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forzaroma news as roma Gasperini: “Mi hanno sempre detto che a Roma non si può fare calcio, ma non è così”

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Gasperini: “Mi hanno sempre detto che a Roma non si può fare calcio, ma non è così”

Daniele Aloisi
Daniele Aloisi Collaboratore 
Il tecnico giallorosso alla presentazione de 'L'ultima danza di Maradona': "Abbiamo vissuto dei momenti positivi, non so quando andrà peggio e forse diventerà difficile"

Compleanno nel segno di Diego Armando Maradona per Gian Piero Gasperini, che oggi compie 68 anni. L'allenatore della Roma, ora quarto in classifica in una stagione finora di alto livello, è stato l'ospite d'onore al Circolo Canottieri Aniene per la presentazione del libro di Giancarlo Dotto 'L'ultima danza di Maradona'. Il tecnico giallorosso sul palco ha raccontato un po' di sé e di quegli anni, ma anche della Roma.

Aveva un idolo? "Ho avuto la fortuna di giocare negli anni 80 in Serie A e nel campionato italiano c’erano i giocatori più forti al livello mondiale come Matthaus e Maradona. Da bambino seguivo la Juventus e il mio idolo era Sivori. Era il calciatore che tutti cercavamo di imitare. È difficile dire chi è il giocatore più forte in assoluto, prima si vedevamo di meno. C’erano le figurine e molta ideologia sul giocatore e lo enfatizzavi al limite. Adesso li puoi vedere in qualunque situazione. I bambini adesso li conoscono tutti attraverso la Play Station, non hanno più un solo idolo".

In cosa la Roma le sembra diversa da tutte le altre squadre che ha allenato? "Il calcio è straordinario. Qui c’è una grandissima passione ma è anche vero che in tutti i posti c’è una passione incredibile, anche a Bergamo e a Genova. A Roma le dimensioni sono diverse, una città molto grande con una percentuale un po’ laziale e molto romanista. C’è un’identificazione nella città ed è difficile da trovare da altre parti. Se vai a Milano posso essere anche in un’altra grande metropoli. È un attaccamento diverso. A me hanno sempre detto 'attento che a Roma non si può fare calcio', ma non sono d’accordo. Abbiamo vissuto dei momenti positivi, non so quando andrà peggio e forse diventerà difficile. Ci sono tante radio, se vai sul taxi si parla di Roma ma credo sia una forza. Se le cose vanno bene è una grande spinta".

Lei vuole vivere la città. "L’ho sempre fatto, ho sempre cercato di non vivere ai margini. Ero abituato ad una città più piccola ma non volevo vivere fuori. È splendida. Ho da fare un tragitto lungo verso Trigoria, quando passo per Via dei Serpenti vedo il Colosseo e inizio già bene la giornata".