Fonseca: “Dzeko titolare ma il capitano sarà Cristante. Braga pericoloso, la squadra è avvisata” – FOTO – VIDEO

Le parole del tecnico: “Roma con più qualità ma solo in teoria. Loro sono forti e l’hanno già dimostrato”

di Redazione, @forzaroma

La Roma è pronta ad affrontare il Braga nei sedicesimi di Europa League. Un tuffo nel passato per Paulo Fonseca, che ha parlato alla vigilia della partita.

FONSECA IN CONFERENZA

In Portogallo è molto popolare, ha vinto una coppa al Braga, quali sono le sensazioni nel tornare? È un’esperienza diversa venire qui?
È speciale tornare qui a casa. Sono stato qui un anno molto felice, abbiamo vinto la coppa. È molto speciale anche perché ho lasciato qui tanti amici, è speciale tornare per vedere loro che hanno lavorato con me.

Nelle interviste ha parlato dei punti di forza del Braga, come arriva la sua squadra?
I giocatori conoscono le qualità del Braga, sarà una partita difficile. Molti di loro magari non conoscono il campionato portoghese, era necessario metterli in guardia. Ora sanno che sarà una partita difficile e servirà essere al massimo del nostro livello.

Ci può anticipare l’undici titolare? Ritiene ci sia una grande differenza di qualità tra le due rose?
Tutti pensano che ci sia una differenza tra le rose di Roma e Braga. Ma sul piano teorico. Ma il Braga può lottare contro qualsiasi squadra e giocarsela alla pari. Dobbiamo concentrarci sulla loro qualità collettiva, sono forti e hanno dimostrato il loro valore. Basta vedere i risultati in campionato. Sulla formazione, aspettiamo qualche ora e lo scoprirete.

Che tipo di partita si aspetta domani? Quale sarà lo scenario?
Sarà una partita aperta, spero che anche il clima lo permetta. Speriamo non ci sia molta pioggia per offrire lo spettacolo che le squadre sono in grado di fare. Noi e loro abbiamo una matrice offensiva, ci piace pressare alto, prendere l’iniziativa. Sono tutti motivi per i quali mi aspetto una partita aperta.

 

FONSECA A SKY

Cosa significa tornare qui?

È sempre speciale tornare qui a casa, dove sono stato molto felice e ho molti amici, Ma ora sono avversari e quando inizia la partita voglio vincere. Ma è veramente speciale tornare a casa.

Cosa teme del Braga?
Il Braga è squadra fortissima, stanno facendo un bellissimo campionato, hanno battuto grandi squadre, hanno fatto una buona fase a gironi in Europa League, hanno un buon allenatore con una identità molto forte. So che sarà una partita molto difficile.

Qual è il vostro obiettivo?
Come ho detto sempre, dobbiamo pensare partita dopo partita. Ora abbiamo il Braga, dobbiamo pensare solo a queste due e dopo vedremo.

Tornerà Dzeko titolare? Tutto è risolto? Chi sarà il capitano?
Dzeko tornerà a giocare, il capitano sarà Cristante.

 

 

FONSECA A ROMA TV

Sul Braga.
Sono sicuro che sarà una partita molto difficile, loro sono una bellissima squadra. È importante pensare a questa doppia sfida ad eliminazione diretta. Ho dei bei ricordi, ho passato al Braga un anno e lì ho molti amici. Però quando inizierà la partita saranno avversari.

Sulle ambizioni.
Abbiamo sempre mostrato ambizioni, questa è una partita importante per noi. Dobbiamo continuare a giocare con le ambizioni di sempre.

FONSECA A O JOGO

Sul ritorno in Portogallo e a Braga
Non posso negare che sia speciale per me tornare in un posto dove sono stato molto felice. Ho lavorato con tante persone che conservo nel mio cuore e, naturalmente, tornare e rivederle sarà un momento speciale. Per 90 minuti saremo avversari, ma sarà una felicità enorme tornare e rivedere le persone con cui ho lavorato in un club che significa molto per me ed è speciale. Ho visto quasi tutte le loro partite, specialmente contro lo Sporting e il Porto. Hanno una squadra eccellente, non sono sorpreso. Hanno un grande allenatore e giocano uno stile di calcio che mi piace molto. Gioca in maniera offensiva, gli piace avere la palla. Non ho dubbi: saranno partite estremamente difficile, sia qui che a Roma. Il Braga nel suo insieme è molto forte. Gioca molto in profondità e si proietta bene in attacco. È anche una squadra che difende bene, in maniera aggressiva. Non vedo delle debolezze evidenti in questa squadra.

Sulla partita
Stiamo preparando la partita da un punto di vista strategico. Abbiamo pensato a spazi e movimenti da poter utilizzare a seconda di come il Braga si difenderà ed è quello che stiamo preparando. Sicuramente non cambieremo la nostra identità e i nostri principi di gioco. Quale sarebbe un buon risultato a Braga? La vittoria, ovviamente. Ma sono consapevole che sarà molto difficile vincere a Braga. Sicuramente è importante segnare un gol in trasferta in questo tipo di qualificazioni. La squadra sta bene, è motivata. Capiamo che sarà una partita molto difficile, ma la squadra è in un buon momento. Abbiamo qualche problema in difesa, perché abbiamo Kumbulla e Smalling infortunati e non saranno disponibili. Per il resto, siamo al completo. Ci sarà anche El Shaarawy, che non è ancora al 100%, ma sarà disponibile.

Sul mercato invernale del Braga
Con il mercato invernale il Braga ha perso Paulinho, un giocatore che era già identificato perfettamente con la squadra. Ha acquistato Sporar, un giocatore eccellente. Hanno anche preso Borja, anche lui un ottimo giocatore. Ha anche perso Medeiros per infortunio ed era un giocatore molto importante. Comunque, non penso che si siano indeboliti, ma credo si siano rinforzati molto bene.

Quali sono le ambizioni per questa Europa League?
Come dico spesso, dopo una certa fase l’Europa League diventa una mini Champions League. Ci sono tante squadre ed è difficile prevedere cosa potrà accadere. Dobbiamo pensare un turno alla volta. Ora ne abbiamo uno molto difficile e vogliamo superarlo in maniera convincente. Ma non c’è nessuna promessa di vincere l’Europa League, perché penso sia impossibile prometterlo con così tante squadre forti. Ovviamente, vogliamo arrivare il più lontano possibile. L’anno scorso siamo stati eliminati dal Siviglia, che alla fine ha vinto. Credo che con un anno di lavoro in più saremo più forti e cercheremo di fare meglio.

Sul campionato
Siamo al terzo posto. Ho visto molti pronostici che indicavano la Roma al sesto/settimo posto. In questo momento siamo in una buona posizione, la squadra sta giocando bene e i giocatori sono motivati. Il nostro obiettivo principale è quello di arrivare in Champions League, sapendo che ci sono sei o sette squadre molto forti. Dei principali cinque campionati europei, il campionato italiano forse è il più equilibrato, con il numero maggiore di squadre in lotta per l’accesso alla Champions League. Difficile prevedere cosa potrà accadere, ma questa è la nostra ambizione, stiamo facendo un buon campionato e ci rimane questo finale di stagione per essere in grado di confermare l’accesso alla Champions League.

Sui cali durante le partite
Sì, siamo una squadra che crea molto offensivamente, ma abbiamo anche concesso più gol del previsto. Ci sono studi che dimostrano che l’aspettativa di gol concessa alle squadre avversarie è molto bassa. Ma la verità è che le squadre contro di noi riescono a segnare. Abbiamo avuto cali di concentrazione nella fase difensiva e gli avversari ne hanno approfittato. Non penso che la Roma non sia forte a livello difensivo, perché concediamo poco, però le squadre avversarie approfittano delle occasioni che creano.

Sui risultati deludenti con le big
Sicuramente è un fatto dal quale non possiamo scappare. Ovviamente la cosa importante sono i 3 punti e ottenerli contro la Juve o l’Udinese significa lo stesso in termini di punti. Penso che abbiamo avuto qualche problema sui risultati, perché per quanto riguarda le prestazioni credo che la squadra abbia giocato alcune buone partite, ma il risultato non lo riflettono. Un buon esempio è la partita che abbiamo giocato due settimane fa contro la Juve. Abbiamo tenuto la Juve nella propria difesa, ma non abbiamo concretizzato quello che abbiamo creato offensivamente. Loro, invece, hanno fatto tre tiri in porta e due gol. I risultati non sono stati coerenti con quello che Roma ha fatto in quelle partite. Ovviamente, in altre partite non siamo riusciti a farlo, come contro la Lazio o l’Atalanta nel secondo tempo. Ciò che fa la differenza sono i piccoli dettagli che ci sono costati cari. Abbiamo anche una squadra molto giovane, soprattutto in difesa. E naturalmente l’esperienza in questo tipo di partite in Italia conta molto.

Sul secondo anno a Roma e i cambiamenti fatti
Sono un allenatore diverso da quando sono arrivato qui. Ho una conoscenza maggiore di quello che è il calcio italiano e delle squadre italiane. Devo dire che è stata una sfida enorme, ogni partita è una storia diversa. Qui in Italia si lavora molto dal punto di vista strategico, non sai mai veramente che sistema affronterai, che strategia userai, perché gli allenatori italiani preparano molto bene le partite a seconda degli avversari. Oggi sono un allenatore più adattato, più preparato, con più conoscenze. Ho anche cambiato il sistema che usavo normalmente. È la prima volta che gioco con una difesa a tre. Questo mi ha arricchito molto. Come dico di solito, da un punto di vista tattico, dopo essere passati dall’Italia si è pronti per qualsiasi contesto tattico, perché qui c’è davvero una ricchezza a quel livello che ci costringe a lavorare e a pensare molto. Anche per cambiare a volte.

Roma e Shakhtar
Sono sfide diverse. Lo Shakhtar è stato il mio primo club all’estero, un grande club dove ero felice e ho vinto, ma sono campionati molto diversi. In Ucraina ci sono 2 o 3 squadre che possono lottare per il titolo, qui ne abbiamo molte forti. La competitività qui è completamente diversa. Ma sono entrambe grandi esperienze. Sono stato molto felice allo Shakhtar, ho vinto, ho anche avuto l’esperienza di fare buone competizioni europee. In tutte queste esperienze ho imparato molto.

Giocare senza tifosi
È stato molto difficile. La verità è che quando sono venuto qui per la prima volta è stato fantastico. Avevamo gli stadi pieni, il sostegno dei tifosi. Non che i tifosi vivano meno intensamente il club, ma non sono allo stadio e quel supporto all’Olimpico è fantastico e ci manca. Quando giochiamo a Roma, c’è un’atmosfera fantastica. È completamente diverso.

Sul sostegno dei tifosi
Tutti attraversiamo delle fasi. Ci sono molte esigenze sull’allenatore della Roma e, naturalmente, quando non vinci una o due partite, è normale che la gente non sia soddisfatta, proprio come noi. Ma la verità è che ho sempre sentito un grande affetto da parte dei tifosi della Roma.

Su Tiago Pinto
C’è un ottimo rapporto di lavoro. Non lo conoscevo personalmente, avevo sentito parlare di lui e del suo lavoro al Benfica. Le mie aspettative sono state confermate. È un professionista eccellente, una buona persona. È arrivato da poco, durante l’apertura del mercato invernale, ma sta facendo un buon lavoro. È una persona molto organizzata e competente e non ho dubbi che il suo lavoro a lungo termine darà i suoi frutti.

Sulla sua posizione sempre in dubbio
Essere allenatore della Roma significa molta pressione, soprattutto da parte della stampa. Si parla molto. Ma non ho mai sentito che il mio lavoro fosse in pericolo, grazie all’appoggio che mi hanno dato il presidente, suo figlio e ora anche Tiago Pinto. Questo è importante: sentire e vedere che le persone con cui lavoriamo credono nel nostro lavoro e io questo l’ho sempre sentito. Poi, naturalmente, dipende ai risultati. Se un allenatore non li raggiunge, le cose si complicano, ma non è questo il caso al momento.

Consigli per il Porto contro la Juve?
È molto difficile perché non sono l’allenatore del Porto e solo Sérgio conosce la sua squadra come nessun altro. Sappiamo tutti quanto sia brava la Juve, ma sappiamo anche quanto lo sia il Porto. Non ho dubbi: sarà una fase ad eliminazione difficile per la Juve. Penso che il Porto, con le sue armi e grazie all’ottimo lavoro fatto da Sérgio, sarà una squadra molto competitiva. L’ossessione per la Champions della Juve può essere un vantaggio per il Porto? Non lo so. La verità è che la Juve ha giocatori molto esperti, abituati a questo tipo di sfide in Champions, sono giocatori molto equilibrati dal punto di vista emotivo. Non so se questo potrà influenzare o meno le prestazioni del Porto.”

FONSECA ALL’UEFA

Dica tre dei suoi principi come allenatore
Passione, disciplina e ambizione. Per cominciare, penso che dovremmo avere la passione per tutto ciò che facciamo e dobbiamo trasmettere quella passione per avere successo. Sono appassionato di quello che faccio. Sono appassionato del mio lavoro. Ovviamente, questo è uno dei principi che penso dovrebbero essere instillati nella squadra. Se non siamo appassionati o entusiasti di ciò che facciamo, ovviamente, tutto il resto sarà molto più difficile.
Poi c’è la questione della disciplina. Questo è fondamentale per il nostro lavoro. Avere disciplina in ciò che facciamo, in ciò che trasmettiamo agli altri e nella formazione di un’identità all’interno della squadra. La disciplina è qualcosa a cui non possiamo rinunciare. Avere una squadra disciplinata è la chiave per creare un’identità che è qualcosa che noi, come allenatori, cerchiamo.
Poi c’è l’ambizione. È importante trasmettere l’ambizione ai giocatori e alla squadra nel suo insieme. Giochiamo per vincere. Dobbiamo essere senza paura. Dobbiamo essere fiduciosi nel nostro gioco. Sono tre principi che considero fondamentali per il successo di una squadra.

Ci parli della sua avventura alla Roma
Essere un allenatore in Italia è molto impegnativo e molto diverso da quello che mi aspettavo. Ma, 18 mesi dopo, posso tranquillamente affermare che abbiamo creato un’identità di squadra. I giocatori ora sono più ambiziosi e, come allenatore, sento anche di aver perfezionato la mia tecnica per quello che concerne l’allenamento in Italia. In questi 18 mesi sento che la squadra ha fatto grandi progressi e sento che ora siamo molto più forti di quando sono arrivato qui. Gli allenatori qui affrontano un altro problema: visto il numero di gare, non abbiamo molto tempo per allenarci. I giocatori devono recuperare dopo ogni partita e penso che la continuità sia fondamentale.

Sulla Roma e l’Europa League
Questa competizione è molto difficile. Mi piace definirla una “mini Champions League”, piuttosto che Europa League, perché sono coinvolte ottime squadre. La scorsa stagione abbiamo perso contro il Siviglia, che avrebbe poi vinto il trofeo, e questo la dice lunga. È una squadra molto forte e ha meritato la vittoria finale. Questa stagione abbiamo avuto un’ottima fase a gironi, ma ora è finita. Siamo nella fase eliminatoria e affronteremo un’altra squadra molto forte, il Braga. Ovviamente sappiamo che nelle partite da eliminazione diretta non possiamo sbagliare. Dovremo fare bene in entrambe le partite, perché saranno complicate.

Sul Braga
Ho dei ricordi meravigliosi e non si tratta solo di quello che abbiamo ottenuto sul campo. Il trofeo che abbiamo vinto è stato frutto del rapporto che abbiamo costruito nel club. Non ho parole per descrivere quello che provo per queste persone, quello che provo per il Braga. Sarà difficile affrontarli, ma sarà bello vedere i miei vecchi amici, vedere un club e un posto dove ero così felice.

Quali sono i punti di forza del Braga?
Mi aspetto una partita molto difficile. Conosco molto bene la squadra, conosco il loro allenatore, che è di alto livello. Carlos sta facendo un lavoro magnifico. Il Braga è una squadra con una propria identità e non mi illudo: sarà una gara molto difficile per noi. Il Braga è ora una delle squadre più forti del Portogallo e, come ho detto, è una squadra con una propria identità e non riesco a identificare alcun punto debole. Nel complesso è molto ben organizzato e molto ben allenato. Sono una squadra forte in tutte le situazioni di gioco, il che significa che saranno due partite molto difficili.

Sul rapporto con Carlos Carvalhal
Abbiamo un ottimo rapporto. Gli ho anche detto che lo aspetta una bottiglia di vino italiano. Carlos è un ottimo allenatore, una grande persona, qualcuno che ammiro molto, e sarà bello passare un po ‘di tempo con lui dopo la partita. Sarà bello vederlo perché è una persona che ammiro molto.

È un vantaggio giocare contro una squadra portoghese?
Onestamente non credo sia un vantaggio. Ovviamente tornerò nel mio paese, rivedrò vecchi amici, ma questo Braga e gli attuali giocatori sono diversi da quando c’ero io lì. Quindi, non credo sia un vantaggio essere un allenatore portoghese contro una squadra portoghese. Quello che può essere visto come il nostro unico vantaggio è che seguo regolarmente il campionato portoghese, guardo le partite del Braga molto da vicino. Ciò non significa che non segua altri campionati. Ma comunque non penso sia un vantaggio.

Sulla voglia di vincere l’Europa League con la Roma.
La Roma è un club ambizioso e si avvicina sempre di più alla vittoria di titoli, cosa che non ha fatto negli anni. Niente mi soddisferebbe di più che regalare un titolo ai tifosi della Roma, che sono meravigliosi e con tanta passione per la loro squadra. Vorrei ricambiare questa passione con buoni risultati. Tuttavia, dobbiamo restare con i piedi per terra ed essere realistici riguardo alle nostre possibilità. Per me questa Roma dovrebbe concentrarsi solo sulla prossima partita, che sarà molto difficile. Penso che sia impossibile per qualsiasi squadra di Europa League prevedere chi vincerà. Ci sono così tanti top club che competono che è difficile nominare un vincitore. Faremo tutto il possibile per essere la squadra vincitrice. Tuttavia, il nostro unico obiettivo è la nostra prossima partita contro il Braga

Si è vestito da Zorro quando lo Shakhtar si è qualificato per gli ottavi di Champions League. Cosa farai se vincerai l’Europa League con la Roma?
Non ho in programma né ci penso, ma chi lo sa? Qualcosa può succedere! Penso che a volte i momenti nel calcio debbano essere celebrati in un modo unico. Comunque non ho piani simili per il futuro. Dipende da molte cose, ma può succedere.

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