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Gerini: “Ho amato la scelta di De Rossi. La società dovrebbe parlare di più ai tifosi”

Gerini: “Ho amato la scelta di De Rossi. La società dovrebbe parlare di più ai tifosi” - immagine 1
"Che qualcuno parli ed unisca i romanisti è necessario, non dico di ricordare la famiglia Viola, ma neanche l'eclissarsi totale che viviamo attualemte" ha detto l'attrice
Redazione

Claudia Gerini è una delle più note attrici romane che ha recitato spesso sugli schermi di cinema e televisioni italiane. Nel corso dei suoi quarant'anni di carriera non ha mai nascosto la sua passione ed il suo tifo per la Roma e oggi, nel corso di una trasmissione radiofonica su TeleRadioStereo ha analizzato lo stato di forma contemporaneo dei giallorossi, soffermandosi anche e soprattuto sulla scelta di De Rossi come successore di José Mourinho. Di seguito le parole dell'attrice:

Come ha vissuto il passaggio da José Mourinho a Daniele De Rossi? “Si sapeva che Mourinho sarebbe dovuto andare via, ma è stata una cosa abbastanza improvvisa. L’arrivo di De Rossi l’abbiamo abbracciato un po’ tutti con speranza. Tutti gli allenatori mettono a servizio della squadra la propria competenza, De Rossi ha sudato per la Roma da giocatore e ho amato la sua scelta. Immagino sia stata una scelta ragionata, mi sembra molto preparato e sicuramente ci mette quell’amore che magari un allenatore qualunque non ci metterebbe”.

Da regista, che ruolo darebbe a Mourinho e De Rossi? “De Rossi ha la bella faccia del profeta, con la sua barba lo vedrei bene come condottiero romano. Un novello Giulio Cesare, per farla in modo romantico: l’occhio azzurro e il portamento fiero lo caratterizzano. Mourinho non lo so, forse l’informatore in Suburra: è misterioso, vuole essere a capo di vari tipi di affari. Tutto ciò usando la fantasia, ovviamente. Pensando a Suburra, però, non posso non associare De Rossi a Borghi…”.

Come riesce a conciliare la passione per la Roma con i vari impegni di cinema e teatro? “Ho fatto un film a Palmi con i Fratelli Manetti, che dovrebbe uscire tra poco: anche loro sono romanisti sfegatati. A Palmi, in Calabria, c’era un Roma Club e ovviamente quando c’era la partita fermavamo il set e guardavamo la partita. Ho seguito la Roma anche dal Nepal. Concilio la passione, come tutti, con il lavoro, visto che a volte mi capita di avere impegni anche in notturna. Ultimamente, purtroppo, sto andando meno allo stadio e questo mi dispiace: giovedì non ci sarò, ma al derby sicuramente sì. Quando posso però, dove vado vado, seguo sempre la Roma e tengo il mio cuore acceso”.

Da esperta comunicatrice, come vive questa non-comunicazione da parte della proprietà americana? “Non ci sono segnali di grandi strategie o altro, questo manca tantissimo. Non dico ricordare la famiglia Viola, ma neanche l’eclissarsi totale che viviamo attualmente. E’ necessario qualcuno che parli e unisca i tifosi, magari anche tramite qualcuno della dirigenza”.

Come si spiega il fatto che Roma continui a sfornare attori e attrici di alto livello? “Roma ha sempre sfornato grandi talenti, allora e anche oggi. C’è una grande scuola che è una fucina di attori di alto livello. A Roma siamo tanti, sicuramente il bacino d’utenza è più ampio. Roma e Napoli, tra le altre città, sfornano tanti attori. Qui, poi, c’è il cinema, Roma è un centro importante per il cinema sotto più punti di vista. Nel DNA del romano, poi, c’è questa parte attoriale”.

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