Mettere in dubbio la correttezza di Roma e Udinese nel giorno in cui a Ndicka era stato diagnosticato un sospetto infarto fa schifo e basta

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A Gasperino il Carbonaro non tornavano i conti. E quella scena storica del Marchese del Grillo faceva decisamente tanto ridere. Non fanno ridere, per niente, invece i conti di Gasperini. Uno che di simpatico non ha probabilmente nemmeno il pesce rosso. La frase sgradevole tirata fuori ieri per commentare le polemiche sul rinvio di Atalanta-Fiorentina non fa ridere per niente. Mettere in dubbio la correttezza di Roma e Udinese nel giorno in cui a Ndicka era stato diagnosticato un sospetto infarto fa schifo e basta. Gasperini, bravo allenatore per carità, ha fatto il verso di Lotito e ha risposto acidamente a chi legittimamente vede nel rinvio di Atalanta-Fiorentina a giugno una storpiatura della regolarità del campionato. Nessuno lo ha tirato in ballo, nessuno ha accusato il suo club. Tanto è che dalla Fiorentina non si è alzata mezza parola. E comunque bastava “difendersi” (da cosa poi?) esponendo la possibilità dei bergamaschi di giocare due finali. Sarebbe stato un esercizio di spavalderia senza scadere nello squallore.

Gasperini Olympique de Marseille v Atalanta BC: Semi-Final First Leg - UEFA Europa League 2023/24

Ma Gasp (che Dio ce ne scampi a vita sulla panchina della Roma, qualcuno ci aveva pure pensato) è fatto così. Male. Come quando insultò un ispettore durante un controllo a sorpresa e inveito contro l’intero sistema antidoping, “interrompendo - si legge della nota del procuratore - un test in corso su un calciatore dell’Atalanta e obbligando il giocatore ad andare ad allenarsi”. Come quando censurò un giornalista in conferenza stampa. "Tu non puoi fare domande - ha detto Gasp al malcapitato - Dopo l'articolo che hai scritto ti presenti ancora qua? Manda qualcun altro, o sennò scrivi quello che vuoi”. Come quando sminuì i cori razzisti verso Vlahovic e il caso Juan Jesus-Acerbi. Il Guardian sentenzò: “Le parole di Gasperini sul razzismo esempio di una mentalità deprimente”. E quando litigò platealmente con i tifosi di Firenze e Napoli. O disse “faccia di m…” al quarto uomo di Bologna-Atalanta e “fogna” al presidente viola Commisso. Non a caso tanti suoi ex giocatori recentemente ne hanno parlato in termini decisamente poco edificanti. Insomma Gasperini non dia l’esempio, lo diciamo per i nostri figli. Il suo è un codice rosso di etica sportiva. E da ieri anche di umanità. Per tutto il resto auguriamo alla sua Atalanta di conquistare un trofeo. Sarebbe pure ora dopo anni passati a vedere gli altri club alzare le coppe. A lui basta alzare i polveroni. Ma quelli, secondo il karma, possono tornare indietro con grande facilità.

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