Francesco Rocca ringrazia i tifosi: “La vita va spesa per migliorare quella degli altri”

Parla Kawasaki: “Penso di aver fatto soltanto il mio dovere. Sono stato fortunato nella vita: ho avuto molto di più rispetto a ciò che ho potuto dare, e questo grazie a chi mi ha accompagnato in questi anni”

di Redazione, @forzaroma

Francesco Rocca ringrazia di nuovo i tifosi della Roma. Il 27 novembre Kawasaki è tornato sul campo dell’Olimpico in occasione della cerimonia per l’ingresso di Francesco Totti nella Hall of Fame. A una settimana di distanza, e dopo il post pubblicato dalla figlia Chiara, l’ex terzino giallorosso ha dedicato una lettera ai sostenitori romanisti attraverso la sua pagina Facebook. Ecco le sue parole:

“Vorrei ringraziare tutte le persone che hanno espresso nei miei confronti sentimenti di stima, affetto e amicizia in riferimento alla lettera scritta da mia figlia Chiara dopo la serata all’Olimpico.
Penso di aver fatto soltanto il mio dovere, cercando di essere un buon marito, padre, figlio e atleta, come tutti voi lo siete nelle vostre famiglie. Sono stato fortunato nella vita: ho avuto molto di più rispetto a ciò che ho potuto dare, e questo grazie a chi, silenziosamente, con un saluto, una stretta di mano, uno sguardo, mi ha accompagnato in questi anni, ringraziandomi per le emozioni che avevo suscitato in loro da calciatore. Credo che la nostra vita debba essere spesa per migliorare il futuro degli altri, analizzando gli errori personali che si commettono inevitabilmente e cercando, con l’esempio, di non farli commettere agli altri. È ciò che ho voluto fare da allenatore nei miei 32 anni di lavoro nel calcio.
Ringrazio mia moglie, Isa, e i miei figli, Chiara e Alessandro, per la pazienza con la quale mi hanno accompagnato in questi magnifici anni passati insieme.
Vorrei augurare a tutti voi un felice Natale che arriverà, come ogni anno, a rallegrare le nostre vite. Ringraziandovi di nuovo spero di essere sempre in linea con i miei doveri umani e professionali.
Con immensa riconoscenza e affetto,

Francesco Rocca”.

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