Genoa-Roma, tocca a Mayoral: ecco come cambiano i giallorossi

Senza Dzeko contro il Genoa la squadra di Fonseca si affiderà allo spagnolo: intesa tutta da scoprire con Pedro e Mkhitaryan, le incognite non mancano

di Iacopo Erba

Dzeko out, Mayoral in. La positività al coronavirus dell’attaccante bosniaco costringerà la Roma a scendere in campo domani senza il proprio riferimento offensivo principale. Un’assenza che non può che pesare come un macigno sulle dinamiche tecnico-tattiche della squadra, soprattutto considerate le caratteristiche uniche del bomber giallorosso. A prendere il suo posto al centro dell’attacco sarà Borja Mayoral: per lo spagnolo sarà la prima gara in assoluto da titolare in campionato dopo la doppietta messa a segno in Europa League con il Cluj. L’ex Real Madrid sarà chiamato a far vedere dei passi in avanti significativi, visto l’approccio non proprio semplicissimo con la nostra Serie A.

Tra Dzeko e Mayoral ci sono delle differenze evidenti sul piano delle caratteristiche tecniche. A subire l’impatto di questa diversità saranno soprattutto Pedro e Mkhitaryan, che saranno costretti, in un certo senso, a ripensare la loro proposta offensiva.

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L’unicità dei tre tenori

 

Per larghi tratti in questa stagione il tridente Pedro-Mkhitaryan-Dzeko ha trascinato la Roma. A stupire è stata soprattutto la facilità con cui i giallorossi hanno dimostrato di saper attaccare la profondità, sfruttando anche l’ottimo dinamismo tra le linee di uno straripante Veretout. Una naturalezza derivante non soltanto dalle spiccate qualità tecniche dei tre tenori offensivi, ma anche dalla bravura di Fonseca nel lavorare su una squadra priva di reali punti di riferimento.

Le qualità di regista offensivo di Dzeko consentono spesso al bosniaco di svariare su tutto il fronte offensivo, abbassandosi e lanciando così nello spazio i compagni. Peculiarità assoluta di questa Roma è che la punta si trova spesso alle spalle dei due trequartisti, che hanno poi la responsabilità diretta della chiusura dell’azione: anche grazie a questa impostazione Pedro ha già raggiunto quota 3 gol stagionali in campionato, mentre Mkhitaryan risulta essere al momento il miglior assistman della competizione. Il gol del 2 a 0 contro la Fiorentina è la prova lampante: Dzeko inventa, Mkhitaryan rifinisce, Pedro spedisce in rete. E la Roma vince e convince.

LaPresse

Mayoral e la necessità di una spalla

 

Rispetto a Dzeko, Borja Mayoral ha caratteristiche profondamente diverse: lo spagnolo è sempre stato abituato, nel Levante così come nel Real Madrid, ad essere rifornito di palloni piuttosto che a creare gioco. Altro aspetto da considerare è la porzione di campo nettamente inferiore mediamente coperta dal nativo di Parla e la sua scarsa predisposizione al sacrificio in fase di non possesso, limite che complica la vita anche al resto della squadra quando l’obiettivo diventa la riconquista rapida del pallone.

Le difficoltà nelle sfide contro Young Boys e Cska Sofia hanno spinto Fonseca a facilitargli di più la vita avanzando Mkhitaryan nel ruolo di seconda punta giovedì scorso contro il Cluj: un supporto che ha permesso a Mayoral di pensare soltanto a ritagliarsi una finestra tra le maglie della difesa avversaria per cercare la via del gol.

Le incognite in vista del Genoa

 

Come influirà la presenza di Mayoral sul gioco dei due trequartisti? Le incognite, in questo senso, sono molte: il centravanti scuola Real Madrid è un centravanti abile nella protezione del pallone, ma non fa né dell’attacco alla profondità né del gioco aereo due armi del proprio arsenale.

Queste caratteristiche potrebbero rendere pericolosamente monotematica la manovra giallorossa, costringendo di fatto la squadra a cercare l’ex Levante soltanto sui piedi per lasciarlo poi fare a sportellate contro i difensori rossoblu. Per risultare pericolosa, la Roma non avrà altra scelta se non quella di fare enorme densità all’interno dell’area di rigore avversaria, caratteristica che storicamente è sempre mancata nel corso dell’ultimo periodo con Paulo Fonseca in panchina. Mayoral, insomma, costringerà i giallorossi a ripensare sé stessi. Un processo mai semplice, tantomeno in tempi così ristretti.

 

 

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