Garcia: “Fondamentale fare lo switch tra una competizione e l’altra. Milan-Juve? Meglio un pareggio” – AUDIO – VIDEO

Le parole del tecnico francese alla vigilia del match di campionato Roma-Cagliari.

di finconsadmin

Ai microfoni di Trigoria si è presentato un Rudi Garcia molto concentrato. Ha subito affermato: “Fare lo switch tra una competizione e l’altra è fondamentale”. Il mister transalpino parla quindi di una buona “gestione mentale” fondamentale per poter affrontare i prossimi incontri ravvicinati. Non fa calcoli: “Prevedere qualcosa sulla gara di domani non ha senso”. Il collaboratore Frederic Bonpard è di grande aiuto: “Studia molto l’avversario ed è in grado di analizzare a fondo le partite.” Il mister parla anche delle avversarie dirette inserendo nella cerchia delle grandi anche Napoli e Fiorentina: “Non dimentichiamo il Napoli e la Fiorentina. Il vantaggio del campionato italiano è che ci sono molte squadre forti. Può essere un bello spettacolo per la gente vedere un campionato aperto”. Nonostante gli elogi, Garcia si sbilancia affermando che la Juventus è sempre la favorita per il titolo. Il mister è soddisfatto anche della panchina lunga messa a disposizione da Sabatini con il quale afferma di aver fatto una grande campagna acquisti. Nessuno parte titolare: è questa la vera forza della Roma di quest’anno. L’intelligenza starà nel trovare soluzioni di equilibrio che possano permettere a tutti avere un ruolo da protagonisti. Rimanere con i piedi per terra sarà fondamentale quindi e la concentrazione dovrà essere alta per tutte le partite. Gli attriti di alcuni giocatori con Zeman secondo Garcia sono un lontano ricordo. “Io credo che non pensino ancora a questo. Io sono concentrato sulla mia squadra. Io voglio che i miei giocatori sappiano che domani non è una gara semplice. Contro il Cagliari sarà dura, ma faremo di tutto perché il nostro obiettivo è dimostrare che anche dopo la Champions possiamo mettere in campo gli stessi ingredienti e fare bene.” LA CONFERENZA STAMPA DI RUDI GARCIA PAROLA PER PAROLA Dopo un mercoledì quasi perfetto, l’aspetto mentale è decisivo? Subito da giovedì mattina abbiamo chiuso il libro della Chapions League e abbiamo aperto il libro del Campionato. Fare lo switch tra una competizione e l’altra deve essere una qualità fondamentale di questo gruppo che lo ha dimostrato nella gara di campionato prima del Cska Mosca e lo deve dimostrare ancora domani. Come si regola Garcia negli incontri ravvicinati, nelle partite ogni tre giorni. Due scuole di pensiero: mettere la squadra migliore in campo oppure meglio fare dei calcoli sugli impegni che verranno. Lei come si colloca in questo scenario L’ho già detto e l’ho già fatto, io non faccio nessun calcolo sulle partite seguenti. So bene che anche il destino ci pensa da solo. Vedete che prevedere qualcosa sulla gara di domani, prima della partita di Champions non ha senso, perchè abbiamo perso due giocatori, per esempio. Io faccio in modo di vedere la mia rosa, chi è in forma, i giocatori che possono essere efficaci in campo contro un determinato modulo. Poi cerco sempre di vincere la partita che arriva, senza fare nessun calcolo sulla prossima e anche domani sarà così. Che idea si è fatto del calcio di Zeman? In cosa differisce dal suo? I ho studiato il Cagliari, studiamo sempre l’avversario. Fred Bompard, lo fa con Simone Beccacioli. Sono tutti e due molto a bravi  a mostrare forze e debolezze degli avversari e lo hanno fatto anche con il Cagliari. Loro hanno delle forze soprattutto in attacco, io però sono molto concentrato sul gioco della mia squadra perchè penso che dare informazioni sulla squadra avversaria è fondamentale, ma farlo troppo può fare in modo che ci dimentichiamo che noi abbiamo la qualità e la possibilità di mettere in campo le nostre forze. Non dobbiamo essere vittima delle nostre debolezze, non esiste una squadra perfetta. Andiamo avanti perchè la fiducia della squadra è molto importante. Il rispetto dell’avversario è fondamentale, noi rispettiamo tutti ma non abbiamo paura di nessuna anche quando siamo outsider. Così prepariamo le partite, proviamo a colpire dove lo possiamo fare ed essere solidi per rispettare tutti i parametri per vincere la partita. Immaginiamo che seguirà la partita di questa sera. Cosa la intriga di più di questa sfida tra Milan e Juventus? Non ho pensato a questa cosa, sono concentrato su domani, a me importa la Roma e non gli avversari. Quando due avversari diretti si incontrano è meglio un pareggio. Dobbiamo però anche noi prendere i 3 punti per sfruttare questa cosa. Lei ha parlato di destino. Sul discorso muscolare è un po’ preoccupato? Gli infortuni possono essere figli di una preprazione un po’ strana? Può essere anche casuale, non sono per niente preoccupato. E’ vero che un po’ di tempo fa l’infermeria era vuota, adesso ci sono troppi giocatori. Per un allenatore quando c’è qualcuno che non può giocare è sempre un problema: è un peccato per loro e sono delle scelte in meno per me. Per fortuna Davide non è tanto grave e così Manuel. Loro torneranno e porteranno la loro freschezza quando saranno pronti. Abbiamo fatto in modo di avere una rosa ampia anche per rispondere a questi parametri. Da quello che stiamo vedendo Roma e Juve dovrebbero essere ancora le protagoniste del campionato. Anche Milan e Inter potrebbero inserirsi lottare per il vertice? Non dimentichiamo il Napoli, che da due anni lotta al vertice del campionato e la Fiorentina. Il vantaggio del campionato italiano è che ci sono molte squadre forti. Può essere un bello spettacolo per la gente vedere una stagione con più squadre che lottano in alto. Le due squadre di Milano sicuramente, poi la Juve che è sempre favorita. Noi dobbiamo guardare solo le nostre partite, andare avanti e fare in modo di lottare fino alla fine. E’ una maratona questo campionato, lo sapete domani è la terza giornata e faremo di tutto per essere a nove punti. Parlando di Manolas lei ha detto che ha imparato subito come vuole che difenda. Come vuole che difendere lei? La Roma ha cercato anche Basa ma poi ha scelto Yanga Mbiwa. Mi sembrano due giocatori diversi: quali sono le caratteristiche che l’hanno convinta che lui fosse il giocatore giusto? Sulla prima domanda non voglio dire troppo, la nostra difesa è molto efficace. Non dare informazioni sull’avversario mi sembra una cosa ragionevole. Sulla seconda domanda.. abbiamo fatto con Walter una ricerca approfondita sui difensori centrali. In questa lista c’era Manolas, Basa,Yanga-Mbiwa ed altri giocatori di alto livello. Poi è il mercato che decide, non solo a livello economico ma anche perchè questi calciatori fanno parte di altre squadre: a volte non è possibile avere il giocatore che vogliamo o che puntiamo. Quello che posso dire è che io sono molto contento di avere Mapou Yanga Mbiwa. Lo conosco non perchè ha giocato con m, ma perchè ha vinto il campionato francese da capitano con il Montpellier e non era facile. Lui oltre ad essere il capitano di quella squadra era anche nettamente il difensore più forte. Lui è’ molto forte fisicamente, tecnicamente gioca in maniera giusta ed io ho totale fiducia in lui. Giocherà domani con Manolas in difesa. Voglio che giochi con piacere in questa squadra come contro il CSKA dove è entrato alla grande. E’ stato tranquillo e si è comportato alla grande: voglio solo che giochi nel suo modo. Sfortunatamente gli eventi ci danno ragione ad avere quattro centrali di buon livello, perchè senza Castan e Astori siamo costretti a giocare con altri due. Per me veramente non cambia nulla sulla forza della squadra. Col Cska mancava De Rossi  e si rischiava di perdere equilibrio: questo non si è sentito grazie alla buona prestazione di Keita. Come possono convivere dal punto di vista degli equilibri? Ho la fortuna di avere un centrocampo forte, con giocatori complementari. Non mi riferisco solo al fatto del ritorno di Strootman ma anche a due  giovani forti come Paredes e Uçan, che hanno un futuro grande qui a Roma. Il cuore del mio gioco è lì e avere giocatori di qualità è una forza in più. Seydou, può giocare regista come contro il Cska ma  può anche giocare più alto perchè ha l’inserimento e ha fatto tanti gol con il Barcellona e con il Lens, dove ha iniziato. Poi quando abbiamo due come Nainggolan e Pjanic così in forma posso stare davvero tranquillo sotto questo aspetto. Io ho fatto in modo dall’anno scorso di far giocare De Rossi come regista ma anche lui può giocare più alto, lo ha fatto e sa fare tutto. E’ una possibilità. Dire che c’è un posto fisso per loro non è realmente così, io voglio sempre un equilibrio di squadra, l’intelligenza è trovare una soluzione di equilibrio. Dodò è andato in nazionale appena passato all’Inter. Jedvaj fa il titolare in Champions League: non era il loro momento lo scorso anno oppure a Roma c’è un problema con i giovani? Forse hanno lavorato bene con noi: può essere una possibilità che sfruttano il lavoro dell’anno scorso. Sono molto contento per tutti e due, soprattutto Dodò ha trovato un modulo all’Inter peretto per lui e che sia in Nazionale può essere una bella spinta in più. Sono molto contento, sono due ragazzi veramente buoni sul piano umano e che hanno della qualità e con un anno di più migliorano tutti, lo vediamo anche con i giovani che giocano noi. La Roma ha comprato tre terzini sinistri. Perché ha fatto giocare Torosidis contro il CSKA? La scelta è stata semplice: ho visto che il CSKA aveva Tosic, un esterno mancino che non gioca come un attaccante esterno ma entra sempre nel mezzo del gioco e rientra sempre col suo piede sinistro, ho scelto di far giocare Torosidis. Ashley ha fatto bene contro la Fiorentina aveva già fatto due partite ed ho deciso di farlo riposare. Holebas bisogna inserirlo da un momento all’altro per poterlo vedere: al momento lo abbiamo visto ai Mondiali con la Grecia dove ha fatto benissimo, pensiamo di aver scelto un ottimo giocatore per dare un mano su questa fascia, sapendo che quando giochiamo ogni tre giorni non possiamo giocare sempre con gli stessi giocatori. Non è solo il caso dl terzino sinistro, questi vale anche per altri ruoli: forse un po’ meno per i difensori centrali che si stancano un po’ meno. Ad inizio stagione, lei, la dirigenza e i giocatori avete detto si punterà principalmente sul campionato e si cercherà di fare bella figura in Champions. Ha la sensazione che stia aumentando la consapevolezza che la Roma possa puntare ad entrambe nello stesso modo? Il fatto di aver vinto in un bel modo alla prima di Champions contro il Cska, con il ritorno nel circolo dei grandi per la Roma: non vuol dire che non siamo più outsider del gruppo,  i favoriti sono il Bayern e il City. Non è il caso di rispondere sulla Champions altrimenti mi faccio tirare le orecchie dai miei giocatori.. Adesso il campionato è sempre la priorità, perchè l’obiettivo della Roma è tornare in Champions l’anno prossimo e per farlo bisogna finire nei primi due posti in campionato. Per questo da giovedì siamo tornati al nostro pane quotidiano di quest’anno che è il campionato. Per lei possono stare fuori contemporaneamente due giocatori molto tecnici come Totti e Pjanic? Oppure si rischia di perdere qualità? Loro due sono particolari ma questo Non vuol dire che Nainggolan e Keita non hanno qualità sufficiente. Quando vedo che ogni giocatore del mio centrocampo nell’ultima partita giocare quasi 100 palloni e il peggiore di loro ha una percentuale di passaggi riusciti del 93%, non sono assolutamente preoccupato, su questo fatto. Il capitano ci porta un gioco particolare, con un possesso ancora più forte perchè gli piace dialogare con gli altri: con la sua visione di gioco illumina la Roma ma a volte avere altri parametri in campo con altri giocatori come Ljajic o Destro, può essere la buona scelta per vincere una partita anzichè lasciare giocatori come lui o Pjanic sempre in campo. La forma fisica è un paramentro importante, per giocare bene bisogna stare bene sul piano fisico. Nel passato ci sono stati degli attriti tra i giocatori della Roma e mister Zeman. Vorrei sapere se la squadra stia affrontando questa partita con un senso di rivalsa o con indifferenza Io non penso. Io sono concentrato sul presente e sul mio passato da allenatore della Roma, non su altre cose. Non vuol dire che non conosco le cose del passato ma nel dettaglio non le so. Io voglio che i miei giocatori sappiano che domani non è una gara semplice, in Serie A è sempre difficile vincere, non importa sapere chi è l’allenatore dela squadra avversaria ma bisogna sapere forze e debolezze degli avversari. Contro il Cagliari sarà dura, ma faremo di tutto perché il nostro obiettivo è dimostrare che anche dopo la Champions possiamo mettere in campo gli stessi ingredienti che abbiamo messo in campo mercoledì. FINE

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