Gian Piero Gasperini ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sport Mediaset alla vigilia di Roma-Torino, gara valida per gli ottavi di Coppa Italia e in programma martedì 13 gennaio (domani) con fischio d'inizio alle 21 allo Stadio Olimpico. Di seguito le parole del tecnico giallorosso alla vigilia della sfida con i granata:

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Gasperini: “Per la Roma la finale in casa è un’opportunità. Raspadori? Non so nulla”
Arriva il primo snodo importante per la Roma, in Coppa Italia: una competizione che lei conosce bene, ma ha perso tre finali con l'Atalanta. "Con l'Atalanta per tre volte non siamo riusciti a vincerla, è rimasto un grande rammarico. All'inizio non è una competizione tanto seguita, ma man mano andando avanti diventa molto importante e tutte ci tengono moltissimo. Infatti alla fine ci sono le squadre migliori".
Per la Roma la Coppa Italia è un obiettivo? "Per la Roma c'è sempre l'opportunità di fare la finale in casa, a Roma, e sarebbe fondamentale. Il percorso però da qui in avanti diventa impegnativo: c'è il Torino, poi eventualmente l'Inter e le squadre più forti del campionato".
Contro il Torino arrivò la prima sconfitta in campionato della Roma: ora è cambiato tutto, ma che squadra si aspetta? "Il Torino conferma di essere una squadra molto solida e pericolosa. Magari non riesce ad avere la continuità per arrivare nelle posizioni più alte in classifica, ma rimane ostica da affrontare. In campionato è stata la nostra prima sconfitta, ma ricordo che faceva un caldo impossibile: niente a che vedere con le temperature attuali".
All'epoca forse poteva fare qualche calcolo in più su chi schierare, mentre oggi i calcoli può farli solo Baroni? "Domani sono nelle situazione migliore possibili, sarà molto improbabile che sbagli formazione. Almeno in attacco. Vedremo".
Ferguson non ce la farà? "Non credo ce la farà, ha subito una forte contusione che gli ha creato un'ematoma importante. Per domani non sarà sicuramente utile".
Pensa a cosa sarebbe oggi la Roma se non avesse perso contro il Torino? "Siamo una squadra atipica, o vinciamo o perdiamo. Abbiamo vinto tante partite e ne abbiamo persa qualcuna di troppo. Dobbiamo essere contenti del percorso che abbiamo fatto, 39 punti sono un bel bottino e ci permettono di affrontare tutte le competizioni con fiducia".
La Roma col Sassuolo è stata davvero tanto gasperiniana? "Questa è una squadra che è cresciuta sotto questo aspetto, sicuramente se abbiamo fatto un numero di vittorie vuol dire che siamo una squadra difficile da incontrare e da superare. Anche in termini di gioco, rispetto a inizio campionato che pure avevamo fatto qualche vittoria, credo che adesso la squadra sia molto più identificata".
La Roma sa esaltarsi nelle difficoltà? "E' un grande merito dei giocatori e un po' di tutto l'ambiente, che nelle difficoltà si compatta ancora di più. Riusciamo a tirare fuori qualche energia superiore, ma questa è una cosa che avevo notato in questo gruppo fin dai primi giorni di ritiro. Forse è la caratteristica che più ci identifica in questo momento e che ha permesso alla Roma di essere in questa posizione in classifica".
Si vede la luce in fondo al tunnel per gli altri infortuni? "Per Dovbyk forse un po' di più, purtroppo ha avuto infortuni molto lunghi. Noi non abbiamo avuto tanti infortuni quest'anno, ma sono stati tutti concentrati in attacco e quindi soffri un po'. Baldanzi e Pellegrini ormai sono vicini al recupero".
Come si spiega questi infortuni? "Hanno riguardato un numero molto ristretto di giocatori. Soprattutto Bailey e Dovbyk, un po' Ferguson e qualche volta Dybala. Per fortuna ho tanti highlander a centrocampo e in difesa, finora sono stati indistruttibili".
Ndicka sarà della partita già domani? "Non lo so, direi di sì. Non so se dall'inizio o a partita in corso, l'importante è che sia a posto domenica in campionato".
In che cosa sente la vicinanza e la presenza della proprietà? "Non è solo una questione di energia, che indubbiamente trasmettono. Vivendo qui, a Roma, possono avere la percezione di quello che può servire a questa società. Loro sono sicuramente dei grandi imprenditori, che hanno la capacità di individuare al meglio quello che può essere utile per una migliore strategia futura, non tanto nell'immediato ma in quelle che saranno le scelte future, rimanendo costantemente e per qualche settimana a contatto con la realtà della società".
La proprietà ha scelto di non parlare. "Il mercato è fatto di queste situazioni. Se ne parla tantissimo, fuori, poi la realtà dei fatti è che poi i contratti sono molto pochi. Evidentemente piace alla gente, piace parlare e pensare al mercato. A volte è più interessante questo che le partite in assoluto".
Vuole aggiungere qualcosa alla telenovela Raspadori? "Non ne sono a conoscenza, non saprei che cosa aggiungere".
Oggi quali sono i punti di attrazione maggiore per la Roma in ottica mercato? "Quello che più può essere interessante per un giocatore è avere dietro un grande entusiasmo e una grande piazza, è qualcosa di assolutamente interessante. Quello che dobbiamo cercare di fare noi è farli sentire parte di un progetto e di una squadra forte che può raggiungere dei risultati, che vogliano gratificare quella che è la loro carriera".
Gli obiettivi vanno in tal senso? "Certo, è fondamentale che il contorno sia in grado e capace di creare questi presupposti affinché anche i giocatori vedono nella Roma la possibilità di ottenere dei traguardi".
Quale è l'obiettivo della Roma? "Il girone d'andata è stato molto molto positivo, sia per l'atteggiamento dei giocatori sia per le prestazioni fatte. Questo dà la sensazione che abbiamo un nocciolo duro competitivo. Il campionato è difficile, le big sono molto ben attrezzate e hanno sbagliato poco. Noi siamo lì con loro, il nostro obiettivo è staccare un po' quello dietro e cercare di reggere quella posizione. La corsa è sulla Juventus? Su chi capita, la Juventus ora magari è la più vicina ma dobbiamo guardare al nostro percorso".
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