Giuseppe Giannini ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero. Di seguito le parole dell'ex capitano della Roma, con un breve passato anche in maglia azzurra, sulla lotta per la qualificazione alla prossima Champions League: "Alla fine, io penso che Inter, Milan e Napoli siano quelle più avvantaggiate che si giocheranno le prime tre posizioni. La Roma se la giocherà con la Juventus per la quarta posizione. Domenica sarà un turno favorevole alla Roma se riuscirà a battere la Cremonese, perché ci sono gli scontri diretti, ovvero Juve-Como e Atalanta-Napoli. Io spero ci sia la Roma tra le prime quattro a fine anno". E sul possibile ritorno di Totti: "Sarebbe importante. Questo fa pensare che gli americani sono svegli. L’immagine di Francesco nel club dà prestigio, sicurezza e affetto ulteriore da parte della gente. Totti è la storia della Roma, è quello che ha fatto più gol, ha iniziato e finito con la Roma. Può fare bene, assolutamente. È un esempio, l’attaccamento Francesco lo rappresenta benissimo. Una figura così è importante averla". Un pensiero anche sull'Atalanta di Palladino: "Fa bene ad avere questo atteggiamento. L’allenatore deve far sentire tutti importanti. Tatticamente è bravo, si avvicina a ciò che fa Gasperini con la Roma. Mi piace, sta dimostrando di essere preparato e i numeri parlano chiaro".

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Giannini: “Totti storia della Roma, darebbe prestigio. Champions? Lotta con la Juve”
Non è mancato un ricordo di Maradona e sul ruolo del numero 1o nel calcio di oggi: "Hanno leggermente spostato, nel calcio di oggi, il ruolo del numero 10 sugli esterni. Di solito è il giocatore che si sacrifica meno nel momento in cui una squadra perde palla. Quindi, viene messo sull’esterno e copre comunque un po’ di campo. Tante volte mi viene in mente Totti, con Zeman giocava alto a sinistra. Non ci sono molti numeri 10 in giro. Uno dei pochi in giro è Nico Paz. Maradona? C’era tanta ammirazione. Quando arrivavamo al San Paolo e c’era una nuvola di poliziotti, vedevi che c’era Maradona che palleggiava nel riscaldamento. Era uno spettacolo, tirava questa palla sul muro negli spogliatoi e tutti lo guardavamo. Facevamo finta di fare stretching per guardarlo. È stato il più grande, va riconosciuto e va detto non solo da me, ma da tutti quanti. Lui venne a Roma per una manifestazione e andai a trovarlo in albergo, c’era anche Bagni. Mi aveva detto che gli sarebbe piaciuto se avessimo giocato insieme al Napoli. C’è stato un qualcosa un attimo prima che il Napoli acquistasse Romano. C’era stato un approccio. Poi il Napoli prese Romano e io rimasi a Roma. Ma mi aveva fatto molto piacere, dentro di me c’era orgoglio".
Un commento anche sul gemellaggio Napoli-Roma: "È sempre stata una cosa nei miei pensieri e nella mia gioventù. Era bello il gemellaggio e il derby del sud. Vedevi le macchine che venivano da Napoli con i tifosi e viceversa. Poi si è perso tutto dopo quell’episodio disastroso e brutto. Mi piacerebbe rivedere due grandi tifoserie, due popoli che hanno calore e affetto. Mi piacerebbe rivederli non dico per dimenticare, perché non si può visto che l’episodio Ciro Esposito è stato brutto e infame. Per noi dentro l’ambiente è stato brutto vedere non andare d’accordo due popoli che per mentalità sono simili". Infine un retroscena di mercato che lo ha visto protagonista: "Ho detto no alla Juventus insieme a Viola. L’ultimo anno a Roma andai via, mi chiamò Moggi per dirmi che mi proponeva un anno di contratto e io rifiutai. Non sarei andato per un anno. Lui mi disse che se avessi dimostrato di star bene, avrebbero prolungato. C’era anche la Fiorentina. Poi andai a Graz. La mia carriera è andata in quel modo e sono contento di ciò che è stato e che ho fatto. Uno deve sempre rapportarsi a quel momento. Io stavo a Roma, tifoso della Roma, meglio di così? Con il cambio di proprietà, Sensi mise delle condizioni e una di queste riguardava il mio addio".
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