Il derby perso e il baratro. Poi la rinascita con Garcia. Le pagelle del 2013

di finconsadmin

(iltempo.it – A. Austini) Il derby perso e il baratro. Poi la rinascita con Garcia. Ecco le pagelle del 2013 secondo Il Tempo.

 

De Sanctis 8

Chi l’avrebbe mai detto che un «vecchietto» scartato dal Napoli avrebbe risolto i problemi che durano da anni fra i pali giallorossi. Un solo scivolone a Bergamo, poi grandi parate ben distribuite che valgono punti d’oro.

 

Lobont 4

Quell’uscita avventata nel derby di Coppa Italia ha consegnato il trofeo alla Lazio.

Benatia 9

Un impatto mostruoso nella realtà romanista, è il miglior centrale del campionato in corso. Difende da leone e segna come un attaccante. Il simbolo del nuovo spirito combattente della squadra.

Castan 7.5

Fra i «meno peggio» nella scorsa stagione, spesso sottovalutato e ora giustamente esaltato: con Benatia ha formato una coppia praticamente perfetta. Alla faccia di chi diceva che non potessero giocare insieme.

Burdisso 5

Mai all’altezza dei titolari. L’impressione è che non si sia ancora ripreso del tutto dal terribile infortunio subìto in nazionale.

Maicon 6.5

Il sospetto di molti è che fosse arrivato al capolinea. Invece si è messo in testa di giocare il Mondiale e la Roma è il suo trampolino. Non più dominante ma comunque trascinatore quando avanza, in difesa lascia un po’ a desiderare.

Torosidis 6

Sempre pronto quando chiamato in causa, l’uomo giusto per far rifiatare Maicon.

Balzaretti 6

Uno dei peggiori nella prima parte del 2013 ma bravo a non arrendersi. Il gol nel derby gli ha ridato fiducia prima che la pubalgia lo mettesse ko.

Dodò 6

Comprimario per mesi, ora che ha più spazio dimostra di essere cresciuto anche se deve correggere molte cose nella fase difensiva. E non disperdere le sue dote tecniche in quella offensiva.

De Rossi 6

Per lui vale il discorso fatto sulla Roma tutta: prima parte da 4 e seconda da 8. Stava per andarsene dopo il derby perso, appena ha ritrovato una squadra vera attorno a sé è tornato ai livelli stellari di un tempo. Un segno del destino quel gol a Livorno che ha avviato la rinascita romanista.

Pjanic 7

Fra Zeman e Andreazzoli il suo talento era finito in soffitta. Grazie a Garcia è tornato un perno fondamentale del centrocampo:la doppietta al Napoli il momento più bello. Pochi in serie A hanno la sua qualità nei piedi. Deve solo diminuire quei passaggi a vuoto che ogni tanto lo limitano.

Strootman 8

Ha cambiato lo spessore della Roma in mezzo al campo. Carattere, tecnica, spiccato senso tattico: uno dei più completi in Italia con ampi margini di crescita.

Bradley 6

Spiccava nella Roma in crisi, fatica in quella che marcia a ritmo scudetto. La quantità, comunque utilissima in certi frangenti, non basta sempre a coprire l’assenza di qualità.

Florenzi 6.5

Da centrocampista è finito a fare l’attaccante esterno: nel nuovo ruolo ha dato il meglio di sé con gol e un moto perpetuo. Fisiologico il calo da un mese a questa parte.

Marquinho 5

Terzino, intermedio o attaccante, s’è girato tutto il campo senza mai incidere veramente.

Taddei 6

Esempio di longevità, è riuscito a ricavarsi uno spazietto nella Roma di Garcia grazie all’impegno che non è mai mancato.

Gervinho 8

L’esterno più imprevedibile del campionato, uno spettacolo assoluto vederlo giocare, nel bene e nel male. Quando manca lui la Roma non è la stessa cosa. I gol che sbaglia fanno parte del pacchetto.

Ljajic 6

Ha iniziato bene nei panni di uomo da utilizzare in corsa, poi si è perso sul più bello quando gli infortuni dei compagni gli hanno regalato il posto da titolare. Rispetto alla aspettative ha deluso, ma non gli manca la classe per imporsi.

Destro 7

Se la Roma avesse vinto la Coppa Italia avrebbe dovuto ringraziare soprattutto lui per averla portata in finale. L’infortunio gestito male lo ha tolto dalla scena, ma appena riemerso dal tunnel ha ripreso a segnare a raffica.

Borriello 5.5

Un gol decisivo con il Chievo e poco altro. Da lui è giusto aspettarsi qualcosa in più.

Totti 7

Ha poche responsabilità per il disastro della prima parte e tanti meriti nel meraviglioso cammino del nuovo corso. Riportato in area di rigore e tirato a lucido, ha imposto la sua classe come fa da oltre 20 anni. Appena si è fermato, la Roma ha perso la magia.

Garcia 8

Ha rimesso la chiesa al centro del villaggio e centrato un record storico. Uomo svolta

Pallotta 6

Senza Baldini e con Sabatini al comando, gli americani hanno fatto tesoro degli errori passati

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