Garcia: “Difendiamo il secondo posto per attaccare il primo. Lo scudetto lo può perdere solo la Juve. Forse una divinità ha punito la mia superbia” – VIDEO – AUDIO

Le parole del tecnico giallorosso alla vigilia del big-match contro la Juventus in programma domani all’Olimpico

di Bruno Di Benedetto, @BrunoDibe

Mezzo campionato dopo, nel rivivere la conferenza stampa prima della partita contro la Juventus, Rudi Garcia mette il punto: “La prossima volta che qualcuno mi chiede se ridirei ‘vinceremo lo scudetto’ lo mando a quel paese”. Il tono è scherzoso, ma il concetto che c’è dietro è serio e importante: non mi pento di ciò che ho detto, ho spiegato perché l’ho detto. Se ancora non lo capite, io sono stufo di spiegarvelo.

Più che mai questa volta l’allenatore della Roma ha specificato le motivazioni di quelle dichiarazioni a cui tanti hanno poi provato ad inchiodarlo. Attaccarsi alle parole di per se stesse, senza capire il contesto, è un modo per non comprendere: “Volevo lottare contro un clima di pessimismo, in cui sentivo dire che potevamo fare qualsiasi cosa, ma che non avremmo vinto mai comunque. Ho pensato che per mantenere massima l’ambizione fosse necessario un gesto così”. Chiaro una volte per tutte il messaggio?

La Roma incontra la capolista partendo da 9 punti indietro. Un pareggio accontenterebbe i bianconeri, una vittoria non è detto basterebbe a riaprire il campionato dei giallorossi. Per questo il motto resta il solito: “Mantenere questo secondo posto sarà l’unico modo per attaccare il primo. Ora siamo a -9 e ci concentriamo su questa partita. Sappiamo che, anche se vinciamo, poi non saremo comunque in grado di dipendere solo da noi”. Resta comunque tassativa la vittoria di lunedì, Garcia lo sa bene, e per farcela, intende puntare sul souvenir riportato dall’Olanda: la “fiducia”. “In generale dobbiamo cercare di commettere il minor numero di errori possibili. Contro la prima in classifica dobbiamo sfruttare la fiducia che abbiamo messo nel primo tempo a Feyenoord”.

Lo Stadio Olimpico potrà dunque tornare a vedere una Roma vittoriosa in campionato, dopo 5 mesi di assenza? “Abbiamo tanta voglia di vincere questa partita anche perché è all’Olimpico, e siamo in un momento in cui pareggiamo troppo. Sarà difficile, è vero, ma so che i ragazzi daranno tutto e lotteranno tanto per ottenere questa vittoria”. I biglietti per la partita sono esauriti e ci si aspetta un affluenza record. Garcia lancia quindi il solito appello, ricalcando stavolta le parole provocatorie lanciate da Pallotta in settimana: “Vorrei che lunedì, alle spalle la squadra, ci fossero tutti quelli che amano la Roma”.

 

Ecco le parole del tecnico giallorosso Rudi Garcia alla vigilia di Roma-Juventus:

Il successo contro il Feyenoord, per come è arrivato può rivelarsi la partita della svolta?
A Rotterdam era una partita importante perché avevamo detto di voler giocare le due competizioni al massimo e l’abbiamo dimostrato con i fatti, qualificandoci in circostanze difficili. Quello ottenuto contro il Feyenoord è non solo un risultato importante per la partita di domani, ma anche di per sé ma per il modo in cui l’abbiamo ottenuto

 

C’è stata tanta pressione a Roma intorno alla parola scudetto. Non pensa che forse sarebbe meglio se la squadra vivesse con un po’ più di leggerezza la partita?
Non è questa partita l’unica che conta. La vogliamo vincere ma non cambia nulla sulla nostra situazione: il nostro destino è nei nostri piedi per quanto riguarda il secondo posto. Dobbiamo fare di tutto per mantenere il secondo posto, e questo sarà l’unico modo per attaccare il primo. In questo momento però siamo a meno nove e non possiamo fare altro che concentrarci su questa partita. Anche se vinciamo poi non saremo comunque in grado di dipendere solo da noi

 

A distanza di quattro mesi ridirebbe: “Vinceremo lo scudetto perché siamo più forti della Juventus?
Vedo che siete ostinati a farmi questa domanda. Che posso dire? Che forse una divinità misteriosa ha voluto punirmi per aver commesso questo peccato di superbia, ma se l’ho fatto è stato per lottare contro un ambiente di pessimismo ossessivo. Si diceva: possiamo fare qualsiasi cosa ma non vinceremo mai. Se ho commesso questo peccato non è stato il gesto di uno stupido che non riflette e dice le cose così, al volo. Io ho pensato che per mantenere la motivazione e l’ambizione al massimo fosse necessario un gesto così. Perché noi non ci fermiamo a questa stagione. L’obiettivo non è solo vedere la Roma al centro del villaggio, ma a centro dell’Italia, e questo non si può fare in pochi giorni. Il destino della Roma, l’ha ripetuto il presidente pochi giorni fa, è di lottare per lo scudetto non solo quest’anno, come l’anno scorso, ma anche per il futuro. Quest’anno siamo stati colpiti duramente dalla sfortuna, penso ai giocatori che sono assenti e non era previsto così, ma la nostra storia è anche fatta di errori perché nessuno non sbaglia mai in nessun club. Voglio dire che la prossima volta che uno mi fa questa domanda lo manderò a quel paese, perché il destino della Roma è di vincere e lottare ogni anno per lo scudetto e speriamo anche un giorno in Europa. Noi che cosa dobbiamo fare? Noi semplicemente dobbiamo mostrarci ogni giorno all’altezza di questo destino. Quando ho fatto quelle dichiarazioni ho voluto ridare orgoglio a questa città e questi tifosi, che di scudetti ne hanno vinti pochi. Io voglio che le persone siano consapevoli che la Roma sta costruendo un futuro in cui non lotterà solo per un posto in Champions, ma anche per lo scudetto.

 

Quale errore la sua squadra domani non deve proprio fare?
Dobbiamo farei il minor numero possibile di errori. Giochiamo contro la prima in classifica, e dobbiamo sfruttare la fiducia che abbiamo messo nel primo tempo a Feyenoord, e anche a Verona, in cui secondo me non abbiamo fatto un pareggio come gli altri. Abbiamo tanta voglia di vincere questa partita perché è all’Olimpico e siamo in un momento in cui pareggiamo troppo. Sarà difficile, è vero, ma sono sicuro che i ragazzi daranno tutto e lotteranno tanto per ottenere questa vittoria. Se hanno fiducia all’inizio della partita è molto meglio sul piano psicologico, e questa fiducia che i ragazzi se la sono presa da soli a Rotterdam. Ma, per dare il 100%, devono anche sentire che ci sono tutti quelli che amano veramente la Roma alle loro spalle.

 

De Rossi ieri ha detto che questa Juventus è un po’ più umana di quella dell’anno scorso, è d’accordo? E poi, quale differenza trova tra la Juventus di Allegri e quella di Conte.
Questa Juventus è prima con 9 punti sulla seconda, vuol dire che è la squadra più forte in questo momento. Non c’è altro da dire,

 

Domani più che mai ci sarà bisogno di 14 giocatori. Serviranno le tre sostituzioni, perché l’avversario è il migliore. Iturbe , Florenzi e Doumbia: come stanno? Quanti giocatori ha per le sostituzioni?
Florenzi è tornato al 100%, Manuel sta tornando bene, non ha ancora una gara intera nelle gambe, ma un’ora, anche un’ora e un quarto ce l’ha. Per Doumbia la storia è un po’ differente: ha una lombalgia, perciò non lo convocherò domani, perché deve risolvere questo problema. Inoltra dovrà recuperare anche sul piano fisico perché non gioca da tanto tempo. Lui non ci sarà domani. Come abbiamo visto a Feyenoord con il rientro di alcuni giocatori che erano fuori ho delle soluzioni. Per l’attacco c’è anche Verde che è rimasto in panchina giovedì. Piano piano ho sempre più soluzioni.

 

Maicon?
Per Maicon è ancora troppo presto.

 

Nei sei scontri diretti contro Juventus e Napoli ne avete persi 5.
Bisogna andare a guardare ogni singola gara. A volte ci sono stati risultati negativi pur con un’ottima prestazione della Roma. Io penso che non serva a niente parlare del passato. Noi vogliamo giocare bene domani e avere un futuro bello: solo questo.

 

Ieri Pallotta ha detto “non cerco vendette”. Lei come vive questa partita? Può essere una rivincita?
Non serve a niente questo stato d’animo. E’ semplicemente il secondo contro il primo, e quando è così il secondo è sempre motivato al massimo. Mi auguro di vedere una bella partita perché ci sono due belle squadre. Mi auguro fair play da parte dello stadio e che riserviamo loro un’accoglienza all’altezza, non come quella che ci hanno riservato loro. Dobbiamo essere come a Rotterdam, a testa alta da questo punto di vista. Poi in campo, ovviamente, lotteremo.

 

Allegri ha detto che gli basterebbe anche pareggiare. Insisterà con il modulo 4-2-3-1, che a Rotterdam ha funzionato?
Il 4-2-3-1 non lo usiamo da oggi. Abbiamo tante frecce nel nostro arco. Useremo un modulo per vincere, ma dovremo anche saper cambiare in corsa e quello i ragazzi lo sanno fare. Non penso che la Juventus verrà qua per pareggiare. E’ una squadra che cerca sempre di vincere, e così fa da due anni. Questo però non cambia niente: saremo in due a voler vincere, e basta.

 

La differenza tra Roma e Juventus è legata agli infortuni? 
Mi aspettavo una domanda su Pirlo e Pogba, che forse domani non ci saranno. Il presidente ha detto che se a loro fossero mancati per un lungo tempo, come sono mancati Castan e Strootman alla Roma per un lungo tempo, allora sì, la Juve sarebbe stata meno forte. Mi sembra un’ottima affermazione del mio presidente.

 

Secondo lei in questo momento, scattando una foto, Roma e Juventus partiranno alla pari?
Non lo so, non importa. Sappiamo che incontriamo la prima in classifica, e in tutti i paesi europei e del mondo, quando il secondo riceve il primo, ha voglia di mostrare cosa sa fare. I ragazzi hanno in mente questo atteggiamento. È anche vero che domani bisogna fare una partita di altissimo livello, sull’onda di quanto fatto giovedì. Bisogna avere un atteggiamento di riflessione sul campo, non basta solo la voglia. Bisogna anche usare la testa in questa gara. Vediamo se siamo capaci, sono sicuro di questa cosa. Non ci sarà altro obiettivo che i tre punti.

 

A Rotterdam abbiamo visto una squadra coesa. Possibile che l’ambiente ostile abbia spronato la squadra, mentre un ambiente più tranquillo, come quello dell’Olimpico, possa fare un po’ sedere i giocatori sugli allori?
Non penso che l’ambiente all’Olimpico sia più tranquillo. Tutte le squadre del mondo che lottano per qualcosa, quando sentono fiducia sono sempre più forti. Prima della trasferta a Rotterdam sapevamo che avevamo pareggiato 1-1 e ho sempre sentito i giocatori in spogliatoio convinti e motivati sul fatto di poter vincere. Lo stesso atteggiamento sento per la partita di domani. Domani vogliamo uscire a testa alta dall’Olimpico.

 

Se il Napoli batte il Torino si troverà a pari punti con la Roma. Quanto la preoccupa la rinascita del Napoli?
Non abbiamo aspettato oggi per sapere che il Napoli è una buonissima squadra. A noi non cambia nulla, il destino del secondo posto è nelle nostre mani. Dipende solo da noi.

 

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