Garcia: “Domani voglio i tre punti. La mia ultima partita? Conosco le regole del gioco ma sono tranquillo” – AUDIO – VIDEO

Le parole del tecnico giallorosso alla vigilia della sfida di campionato contro il Genoa di Gasperini

di Jacopo Aliprandi, @JacopoAliprandi

Potrebbe essere stata la sua ultima conferenza stampa a Trigoria come allenatore della Roma. Rudi Garcia sa di giocarsi tutto nella partita di domani pomeriggio contro il Genoa, dalla stagione giallorossa ancora salvabile, alla sua credibilità, fino alla panchina. E non è detto che non salti lo stesso, anche con una vittoria sui rossoblu. Per questo Rudi cercherà in tutti i modi di mostrare ai tifosi – e soprattutto alla dirigenza – un segnale di ripresa, una dimostrazione che i suoi ancora lo seguono e credono ancora in lui. “Noi dobbiamo fare in modo di dimostrare la nostra voglia. Sappiamo che non ci sono gare facili in Serie A, anche il Genoa è in un momento delicato. Sarà una lotta, ma vogliamo solo i tre punti, soprattutto in questo momento”. Panchina traballante ma Garcia non ha paura, accetta le critiche e pensa solo ad andare avanti, almeno apparentemente “Non penso a questa cosa, ho altre battaglie da portare avanti. Conosco le regole del gioco, la mia squadra e i miei ragazzi. Se non mi sento più utile mi farò da parte. Ma ho sempre raggiunto gli obiettivi, io non mollo”.

Sicuramente sa che per salvare la stagione a Trigoria c’è qualcosa da cambiare: “Il ritmo degli allenamenti, spingere su alcune cose. È una squadra giovane e migliorabile, giochiamo con giovani come Digne, Rüdiger… Florenzi non è un vecchio, alcuni giocatori devono fare esperienza. Mi piace il mix, ma siamo a dicembre e spero che la squadra abbia già imparato qualcosa”.
Ma per il tecnico giallorosso, nonostante manchi la vittoria dall’8 novembre, non è stato tutto negativo. La Roma è ancora in corsa per il campionato (sebbene ci siano sette punti di distacco tra i giallorossi e l’Inter capolista), ed ha passato il turno in Champions League (grazie al pareggio del Barcellona a Leverkusen). “Il problema di questa squadra è di andare a Torino con uno spirito fantastico così come a Napoli e con il BATE, poi invece gioca come ha fatto con l’Atalanta e lo Spezia in casa. I giocatori devono prendersi responsabilità, devono mettere di più per aiutare il compagno e noi dobbiamo fare in modo di capire perché questo non succeda”.

L’allenatore francese non si preoccupa delle voci di un possibile esonero, è già proiettato al lavoro da svolgere a gennaio insieme alla società: “Sul mercato ho totale fiducia nel mio DS. Toglietevi l’idea che non ho informazioni da Walter su quello che fa per migliorare la squadra. Siamo sempre in contatto, vedo più lui che alcuni membri della mia famiglia. A gennaio troveremo delle soluzioni, non sono stupido”.

Queste le dichiarazioni dell’allenatore giallorosso:

Roma-Genoa che gara sarà dal punto di vista ambientale?
Non lo so, parli del pubblico allo stadio? Noi dobbiamo fare in modo di dimostrare la nostra voglia, la nostra determinazione. Il nostro obbiettivo è di vincere questa partita. Sappiamo che non ci sono gare facili in Serie A, anche il Genoa come noi è in un momento delicato. Sarà una lotta, ma non abbiamo nessun altro obiettivo che prendere i tre punti, soprattutto in questo momento.

Sarà la sua ultima gara sulla panchina della Roma?
Non penso a questa cosa, ho altre battaglie da portare avanti. Il mio unico pensiero è di vincere domenica. Conosco le regole del gioco non è un problema, ma io ovviamente rimango motivato. Sono sereno, tranquillo, ma sono combattivo. Conosco la mia squadra e credo in questi ragazzi. E’ vero che abbiamo fallito in Coppa Italia, è stato il punto nero della stagione. Ho preso decisioni dopo la gara, faccio in modo di trovare soluzioni e soprattutto dobbiamo dare tutto domenica. Perché dopo, a gennaio ci sarà il tempo di cambiare delle cose se serve, di fare delle cose intelligenti per trovare soluzioni. Per il momento dobbiamo dare tutto quello che ci rimane: penso alla nostra benzina e alle forze mentali. In questa gara dobbiamo mostrare carattere e personalità.

Sente forte la vicinanza della società? Perché dopo due anni della sua gestione si è arrivati a questo punto?
Perché dopo l’otto novembre non abbiamo più vinto, solo per questo. Fino all’otto novembre, al derby tutto andava bene. Non è che, visto che è da un mese che si fanno cose meno buone, che non si vince, allora è tutto negativo. La vera cosa negativa è l’eliminazione dalla Coppa Italia in casa contro una squadra di Serie B, questo è il vero fallimento. Altrimenti va detto che abbiamo conquistato l’obiettivo della qualificazione in Champions, è uno step in più rispetto all’anno scorso. L’unica cosa che mi interessa non sono le cose intorno, ma il fatto di restare dopo la partita a tre punti dal secondo posto. In campionato ci siamo, abbiamo giocato una prima parte di stagione con tante gare anche difficili. Ricordo che siamo nella prima metà del campionato e che nel girone di ritorno giocheremo in casa contro Napoli, Inter e Fiorentina, ad esempio. E’ ancora tutto aperto, non è questo il problema. Il problema è che abbiamo fatto passare un’opportunità importante con la Coppa Italia e per questo siamo arrabbiati, io per primo. Ora  non possiamo più cambiare le cose. Ora faremo di tutto per restare in alto in campionato aspettando la Champions League.

Ha detto che sta prendendo decisioni, quali sarebbero? Iturbe e Gervinho ci saranno domani? 
Iturbe e Gervinho saranno convocati. Come ho detto bisogna dare tutto. Ci sarà da ritrovare entusiasmo e spero di farlo già da domenica. Dovremo ritrovare anche freschezza fisica, ma questo sarà più facile perché giocheremo di meno nella seconda parte del campionato. Sono previste 22 partite, spero di più, in 18-19 settimane e non giocheremo ogni tre giorni. Da dopo la gara di Coppa Italia viviamo qui insieme con i calciatori, perché era necessario mostrare a loro che dobbiamo essere più aperti in questo momento: loro devono sapere quello che penso e gli ho detto che ero arrabbiato dopo la gara di mercoledì, ma ho anche ascoltato tutti per capire insieme le soluzioni da prendere per migliorare. Questo avverrà più a gennaio che altro. Il ritiro che stiamo facendo non è solo un ritiro punitivo, perché questo non mi piace, ma se vogliamo stare più tempo a casa dobbiamo tornare a vincere. E’ anche un ritiro dove viviamo insieme, ci parliamo e io ne approfitto per vedere anche i giocatori singolarmente. Questo ci fa vedere dove siamo e soprattutto dove vogliamo arrivare. Come ho già detto in Champions League non è che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo e non pensiamo a fare un exploit a febbraio o marzo. In campionato manca ancora molto, ma dobbiamo rimanere dove vogliamo essere alla fine della stagione.

Può rispondere alla domanda riguardo la vicinanza della società?
Parlo ogni gioco con loro. L’ho detto. Ho parlato con il presidente dopo l’eliminazione, parlo ogni giorno con Walter e con Mauro (Sabatini e Baldissoni ndr). Mostro ogni giorno che delle decisioni vanno prese da parte mia, cosa che ho fatto. Penso che le soluzioni le abbiamo perché ovviamente è questo che si aspetta una società, è normale. Ma non c’è nulla di particolare, sappiamo che nel calcio serve vincere.

I tifosi lamentano una scarsa assunzione di responsabilità. Lei si sente di avere delle colpe?
Ho già riposo dopo la gara di Coppa Italia. Sono il capo branco, e quando le cose vanno meno bene ovviamente mi assumo la mia parte di responsabilità. Non è facile in questo momento per i giocatori giocare all’Olimpico forse non è un caso che otteniamo risultati migliori fuori casa. Da inizio stagione rispetto a questa cosa io, i giocatori e la società non abbiamo potuto fare nulla. Ci manca molto il cuore della nostra tifoseria, ma non è un alibi, perché non ci sono alibi per la gara di mercoledì. E’ una spiegazione per dire che giocare senza pubblico e giocare alle 14.30 sono cose che ti portano a mancare di stimoli (di cose che ti spingono). Allora so che devo spingere ancora di più la squadra e non mi risparmio in questa cosa.

E’ lei il problema della Roma?
Non devo rispondere io a questa cosa. Ho sempre detto che se mi sentirò un problema mi farò da parte. Mi sento motivato, ho sempre raggiunto gli obiettivi e intendo raggiungere gli obiettivi di questa stagione. Io non mollo, non è un problema. Le soluzioni le troveremo, cambieremo qualcosa se serve a gennaio. Per il momento oltre a dire che dobbiamo dare tutto domenica, non serve dire altro.

Secondo lei quanto ha detto nella scorsa stagione dopo Roma-Palermo è stato capito a sufficienza da chi doveva prendere decisioni insieme a lei?
Quello che posso dire riguarda il presente, non il passato. Sono contento della rosa che ho a disposizione, sapevamo che in Champions League ci sarebbe stata una pressione importante. Anche se il Bayer Leverkusen e il BATE si sono dimostrate squadre di qualità sapevamo che non potevamo essere eliminati dal girone, mentre l’anno scorso c’erano squadre più forti ed era un’altra storia. Questo ci ha mangiato non solo energia mentale, ma anche fisica. Abbiamo perso anche giocatori importanti, il capitano manca da un po’. Abbiamo ancora il secondo attacco del campionato anche se da qualche gara non facciamo più gol, ma siamo diventati solidi in difesa. Io posso parlare solo di questo. Ripeto il grande fallimento è la Coppa Italia, io ci tenevo, era la strada più corta per vincere un trofeo. Possiamo dire che siamo quinti, perché è vero, ma possiamo anche dire che siamo a tre punti dal secondo posto. Che non è niente, è una vittoria e questa vittoria intendo prenderla già domenica.

Zeman oggi ha fatto delle dichiarazioni precise. Non pensa che l’atteggiamento dei giocatori contro lo Spezia sia stato il comportamento di una squadra poco motivata? Lei ha sempre difeso i giocatori e ha sempre avallato le scelte della società…
Prima cosa non commento tutte le dichiarazioni fatte, altrimenti servirebbe una conferenza stampa a parte. Lavoriamo tutti insieme e io non ho nulla da dire, sono contento del rapporto con i miei dirigenti. E’ normale che difendo i miei giocatori perché come ho già detto la fiducia per loro è una cosa fondamentale. Forse il problema di questa squadra e di avere uno spirito fantastico a Torino, a Napoli e contro il BATE per poi giocare gare come contro lo Spezia in casa o contro l’Atalanta. Questa può essere una riflessione per capire come dobbiamo migliorare. I giocatori devono prendersi le proprie responsabilità, mettere tutti un po’ di più per aiutare i compagni e capire, io in particolare, come fare in modo che certe gare non si ripetano. Ho tante energie, ma una parte di queste mi servono per spingere questa squadra per farle capire che può fare grandi partite. Le ha fatte, ma non nell’ultimo periodo. Per l’eliminazione in Coppa Italia, ripeto, non c’è alibi, ma il problema è che questa arriva in un momento non positivo. I punti a Torino, Bologna e Napoli erano possibili anche se con gare diverse, ma non potevamo permetterci l’eliminazione in Coppa Italia.

Che intende per ‘prenderemo decisioni dopo Roma-Genoa’?
No, decisioni le abbiamo già prese siamo in ritiro per quattro cinque giorni. Troveremo delle soluzioni perché io non sono stupido, ci sono delle cose forse da cambiare: il ritmo degli allenamenti, spingere di più su alcune cose… Vediamo. Questa squadra è migliorabile ed è ancora giovane soprattutto in difesa. Giochiamo con tanti giocatori giovani penso a Digne a Rüdiger, Alessandro Florenzi non è un vecchio. Ci sono anche giocatori che devono crescere e acquisire esperienza. Il mix di questa squadra mi piace, non è una squadra nuova perché ora siamo a dicembre e di cose ne abbiamo imparate.

Vuole più considerazione sul mercato? Cosa le hanno detto i calciatori quando lei le ha chiesto quali sono i problemi della squadra?
Posso rispondere anche sul mercato. Parlo con Walter ogni giorno e ho totale fiducia nel mio direttore sportivo che ha sempre dimostrato di poter fare grandi cose. Toglietevi questa idea che io non ho le informazioni di Walter sulle cose che facciamo, sul fatto di voler migliorare sempre la squadra. Siamo sempre in contatto. Vedo più lui che alcuni membri della mia famiglia e mi va bene cosi. Sulla seconda domanda sapete quello che penso sul fatto che per me lo spogliatoio è un luogo sacro. Devo prendere delle decisioni, è il mio mestiere. So anche di avere uno staff di qualità ed è meglio riflettere con più cervelli che solo con il mio. Gli avvisi dei giocatori possono essere molto interessanti, se loro prendono responsabilità, come è normale, possono anche dire la loro. Abbiamo tanti giocatori intelligenti, abbiamo leader e penso a Morgan, penso a Daniele e altri li sto sicuramente dimenticando. Come ho detto siamo una squadra, siamo uniti e vogliamo fare meglio rispetto a questo momento. La cosa che ora più ci interessa è la gara di domenica.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy