Harakiri Roma

di Redazione, @forzaroma

(di Daniele Scasseddu) –La Roma si butta via. Non  basta quasi mezz’ora di grande calcio e due gol di vantaggio per evitare una sconfitta che sembra l’esatta fotocopia di quella subìta a settembre contro il Bologna. Non basta una partenza lanciata per domare l’Udinese, che ha avuto il merito di non mollare mai e di impedire alla Roma di ragionare, rimontando e trovando nel finale su rigore il gol della vittoria. La squadra di Zeman non riesce ad avere continuità nel corso dei 90 minuti. Uniche note positive l’esordio di Dodò e la buona prestazione di Lamela.

 

UNA ROMA SCELLERATA – La Roma crolla ancora. Come contro il Bologna il 16 settembre scorso, perde 3 a 2 all’Olimpico, sprecando il doppio vantaggioSuccede questo all’Olimpico nel posticipo della nona giornata. Succede che la Roma parte benissimo, gioca mezzora di alto calcio e poi si fermi. L’Udinese, allora, ne approfitta. Prima accorcia le distanze, poi, nella ripresa, pareggia e allo scadere, con un rigore a dir poco generoso assegnato dal pessimo arbitro Massa, con tanto di cucchiaio di Di Natale, ottiene i tre punti. E la Roma perde faccia e risultato. Dopo le due vittorie contro Atalanta e Genoa arriva il terzo ko in campionato la seconda sconfitta all’Olimpico, terra di conquista (un punto) anche per Catania e Sampdoria. Una partita difficile da decifrare ma non incomprensibile, Roma-Udinese vive anche e forse soprattutto sulla capacità di leggere la partita dalla panchina. Sa farlo bene Guidolin che sullo 0-2 impone ai suoi il pressing altissimo che manda in tilt la difesa giallorossa e con Badu al posto di Faraoni a inizio ripresa completa il controllo del centrocampo.

 

Non sa farlo Zeman, che vara una formazione sbilanciatissima e non sa fare tesoro dei segnali, molto chiari, che gli arrivano prima dell’intervallo, quando la Roma passa da un facile ed entusiasmante 2-0 con doppietta di Lamela a un 2-1 che profuma già di pareggio. Pjanic e Dodò, o almeno uno dei due, andavano tolti allora, e non quando col primo dei due gol di Di Natale si era sul 2-2. I subentrati Marquinho e Florenzi non hanno demeritato, ma tenere cucita una squadra spaccata in due e incapace di gestire le proprie risorse fisiche era quasi impossibile. Il rigore che decide la partita è un rigorino, il che aggiunto al 2-2 sospetto può dare adito a delle recriminazioni. Ma quando ci si suicida così zemanianamente c’è poco da discutere sull’invadenza di un arbitro di porta o sull’imprecisione di un guardalinee. Al contrario delle altre partite la Roma all’inizio dà spettacolo puro.

 

I gol potrebbero essere addirittura molti di più se Brkic non si superasse su Osvaldo e Lamela e se quest’ultimo non si divorasse due palle-gol prima di fare centro nella circostanza più difficile, praticamente dalla linea di fondo, e subito dopo di testa sull’imbeccata di Osvaldo. Ma come per incanto la Roma sparisce di colpo. La giovane difesa brasilero-giallorossa soffre l’altrui pressing e la mancanza di filtri a centrocampo. La Roma rischia l’inverosimile prima e dopo il gol di Domizzi e completa l’opera rientrando in campo con uguale atteggiamento e uguale formazione. Il 2-2 arriva subito e tutto il resto della ripresa fa comprendere che sarà più facile per l’Udinese affondare in contropiede che non per la Roma trovare un corridoio libero.L’opera è poi completata dall’assurdo rigore concesso e dalla beffarda realizzazione (cucchiaio) da parte di Di Natale. Bisogna rialzarsi subito, mercoledì si va a Parma.

 

 

RINASCITA LAMELA – Quinto gol in campionato, uno in meno di Cavani e Klose. In due mesi con Zeman, Lamela ha già superato il record personale di marcature in una stagione. Reti che lasciano però l’amaro in bocca. Soprattutto gli ultimi due gol non servono a nulla. Quando esce dagli spogliatoi, l’argentino è ancora frastornato: «È una sconfitta difficile da spiegare. Abbiamo perso in casa partendo da un vantaggio di 2-0. Loro hanno giocato bene, ma è successo il contrario di quanto abbiamo vissuto a Genova. Sono triste e arrabbiato per la sconfitta, come tutto lo spogliatoio». 

 

Lamela è cresciuto tanto. I progressi fatti in pochi mesi sono evidenti. Ormai è un titolare della Roma. E non va dimenticato che ha ancora solo vent’anni: «Sto facendo gol anche per merito della squadra come si è visto nel secondo gol. Tutti lavoriamo, sappiamo la maglia della Roma cosa significa. E siamo stati anche sfortunati. Personalmente non so cosa mi mancava, magari segnare di più. In questo gruppo siamo tutti titolari nella squadra anche quelli che non giocano. Se non chiudiamo le partite la colpa è di tutti, io oltre ai due gol segnati ne ho sbagliati altri due. A Zeman piace che gli attaccanti attacchino la porta avversaria e questo mi aiuta molto» . Il problema a questo punto è quello di registrare quanto più possibile la fase difensiva: «Ma dobbiamo difendere come fa una squadra, tutti attaccano e tutti difendono. Ora pensiamo subito al Parma, tornare subito in campo ci potrà aiutare a superare la sconfitta»

 

 

ASSEMBLEA DEI SOCI – L’assemblea dei soci svolta oggi alle 15 aTrigoria è stata solo un atto formale per l’approvazione davanti ai piccoli azionisti dell’ultimo bilancio chiuso al 30 giugno con una perdita di 58,4 milioni. L’unico altro punto all’ordine del giorno è la relazione sulle remunerazioni dei consiglieri e dei dirigenti strategici : solo il COO Fenucci ha percepito un compenso specifico e oggi è toccato proprio a lui  presiedere l’assemblea in assenza del presidente Pallotta e del vice Cappelli. Tra i temi di attualità resta la questione-stadio. La Roma non è ancora pronta ad annunciare l’area prescelta, ma le trattative con Parnasi per i terreni di Tor di Valle sono avviatissime. Il percorso, comunque, sarà lunghissimo. A maggior ragione se non si sbloccherà la legge ancora ferma in Senato che snellirebbe l’iter burocratico.La società lavora anche all’aumento di capitale. I 50 milioni della prima tranche sono già in cassa, ma la Consob ha chiesto di allegare al prospetto da inviare ai piccoli azionisti i dati dell’ultimo bilancio. I documenti sono stati consegnati e si attende l’approvazione della Consob per chiudere l’iter entro il 31 dicembre.

 

 

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