Irritati, e non poteva essere altrimenti. Loro che rifuggono il circo mediatico si sono ritrovati con una Roma dilaniata tra prese di posizione, polemiche interne e uscite pubbliche mai viste. Dan e Ryan Friedkin ieri si sono fatti sentire con tutte le parti in causa imponendo il silenzio. Non solo davanti ai microfoni ma anche ai telefoni. Ora ci sarà un mese di tempo per prendere una decisione per il futuro di una squadra senza pace. Che ha cambiato negli ultimi 7 anni già sei allenatori e tre direttori sportivi. La certezza è solo una: Ranieri e Gasperini non potranno lavorare insieme il prossimo anno. E con loro ovviamente anche Massara legato a doppio filo dal senior advisor. Quindi? La scelta usuale nelle ultime stagioni è stata quella di cacciare l'allenatore: Mourinho prima, De Rossi poi e Juric nel mezzo. Risultati? La Roma è peggiorata in campo europeo e come immagine.

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Friedkin tra due fuochi. Ora tre strade per il futuro, ecco gli scenari
Ripetere lo stesso errore senza avere un vero top alle spalle è pericoloso. E i vari Conte, Ancelotti, Allegri o Guardiola hanno decisamente altre idee per la testa. Pure Fabregas ha già rifiutato e difficilmente cambierà idea. Bisognerebbe quindi trovare un altro profilo, che non rompa le scatole peraltro. E quindi andare a cercare tra i vari Pioli, Italiano, Maresca. O addirittura pensare al ritorno di De Rossi, sempre che Daniele sia convinto di rischiare ancora. L'altra strada, per certi versi più semplici, è salutare Claudio Ranieri che peraltro è in ottica Nazionale vista la nomina vicina di Malagò come presidente della Figc. A quel punto bisognerebbe scegliere un altro direttore sportivo con Giuntoli e Sogliano in prima linea. E un altro consulente di lusso che potrebbe essere Totti, al momento ignorato da Ranieri dopo l'uscita pubblica di due mesi fa. La terza via è quella più estrema: via tutti per una rivoluzione completa anche del parco giocatori. Ma la Roma al momento ha la forza per farlo?
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