yifang. Molti criticano la scelta come un passo lontano dal calcio europeo, ma Carrasco chiarisce subito le sue motivazioni: lo ha fatto per la famiglia, per garantire stabilità e futuro ai suoi cari. L’esperienza, oltre che remunerativa, si rivela intensa sul piano tecnico e umano, con 24 gol in 50 presenze che confermano il suo talento ovunque. Il ritorno all’Atletico nel 2019 lo consacra come elemento affidabile e continuo, pronto a incidere nelle partite chiave. Dal 2023 la nuova sfida è all’Al-Shabab. Ora il suo nome riecheggia a Trigoria, dove potrebbe essere l'elemento in più dello scacchiere di Gasp.
Il nome di Carrasco potrebbe rappresentare la soluzione ideale per la Roma in questa fase: un giocatore pronto, esperto e disposto a mettersi subito a disposizione del gruppo. Nel corso della sua carriera, Carrasco è stato un simbolo dell’Atletico Madrid di Simeone, dove ha imparato la resistenza, il gioco di squadra e la disciplina tattica. Queste qualità, unite all’esplosività e al senso tattico, lo hanno reso uno dei giocatori più ambiti del panorama europeo. Oltre alla tecnica individuale, Carrasco porta sul campo energia e continuità: sa pressare, coprire la fascia e contribuire anche in fase difensiva. La parentesi in Cina non lo ha rallentato: ha sempre mantenuto chiaro l’obiettivo di tornare competitivo nel calcio europeo, cosa che ha fatto con il suo ritorno all’Atletico. Poi la scelta di trasferirsi in Arabia Saudita, a 30 anni, per un’esperienza diversa, ma oggi, a 33 anni, Carrasco cerca una nuova rivincita. Non è più un profilo giovane e dinamico come quelli solitamente cercati dalla Roma, ma la sua esperienza e la voglia di dimostrare ancora il proprio valore potrebbero fare al caso di Gasperini e del gruppo.
Carrasco è uno di quei giocatori che, solo pochi anni fa, avrebbe attirato l’attenzione di qualsiasi squadra europea. Oggi si trova in una fase più avanzata della carriera e le cartucce a sua disposizione sono poche, ma la voglia di tornare in Europa e confrontarsi di nuovo con un calcio di alto livello potrebbe stimolare in lui quella scintilla necessaria per dimostrare ancora il suo valore. Alcuni sprazzi del suo talento la Roma li ha già potuti ammirare il 24 gennaio 2024, durante un’amichevole in cui il suo Al-Shabab affrontò i giallorossi guidati da De Rossi, perdendo 1-2. Il belga percepisce circa 13 milioni di stipendio, cifra non accessibile per le casse della Roma, anche se non sono ancora chiare le modalità per trovare un accordo con il club. In campo, Carrasco gioca solitamente a sinistra in un 4-4-2, ma con la Roma potrebbe adattarsi a più ruoli: avanzato tra i tre attaccanti o esterno nel centrocampo a quattro. Il livello e il ritmo della Serie A sono diversi da quelli dei campionati in cui ha militato di recente, e potrebbe avere qualche difficoltà a coprire tutta la fascia, ruolo attualmente ben gestito da Wesley. Più facile vederlo nei tre di attacco, dove la sua esperienza e il senso tattico possono fare la differenza. Con Carrasco, la Roma otterrebbe un esterno di sicura affidabilità, pronto a garantire più minuti rispetto al predecessore, Bailey.
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