Garcia-Norman-Lippie: la divisione dei poteri comincia a funzionare

Il tecnico e i suoi due nuovi collaboratori: rapporto voluto dall’alto ma dalla cui buona riuscita dipende molto del destino della Roma. A giudicare dai suoi primi passi il trio sembra incamminato sulla giusta strada

di Bruno Di Benedetto, @BrunoDibe

PINZOLO – “Il ritiro serve a preparare fisicamente la stagione e a cementificare il gruppo”: i metodi di allenamento cambiano, la tecnologia avanza, ma tale asserto continua a rimanere vero nel tempo. E non vale solo per i calciatori, ma anche per coloro che si occupano di guidarli e dirigerli. Ad oggi, 7 luglio 2015, la Roma dei calciatori è cambiata di poco, quella degli allenatori invece è stata decisamente rivoluzionata.

Rudi Garcia, Darcy Norman e Ed Lippie. La rifondazione della Roma dipenderà molto dall’intesa tra questi tre personaggi, riuniti per volere della dirigenza al fine di ovviare agli errori del passato. Si è parlato di una scelta diretta anche ad un ridimensionamento dei poteri del mister.

Lui però appare sereno e al mattino, prima che i suoi scendano in campo, si occupa per quasi mezz’ora di firmare autografi e di farsi fotografare dai tifosi, sempre sorridente, sempre gentile.  Il fatto però che poco dopo, mentre la squadra lavorava sul potenziamento fisico, il tecnico si sia assentato per un’altra buona mezz’ora assieme ai suoi fedelissimi Fichaux e Bompard, può in effetti dare conferma di quella più netta separazione dei compiti che era stata annunciata nelle scorse settimane.

I due nuovi sembrano invece inseparabili; se si fa eccezione per i momenti in cui lo staff è costretto a sparpagliarsi in campo per meglio dirigere i giocatori, Lippie e Norman non si allontanano mai l’uno dall’altro. Soprattutto prima dell’allenamento è possibile vederli passeggiare dalle parti della palestra: parlottano in inglese e si conoscono, sempre meglio.

Ricompaiono i palloni sul campo, ricompare anche Rudi Garcia. Nella sessione pomeridiana il mister si è piazzato in mezzo al campo, affiancato dai suoi due nuovi collaboratori. Rivolti verso la tribuna stampa, chiacchieravano l’un l’altro e ad un certo punto sono scoppiati tutti e tre in una grassa risata, buon segno per loro e per la Roma. Per il resto dell’allenamento Rudi ha diretto le operazioni da capo assoluto, osservando la partitella e ordinandone le diverse fasi. E’ ancora presto per dirlo forse, ma questo rapporto così decisivo per i destini giallorossi, sembra essere iniziato con il piede giusto.

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