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Getty Images
L'obiettivo della Roma è la Champions (non per forza subito), e Ranieri l'ha ribadito anche ieri, ma per raggiungerla - soprattutto in un campionato molto tattico e "bloccato" come la Serie A - i giallorossi devono assolutamente migliorare offensivamente. Si è parlato tanto e giustamente di attacco (i 4 colpi di mercato invernale lo dimostrano), ma c'è una zona in cui la Roma è ancora molto carente: le corsie esterne. Gli esterni di centrocampo (in gergo i "quinti", anche se dovremmo parlare di "quarti" visto il 3-4-2-1 di Gasp) fissano l'ampiezza e partecipano molto in entrambe le fasi, un ruolo e una zona chiave per il gioco di Gasp: spesso chi vince la battaglia sulle corsie finisce anche per portare a casa i tre punti e quest'anno alla Roma è successo poche volte. L'idea di Massara era quella di regalare a Gasp Niccolò Fortini, esterno classe 2006 in scadenza di proprietà della Fiorentina, ma alla fine i viola non hanno ceduto e la Roma dovrà quindi sistemare le fasce a partire dal prossimo giugno.
È il primo anno di Gasperini sulla panchina della Roma, una stagione di transizione in cui le cose stanno andando anche meglio del previsto, ma è dalla prossima che si inizierà davvero a vedere una squadra più simile alla sua ex Atalanta per ritmo e caratteristiche. L'arrivo di Wesley (non a caso chiesto a gran voce proprio dal tecnico) è stata una manna dal cielo per uno dei reparti - almeno statisticamente - peggiori di tutta la Serie A. Il brasiliano è per distacco l'esterno più pericoloso dei giallorossi (già a 3 gol, di cui due decisivi) e, al contrario di quanto si potesse immaginare, non sta nemmeno subendo il confronto a livello fisico con i pari ruolo del campionato italiano. Rensch, Tsimikas e Celik (tornato in pianta stabile a centrocampo) segnano poco e creano ancor meno: il paragone con gli esterni delle big di Serie A - le concorrenti per un posto in Champions - è davvero sconfortante e fotografa in maniera chiara le difficoltà della Roma nel creare occasioni da gol. Di seguito il grafico che tiene conto dei gol segnati e delle occasioni create (expected assist) ogni 90' dagli esterni di Roma, Inter, Milan, Napoli, Juventus e Atalanta (la media dei 4 giocatori con più minuti in quel ruolo):
In alto e a destra = si crea e si segna tanto (Como escluso dato che gioca a 4)
In basso a sinistra c'è la Roma senza il contributo di Wesley (al pari di squadre in lotta per la salvezza come il Lecce).
Così come per l'attacco (anche Pellegrini e Dybala potrebbero salutare), a partire da giugno la Roma andrà incontro ad una vera e propria rivoluzione anche sulle fasce, con profili più giovani e adatti al gioco di Gasperini. Celik è in scadenza di contratto e ha chiesto alla Roma un prolungamento vicino ai 4 milioni netti a stagione, la stessa cifra percepita da Dimarco che all'Inter - nello stesso ruolo - assicura un rendimento da attaccante (5 gol e 8 assist in 21 partite quest'anno) oltre alle 21 big chance create - il doppio rispetto Nico Paz - e 20 in più di Celik. Tsimikas - rimasto con le valigie in mano durante tutta la sessione invernale - tornerà al Liverpool a giugno e Rensch potrà essere un giocatore di rotazione (magari anche come braccetto destro) ma certamente non un titolare nella squadra che immagina Gasperini.
Il calcio va verso il futuro e la Roma non vuole (e non deve) rimanere indietro. Basta instant team e ingaggi monstre: anche sulle fasce i giallorossi dovranno investire bene per creare quanto prima una squadra a immagine e somiglianza di Gasperini - che ha concetti e richieste ben chiare. La Roma avrà bisogno di una rivoluzione e puntare sui giovani non è una scommessa: è una necessità per un club che vuole tornare grande nei prossimi anni seguendo le istruzioni di uno degli allenatori che più hanno rivoluzionato il calcio nell'ultimo decennio.
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