Garcia: “Solo lottando insieme usciremo da questo momento difficile” – AUDIO

L’allenatore in conferenza stampa: “La mia prospettiva però arriva solo fino a domani. Dobbiamo concentrarci sulla partita più importante della stagione che è la prossima, possiamo solo fare così”

di Redazione, @forzaroma

Restare uniti e trovare un modo per cercare di rialzarsi, a qualunque costo. Dopo l’amara sconfitta subita negli ottavi di finale di Europa League contro la Fiorentina ha scosso il mondo Roma. In seguito all’eliminazione di giovedì scorso, è arrivata prima la contestazione e poi il ritiro, deciso insieme dalla società e dal mister Rudi Garcia. “Io volevo che stessimo insieme, volevo partire ieri per allenami già questa mattina sul sintetico di Cesena. Per questo siamo partiti presto e ci alleneremo oggi pomeriggio. Usciremo da questo momento difficile tutti insieme“. L’ambiente, però, continua a vivere nel totale sconforto. La squadra giallorossa è passata, in pochi mesi, dal lottare per lo scudetto e nell’Europa che conta, a doversi difendere dagli attacchi di Lazio e Napoli, che ora sono lì a soffiare dietro di lei per il secondo posto.

Un secondo posto, che domani, verrà difeso senza Totti. “Ha un problema al flessore. L’aveva già giovedì, ne abbiamo parlato e abbiamo deciso che è meglio non rischiarlo perché la stagione non finisce domani sera. Abbiamo ancora 2 mesi da giocare, sono 10 partite e non voglio perdere il capitano per tutto questo arco di tempo“. Bisogna fare quadrato, bisogna lottare tutti insieme. Questo il messaggio che il mister francese vuole assolutamente far passare per questa gara. E non sarà facile, vista la grinta dimostrata dalla squadra di Di Carlo e la poca combattività dei giocatori romanisti. “Dobbiamo concentrarci sulla partita più importante della stagione che è la prossima, possiamo fare solo così. Ho fatto questo discorso alla squadra e loro l’hanno capito. Ora dobbiamo essere svegli, dobbiamo lottare. Lotteremo insieme e solo così riusciremo a rialzarci. Spingerò i giocatori fino alla fine“.

Un momento così delicato Rudi Garcia non l’aveva mai vissuto da quando ha messo piede nella capitale. Un Rudi Garcia, però, difeso a spada tratta sia dalla tifoseria sia in parte dalla società, a cominciare dal presidente Jim Pallotta. “Io mi confronto sempre con la dirigenza italiana, con Baldissoni, con Sabatini… Il presidente, invece, l’ho sentito dopo la gara con la Fiorentina. Noi abbiamo tanto rispetto per i nostri tifosi, siamo felici di averli con noi. Però deve esserci anche per i giocatori. Io pubblicamente li difenderò sempre, non attaccherò mai i miei giocatori“. Il tecnico francese lo sottolinea: non si deve mollare. La Roma è ancora seconda e l’accesso diretto in Champions League potrebbe essere troppo importante sia per il futuro che per il presente della squadra giallorossa. Certo è che se non si segna è difficile vincere le partite ed uscire da questa “spirale negativa“, come la definisce lo stesso Garcia. “Quando si fanno certi regali è complicato vincere le partite. Dobbiamo fare in modo che la palla entri. In questo momento va più verso i 10 cm fuori dal palo che verso quelli interni. Il Cesena gioca bene su questo campo, ma dobbiamo ottenere la vittoria anche contro una squadra che ha dimostrato di meritare la salvezza che cercano“. Dal “vinceremo lo scudetto” al cercare di ottenere la vittoria contro il Cesena, il passo è stato lungo. Ora sta alla Roma non affondare definitivamente nei suoi stessi errori.
Ecco le parole di Rudi Garcia, in conferenza stampa alla vigilia Cesena-Roma, presso il Grand Hotel Da Vinci di Cesenatico:

 

Come spiega la scelta di venire già stamattina a Cesenatico ad allenarsi?
Semplicemente io volevo che stessimo insieme, volevo partire ieri per allenami già questa mattina sul sintetico di Cesena. Ciò non è stato possibile per un problema logistico, per questo siamo partiti stamattina e ci alleniamo sul sintetico questo pomeriggio. Usciremo da questo momento difficile solo tutti insieme. Allora essere già tutti insieme un po’ prima mi è sembrata un’idea interessante.

 

Stamattina non c’è Totti con la squadra, avete scelto la via della prudenza non rischiandolo stasera?
No, non c’erano né Totti né Doumbia. Doumbia aveva cose personali che ha sbrigato questa mattina. Francesco invece ha un problema al flessore. L’aveva già giovedì e abbiamo parlato noi due e deciso che è meglio non rischiarlo perché la stagione non finisce dopo domani sera. Abbiamo ancora 2 mesi da giocare, sono 10 partite e non voglio perdere il capitano per tutto questo arco di tempo.

 

Lei nelle ultime dichiarazioni ha dato un po’ appuntamento a fine stagione dicendo che farà le sue valutazioni. Non era meglio dare più certezze ai giocatori e dire che resterà fino 2018?

E’ ovvio che resterò fino al 2018, non ho bisogno di dirlo. Io sono qui per vincere dei trofei. Non sarà per quest’anno, adesso è quasi sicuro, ma io voglio farlo nel futuro. Poi non decido solo io, per questo ci sono il presidente e la dirigenza e per questo dico che faremo un bilancio a fine stagione. Ma i giocatori conoscono bene la mia motivazione. Non la metto in mostra solo davanti a voi. Loro la vedono ogni giorno. Sanno che io voglio vincere più partite possibili da qui alla fine della stagione. Anche se non mi piace avere una visione su un arco di tempo di due mesi. La mia visione arriva solo fino a domani. Adesso c’è solo una cosa da fare: concentrarsi sulla partita più importante della stagione che è la prossima. Dopo la sosta la partita più importante sarà quella dopo e dobbiamo fare così, perché abbiamo bisogno di vincere. Dobbiamo dare tutto per tornare alla vittoria e per questo non bisogna guardare più in là della prossima gara. Ho fatto questo discorso alla squadra e loro l’hanno capito. Dobbiamo mettere tutte le nostre forze sulla partita che arriva.

Lei dopo la partita contro la Fiorentina ha chiesto una squadra di guerrieri. Volevo sapere se questo atteggiamento lei lo ha sempre visto nel corso di questa stagione?
Sì, ovviamente. La qualità di un gruppo si vede molto di più quando è in difficoltà. Quando si vince tutto è più semplice. E’ anche umano che quando le cose bene ci sia la possibilità di addormentarsi sulle vittorie. In questo momento ognuno sa di dover mettere tutto in campo, sa che dobbiamo essere svegli, e soprattutto che dobbiamo lottare. Lotteremo insieme e solo così usciremo da questo momento difficile. Io voglio che questo accada domani, e saranno i giocatori a doverlo fare. Io li spingerò fino alla fine.

 

In questi giorni difficili, ha sentito Pallotta?
Lo sento sempre il presidente. Mi confronto sempre anche con la dirigenza italiana: con Mauro Baldissoni e Walter Sabatini. E’ il nostro modo di lavorare da quando sono arrivato. Il presidente chiaramente è un po’ più lontano ma l’ho sentito dopo la gara con la Fiorentina.

 

Il Viminale ha convocato i dirigenti della Roma e della federazione per parlare dell’episodio avvenuto all’Olimpico, quando la società ha mandato i giocatori a parlare i tifosi alla fine della partita. Quello di giovedì è l’ultimo caso ma ce ne sono stati anche altri in Italia. Lei ritiene sia stato giusto il confronto a fine gara tra i giocatori e i tifosi?
Io penso ciò che Keita ha espresso molto bene prima della partita di Europa League. Il club è un’entità composta da dirigenza, giocatori, tifosi e tutti abbiamo lo stesso obiettivo: vincere le partite e fare migliori risultati possibili. Penso che dobbiamo rimanere con loro, dobbiamo mantenere un filo. Keita l’ha espresso molto bene e mi è piaciuto che una cosa del genere sia stata detta da un giocatore, perché i giocatori in campo hanno bisogno di giocare con la testa libera e con la fiducia. Si fa molto meglio quando sentono la tifoseria che li incoraggia ed è dietro di loro. Quando abbiamo la tifoseria contro è più difficile prendersi i giusti rischi, compiere un gesto efficace. I giocatori prendono magari più precauzioni e questo è sbagliato perché così non si vincono le partite. Se non si prendono rischi, non si vince. Un esempio è l’azione a tu per tu di Gervinho: tempo fa avrebbe sicuramente segnato, ora ha voluto essere più sicuro e alla fine ha sbagliato. Abbiamo bisogno del loro sostegno. Che siano delusi e arrabbiati lo capiamo perché anche noi per primi siamo delusi e arrabbiati. Ma questa connessione, questo filo dev’esserci sempre con il rispetto delle persone. Io ho un grande affetto per i nostri tifosi, ma soprattutto ho un grande rispetto. E mi aspetto che la cosa sia reciproca nei confronti dei miei giocatori. Io li difenderò sempre. Ci sono cose che si dicono solo nello spogliatoio, e lì quando devo essere duro sono duro. Ma esternamente li difenderò sempre. Sono sicuro che con la rosa di quest’anno possiamo ancora fare bene il nostro futuro non va più lontano di domani sera per il momento.

 

Si potrebbe fare qualcosa in più per tornare a segnare?
I giocatori devono capire che io ho totale fiducia in loro. Penso sempre che quando c’è una striscia negativa, c’è comunque un momento dove essa si interrompe. Per un periodo della stagione abbiamo avuto un atteggiamento difensivo efficace. Da qualche settimana però, oltre a fare fatica a segnare, questa spirale negativa ha toccato anche la difesa della squadra. Quando si fanno certi regali è complicato vincere le partite. Da una parte dobbiamo fare in modo che la palla entri. In questo momento va più verso i 10 centimetri fuori dal palo che i 10 centimetri interni. Bisogna solo lottare, spingere, non accettare che le cose non vanno bene. Dimostrarsi sul campo che il gruppo ha qualità i singoli hanno qualità e dirsi che il talento c’è, la squadra può essere forte. Dobbiamo tornare ad avere fiducia in noi stessi, non mollare e continuare a lottare per cambiare questa inerzia negativa.

 

Come legge tatticamente la gara di domani?
Il Cesena ha qualità, gioca su un campo sintetico e per questo volevo prendere un po’ le misure, avere sensazioni e abitudine. Sappiamo che dovremo fare attenzione al Cesena ma noi abbiamo un obiettivo domani: a parte il quello di lottare per tutta la partita, quello di ottenere il risultato contro una squadra che ha dimostrato di meritare la salvezza che cerca. Qualunque avversario, però, avessimo dovuto affrontare domani il nostro unico obiettivo sarebbe stato quello di fare risultato.

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