Giulini (presidente Cagliari): “A Roma faremo nostra gara, futuro è Zeman”

“Con la Roma dobbiamo fare la nostra partita. Il pallone e’ rotondo”

di finconsadmin

Con la Roma dobbiamo fare la nostra partita. Il pallone e’ rotondo. La prima sconfitta? Una brutta sensazione, ma paradossalmente finora e’ stata la nostra migliore partita, la squadra ha giocato per 90′. Il bilancio a livello di punti non e’ positivo, ma come gioco abbiamo fatto progressi rispetto a Catania e Sassuolo. E si vedono: domenica sarebbero stati piu’ giusti i tre punti”.

Domenica all’Olimpico sara’ una partita speciale per il Cagliari e per Zeman, ma anche per Tommaso Giulini, per lui sara’ la prima volta da presidente contro una big. Il ko con l’Atalanta ancora brucia. “Certe situazioni non ci sono piaciute – spiega il patron rossoblu’ all’ANSA -. Per quel che mi riguarda su Ibarbo era rigore ed espulsione e questo avrebbe cambiato la partita. In piu’ la beffa della multa per simulazione: non era clamoroso, ma il portiere ha toccato Ibarbo. Altra beffa: quelle immagini non sono state trasmesse in tv, forse se le sono dimenticate”.

Con Zeman “il rapporto e’ ottimo, ci confrontiamo abbastanza spesso. Per il Cagliari del futuro penso solo a Zeman. Sta lavorando con tutti per portare la squadra al top soprattutto per vedere in campo i movimenti quelli che lui che chiede. A volte ci mancano i tempi giusti a centrocampo”.

Giulini, 37 anni, e’ il presidente piu’ giovane del calcio italiano, ma se gli dicono che e’ inesperto lui risponde che le cose non stanno proprio cosi’. Dopo la ultraventennale gestione Cellino, la sua scommessa e’ stata ripartire dai giovani con Zeman come “maestro”. “Con poca modestia non credo che ci siano tanti presidenti che sono diventati tali conoscendo il calcio quanto lo conosco io. Non credo che altri presidenti entrati per la prima volta nel calcio possano avere la stessa esperienza che ho io. Sono molto piu’ esperto di calcio, non dico di altre cose, di chi e’ magari diventato presidente senza averci mai giocato (Giulini e’ stato portiere nelle giovanili Milan, ndr) e senza aver avuto una lunga esperienza in un’altra societa’ (fino a qualche anno fa era nel CdA dell’Inter, ndr). Sono cose che io ho fatto da quando ero ragazzino”. 

Guardando avanti e al traguardo del centenario del club nel 2020 a Giulini non dispiacerebbe “potermi giocare quella stagione a un livello piu’ alto di quello attuale, avere la possibilita’ di ambire ai primi cinque. Lavoriamo per una graduale crescita crescita anche se non siamo negli anni settanta questo erano possibili sorprese incredibili. Oggi per poter ambire a posizioni importanti, anche nel giro di 5-6 anni c’e’ un grande lavoro da fare”.

L’obiettivo immediato invece “e’ di salvarci rapidamente con parecchie giornate di anticipo per poi magari puntare ad arrivare ai primi dieci. Al primo anno sarebbe un grandissimo risultato”. Quanto al nuovo stadio ha idee molto chiare: “Non sara’ privato perche’ sara’ una concessione del Comune di Cagliari, dovrebbe rinascere esattamente dove e’ oggi. Ristrutturato? No, uno stadio nuovo”. Mercato ancora aperto per il Cagliari: non e’ ancora tramontata la pista Husbauer. “Sto aspettando con interesse Napoli-Sparta Praga, mi auguro che giochi dal primo minuto. Voglio vedere che impatto ha sulla partita in un campo cosi’ difficile come il San Paolo, mi auguro che giochi”. Cagliari non cerca una punta di peso in mezzo all’area: “Longo ha queste caratteristiche, puntiamo sulla sua crescita”. Il palazzo? “Ci sono molte decisioni collegiali prese con gli altri club – conclude – E’ importante coltivare rapporti con tutto il sistema. Ma bisogna trovare dei meccanismi che poi effettivamente tutelino non solo le grandi squadre, ma che tutelino anche le squadre della fascia del Cagliari: lavoreremo in questa direzione”.

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