Il dossier Roma a Mohammed bin Salman, il principe saudita miliardario dell’omicidio Kashoggi

È vicino al Newcastle, ma ha visionato tramite Goldman Sachs anche il club di Pallotta. Tra gli uomini più ricchi al mondo ha un patrimonio da 10 miliardi, ma l’Onu l’ha accusato dell’omicidio del giornalista in Turchia

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

Il principe cerca squadra. Mohammed bin Salman è l’erede all’ambitissimo trono dell’Arabia Saudita ed è l’uomo nelle mani del quale è finito il dossier Roma. Lo stop – almeno temporaneo – alla trattativa con Friedkin ha costretto Pallotta e Goldman Sachs a ripartire con le pratiche per la cessione del club, che prevede come primo step la ricerca di soci interessati in giro per il mondo. Quello dell’interesse del mondo arabo è storia vecchia (e lo stesso bin Salman era stato accostato ai giallorossi nel 2018), eppure gli abboccamenti non sono mai diventati ufficiali. A Mohammad bin Salman l’Italia e Roma piacciono, eppure sembra vicino all’acquisto del Newcastle in Inghilterra per circa 300 milioni di sterline. Guarda caso proprio la società su cui anche Pallotta aveva messo gli occhi quando era in odore di cessione. Il principe saudita – uno degli uomini più controversi di questa epoca – ha un patrimonio netto di circa 10 miliardi di euro. Senza parlare del PIF, il fondo d’investimento pubblico dell’Arabia Saudita, che gestisce beni per circa 368 miliardi. Insomma, se la Roma finisse nelle sue mani i tifosi non avrebbero di che preoccuparsi. Se invece, come sembra, l’accordo col Newcastle dovesse chiudersi, la speranza dei romanisti sarebbe quella di trovare un acquirente tra le sue infinite conoscenze.

Chi è Mohammed bin Salman, il principe miliardario saudita

Mohammed bin Salman è il principe ereditario saudita. Ha 34 anni (è nato a Gedda il 31 agosto del 1985) e succederà all’attuale sovrano, suo padre re Salman. Attualmente ricopre la carica di vice primo ministro e ministro della Difesa, ruolo dal quale ha imposto al padre la guerra nello Yemen e una dura contrapposizione all’Iraq. A differenza dei suoi fratelli e fratellastri non ha mai studiato all’estero ma è rimasto sempre a Riad, dove ha conseguito una laurea in giurisprudenza.

La sua scalata politica è partita nel 2015, quando il padre è diventato sovrano dell’Arabia Saudita: lo stesso giorno è stato nominato ministro della Difesa, segretario generale della Corte Reale e primo ministro, oltre che presidente del Consiglio per gli Affari Economici e di Sviluppo. A livello internazionale è riconosciuto come MbS ed è considerato uno dei politici più controversi della nostra epoca: solo due mesi fa – secondo il New York Times – ha ha fatto arrestare con l’accusa di tentativo di golpe suo zio Ahmed bin Abdulaziz (il fratello del re) e due suoi cugini. Probabilmente una mossa per eliminare possibili rivali come eredi al trono.

È sposato dal 2008 con Sara bint Mashhur bin Abdulaziz al-Sa’ud, sua cugina. Il principe Mohammed bin Salman e la moglie vivono nel palazzo reale al-Salam a Gedda e hanno quattro figli, due maschi e due femmine. Sara non partecipa mai ai viaggi ufficiali del marito e la sua identità è talmente tanto oggetto di riservatezza che anche solo una sua foto è introvabile. Secondo alcuni gossip il principe si sarebbe invaghito dell’attrice Lindsay Lohan, che avrebbe provato a conquistare con regali milionari da sogno.

mohammed bin salman

La politica di Mohammed bin Salman e l’omicidio Kashoggi

Il principe Mohammed bin Salman è molto vicino agli Stati Uniti di Trump, che infatti sono stati tra i principali sostenitori alla sua nomina come principe ereditario. Ha presentato il progetto Vision 2030, un programma di riforme che ha l’obiettivo di rinnovare tanti settori dell’Arabia Saudita, dall’economia alla giustizia. Secondo gli analisti politici la sua forza è quella di far coesistere passato e futuro: negli ultimi mesi ha permesso alle donne di tornare alla guida e di andare allo stadio, ha abolito la fustigazione per i reati minori e la pena di morte per chi ha commesso reati da minorenne. In più ha sempre mostrato dimestichezza con le “regole” occidentali: per esempio guarda negli occhi e stringe la mano alle donne che incontra, un’accortezza che nessun altro principe si permetterebbe di fare. È balzato sulle prime pagine di tutto il mondo per l’omicidio del giornalista Jamal Kashoggi, ucciso a Istanbul nell’ottobre 2018, di cui Mohammed bin Salman si è assunto una parziale responsabilità indiretta.

Mohammed bin Salman: l’acquisto del Newcastle e il patrimonio

 

Se sarà ufficializzato l’acquisto del Newcastle, le sue possibilità di salire sul treno Roma scenderebbero a capofitto. A frenare ancora il deal definitivo ci sono le pressioni della Premier League, non convinta dal personaggio. E di Amnesty International, che si è opposta pubblicamente ritenendolo uno dei principali responsabili di violazione di diritti umani in Arabia Saudita: “La Premier League rischia di diventare lo zimbello di coloro che vogliono usare il glamour e il prestigio del calcio inglese per coprire azioni profondamente immorali”.

Seppur impossibile, paradossalmente al principe Mohammed bin Salman non mancherebbero i fondi neanche per una doppia operazione, visto il patrimonio netto di circa 10 miliardi di euro. Recentemente ha acquistato la dimora Chateau Louis XVI alle porte di Parigi al prezzo di 280 milioni di euro. Ma il principe ha acquistato anche il quadro più costoso al mondo, il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci (per 450 milioni di dollari) e il suo yacht Serene per 500 milioni di euro.

 

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